Maria Voce eletta Presidente dei Focolari.

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Eletta la nuova Presidente dei Focolari, Maria Voce, tra le più strette collaboratrici di Chiara Lubich,

8 Luglio, Castel Gandolfo (Agenzia Fides)

Maria Voce, tra le più strette collaboratrici di Chiara Lubich, è la nuova Presidente del Movimento dei Focolari. E’ stata eletta a Castelgandolfo dall’Assemblea generale del Movimento – composta da 496 delegati con diritto di voto dei 5 continenti – pressoché all’unanimità. Il nuovo co-presidente è don Giancarlo Faletti, finora corresponsabile del Movimento a Roma. Dopo la dipartita di Chiara Lubich il 14 marzo scorso, con l’elezione di Maria Voce e di Giancarlo Faletti, il Movimento vive una nuova tappa della sua storia, perché si attua la transizione da Chiara e dalle prime e primi focolarini che hanno iniziato il Movimento e che sinora sono stati alla dirigenza del Movimento. Nelle sue prime parole la nuova presidente li ha innanzitutto ringraziati per la fiducia con la quale hanno accompagnato questa transizione. Si è detta “sicurissima di avere in loro i primi collaboratori”.


Maria Voce è nata ad Ajello Calabro il 16 luglio 1937. Ha conosciuto il Movimento nel 1959 e da 44 anni vive nella comunità del Focolare. Avendo compiuto studi di teologia e di diritto canonico, in questi ultimi anni è stata impegnata nel recente aggiornamento degli Statuti generali del movimento. E’ tra i responsabili di “Comunione e Diritto“, rete di professionisti e studiosi impegnati nel campo della giustizia, nata recentemente nell’ambito dei Focolari. E’ anche membro della Scuola Abbà, Centro studi interdisciplinare. Ha anche un’esperienza diretta nei campi ecumenico e interreligioso. Avendo vissuto in Turchia per dieci anni, dal 1978 al 1988, ha avuto stretti rapporti con il Patriarcato ortodosso di Costantinopoli, anche con l’attuale Patriarca Bartolomeo I, con leader di altre Chiese Cristiane, e con il mondo musulmano.
Don Giancarlo Faletti è nato ad Asti (Piemonte) il 14 settembre 1940, in una famiglia di origine contadina, il padre operaio e la madre è casalinga, ricca di sensibilità sociale. Pur in un ambiente non vicino alla Chiesa, è presto maturata in lui la decisione di un impegno forte sia nel mondo giovanile che nel volontariato cristiano, vicino a chi più soffre e vive in condizioni di povertà. A 19 anni è affascinato dall’ideale di fraternità e unità dei Focolari e a 25 matura la decisione di donarsi a Dio nel focolare. Dopo aver compiuto studi di economia, ha ricoperto incarichi di dirigenza in un istituto bancario. Oltre che a Roma, è stato responsabile del Movimento a Genova e nel Lazio. E’ stato ordinato sacerdote all’inizio della sua responsabilità romana. Nei prossimi giorni si procederà all’elezione dei consiglieri.

Riportiamo l’intervista di Adriana Masotti per Radio Vaticana:

Con quale emozione e quali sentimenti Maria Voce ha accolto il nuovo incarico sapendo di succedere direttamente a Chiara, fondatrice e prima presidente dell’Opera di Maria, nome ufficiale del Movimento?
Una grande emozione sicuramente, ma anche tanta pace, perché ho constatato durante questi giorni quanto lo spirito di Chiara Lubich non sia partito con lei, ma sia rimasto veramente presente in tutte le persone che hanno composto questa assemblea e che nella pienezza della comunione reciproca hanno espresso questa elezione nella mia persona. Non è importante che sia la mia persona o un’altra, ma è importante che questo spirito di Chiara continui anche nella sua opera, in questo momento.

Qual è, in poche parole, l’eredità spirituale di Chiara, che lei sente illuminerà il suo nuovo compito…
Io stamattina, svegliandomi, mi sono messa in unità con Chiara, per dire le mie preghiere del mattino, come faccio tutte le mattine. E la prima cosa che le ho detto è stata: “Chiara ti prego, dammi il tuo cuore, per amare tutte le persone dell’Opera, così come tu le hai amate e come tu continueresti ad amare”. Penso che questo amore di Chiara, che non ha mai conosciuto limiti né misure, sia la cosa che mi porto dentro come mio compito personale, in questo nuovo incarico che mi viene affidato. Poi, l’eredità è l’eredità della spiritualità, del carisma di comunione, del carisma di portare la presenza di Gesù in mezzo alle persone, che si uniscono nel suo nome. E questo, naturalmente, lo faremo insieme in tutta l’Opera.

Il Movimento dei Focolari è un movimento vasto, diffuso in tutto il mondo, con dentro ogni categoria di persone e di vocazioni. Come si fa a portare avanti una realtà così?
Una volta a Chiara hanno chiesto: “Come fa a seguire tanta gente?”. E Chiara ha risposto: “Io seguo Dio e gli altri mi vengono dietro”. Io cercherò di fare come lei. Non è che io possa portare avanti tutte le realtà che sono nell’Opera. Io posso cercare di unirmi a Dio, di amare tutte le realtà dell’Opera, e insieme con loro scoprire, per ognuna, quella particolarità che la rende testimone efficace del carisma di Chiara nel posto in cui si trova: i giovani in mezzo alla gioventù, quelli che lavorano nella società in mezzo ai loro ambienti di lavoro, in mezzo ai loro colleghi, i sacerdoti nel loro sacerdozio ministeriale, le famiglie nella loro vita familiare. Penso che a me tocchi soltanto amarli tutti e insieme con loro capire come ognuno possa incarnare questo carisma nel proprio ambito. Certamente, la priorità è sempre quella di tendere con tutte le nostre forze al fine, per cui è nata quest’Opera, cioè perseguire l’unità a tutti i livelli, in tutti i campi: da quello fra le generazioni, a quello fra le Chiese, a quello fra le religioni, fra tutte le persone, fino ad arrivare a costruire quella famiglia universale che sola può rispondere al nome di Opera di Maria, con il quale il Movimento è anche stato approvato.

E’ indubbio che l’Opera di Maria, il Movimento dei Focolari, viva un’altra pagina, un’altra tappa della sua storia. Questo passaggio, dai primi focolarini agli altri…
Non riesco a vederlo proprio come un passaggio da una fase ad un’altra, perchè vedo che davvero siamo sempre andati avanti a corpo. Non c’è mai stata una distanza fra una generazione e l’altra. C’è stato semmai un rapporto fra una generazione che donava tutta la sua ricchezza, una generazione che la riceveva e, insieme, portavano avanti. Quindi, come in una famiglia non c’è distanza tra genitori e figli, così anche tra noi non c’è distanza, anche se in questo momento magari, per più tempo disponibile o per più forze disponibili, più energie disponibili, qualcuno subentra al posto di qualcun altro. Ma saremo comunque insieme a portare avanti tutto. E sicuramente, il patrimonio di coloro che hanno cominciato con Chiara è quella insostituibile ispirazione che rimane sempre a guidarci, ad accompagnarci.

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