L’Apertura dell’Anno Paolino all’Eremo.

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Eremo "Mons. Attilio"
Eremo "Mons. Attilio"

Mons. Giuseppe Cremascoli, Consulente nazionale per la cultura al termine della cerimonia dell’apertura dell’anno paolino all’Eremo ha così sintetizzato alla stampa il suo intervento.

“L’anno paolino, di cui stiamo vivendo gli inizi, determinerà nel mondo cristiano un rinnovato fervore di studi e di fede nei riguardi dell’Apostolo delle genti. Per delineare in sintesi la straordinaria vicenda della sua missione apostolica, è di grande aiuto il passo in cui, scrivendo al discepolo Timoteo (2 Tim. 4, 7-8), egli riassume così la sua vita, giunta ormai al tramonto: «Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede.

Anzitutto, dunque, la metafora della battaglia, per evocare l’inevitabilità dello scontro tra l’annuncio cristiano, in cui era proclamata la fede in Gesù crocifisso e risorto, e l’universo mentale del mondo ebraico e pagano, nel quale tutto ciò era ritenuto scandalo e follia. La battaglia era buona, giusta e santa, ma all’Apostolo era costata sofferenze, incomprensioni, l’ostilità e il martirio. Terminava, così, la sua corsa, e quest’altra metafora rendeva viva l’idea dell’impegno profuso nel raggiungere le mete volute dal Signore, dal quale era stato folgorato sulla via di Damasco, come pure il costante anelito per essere, nel mondo, voce che proclamava il grande mistero che si era compiuto con l’incarnazione, la passione e la morte del Redentore. La fede poteva, dunque, dirsi conservata integra e in modo perfetto, e, in più, proclamata con forza nell’imminenza dell’incontro definitivo con il Signore.

Nella buona battaglia e nella corsa a cui si è chiamati per conservare la fede, ci si trova oggi in un serrato confronto fra le tre grandi religioni monoteiste, che percorrono strade diverse nel riconoscere e nel rendere culto all’unico Dio. Oltre a ciò avvertiamo tutti l’imporsi alle coscienze del dilemma estremo nelle convinzioni riguardanti il cosmo e la vita, l’uomo e il suo destino. La scelta è tra lo spirito e la materia, tra la fede in un Dio creatore e provvido e l’ostinata ripulsa di tutto ciò che reca il segno del divino e del sovrumano. Movimenti di pensiero e potentissime strutture statuali e politiche insistono nel tentativo di sradicare dal cuore dell’uomo ogni memoria di Dio.

È, dunque, l’ora della prova suprema per i chiamati, che, per conservare la fede, dovranno resistere in un combattimento arduo per tenere in vita ogni anelito dell’anima, terminando, così, la propria corsa. Non si soccomba allo sgomento. C’è chi ci guida e sta sempre con noi.”

A Mons. Fogliazza l’Archim. Emiliano ha fatto dono di una preziosa Icona di san Paolo che sarà esposta nella Cappella dell’Eremo per tutta la durata dell’Anno a lui dedicato.

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