Papa a ebrei e musulmani: “Religione sia fattore di pace e non di violenza “

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Riportiamo da da “La Stampa” il seguente articolo:

Benedetto XVI a Sydney
Benedetto XVI a Sydney

La religione sia fattore di pace e non di violenza. Sia testimonianza di amicizia e convivenza reciproca e non di odio. Mattinata nel segno del dialogo interreligioso per Papa Benedetto XVI che questa mattina, nella Cattedrale di St. Mary’s a Sydney, ha incontrato una quarantina di leader di tutte le fedi: ebrei, musulmani, buddhisti, e delle altre confessioni cristiane, tra cui anglicani e luterani. «Il rabbino Jeremy Lawrence ha ricordato i passi di avvicinamento tra chiesa cattolica e guidaismo, citando l’impegno di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II – ha detto padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, nel corso di un briefing con i giornalisti – mentre lo sceicco Mohamadu Saleem ha detto di apprezzare la Gmg, e di dover lavorare per sostituire il fondamentalismo dell’odio con il fondamentalismo dell’amore».

«Il Papa sta bene, è in buona forma, è soddisfatto di come sta andando il viaggio – ha aggiunto padre Lombardi – ha avuto un’ottima impressione della festa di accoglienza, ieri, per il tempo bello e per l’arrivo suggestivo via mare». «In un mondo minacciato da sinistre e indiscriminate forme di violenza – ha detto nel suo discorso Benedetto XVI – la voce concorde di quanti hanno spirito religioso stimola le nazioni e le comunità a risolvere i conflitti con strumenti pacifici nel pieno rispetto della dignità umana». All’incontro ecumenico erano presenti il cardinale George Pell, il segretario di Stato Tarcisio Bertone, il nunzio apostolico in Egitto, monsignor Michael Fitzgerald, il vescovo di Parramatta, quello di Lismore, il vescovo della chiesa siriana-ortodossa, il rappresentante della chiesa anglicana Robert Forsyth, il patriarca dei Maroniti cardinale Boutrod Nasrallah Sfeir, un rappresentante luterano, uno della chiesa melchita. Benedetto XVI si è rivolto a tutti con queste parole per nulla diplomatiche: «Il movimento ecumenico è giunto a un punto critico. Per andare avanti, dobbiamo continuamente chiedere a Dio di rinnovare le nostre menti e stare in guardia contro la tentazione di considerare la dottrina come fonte di divisione».

Assente, per motivi di salute, il cardinale Cassedy. «È stato ricoverato per alcuni problemi cardiaci», riferisce padre Lombardi sottolineando che Bertone e monsignor Filoni andranno a trovarlo in ospedale. Prima degli incontri ecumenico e interreligioso, il Papa ha avuto brevi colloqui con le autorità locali. «Con il governatore del New South Walles c’è stata una conversazione sulla Gmg, sull’universalità dei giovani presenti – ha riferito padre Lombardi – mentre con il sindaco di Sydney il Papa ha potuto conoscere la vita delle diocesi della città». Al termine della mattinata il Papa ha pranzato con 12 giovani, due australiani e il resto rappresentanti dei diversi continenti. Nel pomeriggio Via Crucis lungo le strade di Sydney e incontro con alcuni giovani disadattati della Comunità di recupero dell’università di Notre Dame.

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2 pensieri riguardo “Papa a ebrei e musulmani: “Religione sia fattore di pace e non di violenza “

    Archim. Mons. Virginio Fogliazza ha detto:
    18 luglio 2008 alle 4:06 pm

    E’ vero:non ci sono i numeri di Tor Vergata, ma questo è evidente per la lontananza dell’Australia… proprio ai confini del mondo.
    Quei giovani che hanno avuto la possibilità di raggiungere Sydney sono un segno di una presenza significativa nel mondo d’oggi che non può non suscitare speranza per il futuro.
    Occorre che i Vescovi con i loro preti,dopo la Giornata mondiale della GIOVENTU’, SAPPIANO SEGUIRE E VALORIZZARE QUESTI GIOVANI PERCHE’ SIANO LIEVITO TRA I LORO COETANEI .
    Il fuoco dello Spirito che viene acceso , in questi giorni, nel loro cuore potrà una volta ancora spegnersi , se non ci sarà un adeguato accompagnamento , quando rientreranno nella loro quotidianità.
    Certamente mi segna lo sforzo immane che Papa Benedetto compie dall’alto dei suoi 81 anni per accostarsi con reale semplicità a questi giovani. e come anche loro lo sentono vicino.
    Con questa rinnovata Gmg la Chiesa Cattolica dà alle altre religioni e al mondo intero un segno della sua attenzione verso il mondo giovanile, senza il quale nessuna realtà può avere un futuro.
    Ma quello che mi preoccupa è sopratutto il dopo…quando le luci si spengneranno : sarebbe un vero peccato , se non rimanesse nulla.

    marta ha detto:
    26 luglio 2008 alle 7:07 pm

    … non succederà mai che i giovani ed il mondo scordino questo giorno e questo uomo.
    Passerà il momento empatico, passerà il senso della festa, passerà l’aria di “non quotidianità” … passerà tutto e tutti saranno catapultati nella normalita … ma questo rimarrà.

    A leggere quelle quattro parole che il Santo Padre ha detto e che sono riportate all’inizio dell’articolo, mi è subito venuto in mente la 1° lettura di domenica scorsa:

    “Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo
    che il giusto deve amare gli uomini,
    e hai dato ai tuoi figli la buona speranza”

    L’azione che ci viene richiesta come cristiani di ogni ordine, grado è di porre gesti chiari e precisi, di dire parole semplici ma forti e di farlo “qui e adesso” … il dopo non ci compete, il dopo è affare di Dio.

    Il Santo Padre sa molto bene che Dio usa ogni cosa ed usa anche il ricordo di giorni di festa e sarà, ne sono convinta, un ricordo inciso a fuoco nella memoria di tutti. Non si scorderanno mai, non ci scorderemo mai … al massimo la preoccupazione di noi adulti è per quando questi giovani dovranno passare sotto le “forche caudine”, quando con sgomento si chiederanno “ma perchè?” … ma anche qui dobbiano tutti ri-imparare quanto ci è stato detto 2 domeniche fa:

    “così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
    non ritornerà a me senza effetto,
    senza aver operato ciò che desidero
    e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata”

    E’ dura ammetterlo, lo so, perchè ci scontriamo con la nostra impotenza e la libertà altrui, ma è consolante anche perchè nulla andrà perso.

    Dio gioca sulla memoria e sul cuore … non ha nessun altro campo in cui vuole giocare. E il credere che a volte sembra tanto difficile … diventa impossibile da evitare perchè vorrebbe dire non credere nella vita, nella propria vita.

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