L’eremo “Mons. Attilio”: luogo di preghiera.

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Ancora una bella testimonianza di stima per Don Virginio, che pubblichiamo immediatamente.

Complimenti per il blog, don Virginio se lo meritava. Vi mando questo breve pensiero sull’Eremo che don Virginio ha creato a due passi dal Po in terra lodigiana a Santo Stefano, un luogo che è anche centro ecumenico rivolto in modo particolare alla conoscenza dell’Oriente Cristiano.

Un eremo sulla sponda del Grande Fiume, un luogo appartato dove fermarsi ad ascoltare quel silenzio che fa bene allo spirito. Il luogo ideale per chi intende prendersi un momento di pausa per interrogarsi sulle proprie realtà, ma soprattutto un luogo di preghiera.
Ad accoglierci il sorriso di mons. Virginio Fogliazza con la sua discreta presenza. Uomo di fede ma anche uomo concreto al quale non è sfuggito il bisogno di accostarsi al divino che è insito in ogni uomo; anche in chi, apparentemente, sembra disprezzare ciò che non è spiegabile con la sola conoscenza razionale.
Siamo nell’era della cibernetica, della globalizzazione, del mondo virtuale ma a poco a poco perdiamo di vista la realtà oggettiva delle cose e, cosa molto più grave, il senso vero della nostra esistenza.
L’uomo del terzo millennio è continuamente stimolato da una serie di messaggi che lo vogliono attivo a tutti i costi, proiettato verso obiettivi legati al successo economico-sociale e al benessere psicofisico ma a fare le spese di questo bombardamento mediatico continuo è proprio lo stesso individuo.
All’Eremo “Mons. Attilio” quella che si respira è la pace dell’anima, unita – in stretto rapporto – all’armonia con il Creato. Un Creato fatto di cose semplici, scandite dal lento progredire dei giorni e dal succedersi delle stagioni in una sorta di continua e multiforme preghiera di lode.

Carlo Francou, Piacenza

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