Il saluto di Don Virginio

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Caro Giacomo,
grazie per aver pensato di aprire questo spazio in internet per mantenere vivo il dono dell’amicizia, che è tra i beni fondamentali per il nostro vivere.
Fra poco scade un anno dal mio rientro alla casa paterna, lasciata il 23 ottobre 1944, per entrare in Seminario a Lodi.
Furoreggiava, allora, la guerra e per i molti bombardamenti sul vicino ponte del Po a Piacenza, ancora ho negli orecchi e soprattutto nel cuore il fragore di quei micidiali eventi.
Avrei desiderato che al compimento dei 75 anni, mi fosse almeno affidata una piccola parrocchia, per non essere privato di una Comunità.
Le cose non sono andate così.
A Lodi si verifica una strana cosa, il parroco di una piccola parrocchia, che può arrivare anche a oltre i 1000 abitanti, rimane anche dopo i 75 anni usque ad mortem. Invece un parroco di una corposa parrocchia deve lasciare, e a lui si chiede solo di fare il Collaboratore di un giovane parroco. Strano questo comportamento.
Per questo ho preferito ritornare alla casa dei miei genitori, trasformandola in un Eremo che accoglie tutti coloro che vogliono fare un’esperienza religiosa senza confini.
Certamente ai sacerdoti che mi chiedono un servizio cerco di rispondere sempre di sì .
L’Eremo sta diventando un luogo di tanti incontri.
Sabato scorso è arrivato Felicino, era un giovane di Paullo negli anni 60, che mi ha portato, con dedica, un suo volume circa le tradizioni del suo paese. L’incontro dopo tanti anni è stato bellissimo.
Vengono spesso persone per trascorrere qualche ora in silenziosa solitudine come chi ha bisogno di incontrare un prete che sappia ascoltare.
Mi viene in mente, a volte, quello che si diceva a Prato: ” quando passiamo da piazza della Pietà troviamo sempre, di sera, una luce accesa e una porta aperta…”
Mi auguro che anche questo spazio in internet, che tu hai voluto, possa diventare ” un focolare” dove ci raduna una forte amicizia nello scambio anche di pareri e di riflessioni circa i problemi esistenziali del nostro vivere.
Un abbraccio fraterno a tutti coloro che, incontrati nel mio lungo servizio pastorale, hanno voglia di incontrarmi ancora: la porta è sempre aperta , come è accesa la luce !
don Virginio

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