Note a margine. Ci risiamo…

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Rieccoci. Con l’estate ricomincia il calvario dei disperati, carne umana da macello sui barconi della grande illusione che viene ripescata, già cadavere in decomposizione dal mare, o non ancora cadavere dai ponti dei barconi stessi. Ecco l’ultimo dei quotidiani bollettini di questa estate:
Immigrati: ancora 75 a Lampedusa, 227 arrivati in poche ore.
Non si fermano gli sbarchi di immigrati in Sicilia: 227 finora gli arrivi a Lampedusa durante il giorno. Gli ultimi sono stati soccorsi poco fa: 75 persone, tra cui 11 donne, soccorse a 46 miglia a sud di Lampedusa. Erano su un gommone di colore nero, di nove metri, quando sono stati intercettati da una motovedetta della guardia costiera che, completate le operazioni di trasbordo, ha fatto rotta sull’isola. In precedenza, tra la scorsa notte e questa mattina erano giunti a Lampedusa 152 migranti su tre diversi barconi, con a bordo, rispettivamente, 35, 38 e 79 persone.

Continua così l’esodo degli schiavi verso l’altra sponda del Mediterraneo, ad alimentare il commercio dei mercanti di carne umana del terzo millennio, farabutti che lucrano su questa disperazione e contro i quali nulla o pochissimo si fa per metterli in un Centro di Permanenza Permanente, vale a dire in una prigione a vita, mentre si continua a rinchiudere nei Centri di Permanenza Temporanea, vale a dire in una prigione a termine (prima di rispedirli a crepare di fame e di stenti da dove sono partiti), un drappello -i più sfortunati, o forse i più fortunati- di quelli che non sono riusciti ad eludere la sorveglianza marittima.
Questi ultimi entreranno nel parco umano dei mercanti di schiavi di casa nostra, fra i quali sicuramente (e forse neanche pochi) ci sono loro connazionali, per essere piazzati nel mondo del lavoro nero, ma nero davvero dove non c’è rispetto, prima ancora che per le norme sindacali, per la vita umana stessa, che viene considerata come merce in vendita e trattata di conseguenza.

Clandestini a Lampedusa
Clandestini a Lampedusa

Verrebbe voglia di dire tante cose, ma sarebbe fiato buttato via. Nei Palazzi Romani, dove in questi giorni si celebra la cerimonia ‘del ventaglio’, tutti sanno benissimo cosa succede nel belpaese. A parole sono tutti bravi: ‘esprimono lo sdegno’ ormai in modi e forme che ripropongono ogni genere letterario, dal manierismo accademico e barocco sino all’ermetismo. Sono dei veri artisti. Speriamo che ce ne sia uno, uno solo che decida di scrollarsi di dosso quel torpore morale che appesta la vita politica da decenni e che prenda sul serio questa tragedia, questa immonda vergogna della nostra società tecnologica, parte delle cui fortune non possono continuare a fondarsi su un mercimonio di schiavi che grida vendetta al cospetto di Dio.
Ci sarà pure un cristiano in parlamento al quale Nostro Signore faccia il dono dell’insonnia, di incubi terribili, di visioni apocalittiche, al solo pensiero che la sua inattività concorra al permettere che si continui a tollerare questo traffico.
Se c’è deve saltar fuori e fare qualcosa che risvegli le coscienze e l’attenzione del mondo politico in tutt’altre meno lodevoli faccende affaccendato. Se c’è deve pretendere di essere ascoltato, chiedendo ai suoi elettori di assisterlo: stia pur sicuro che non lo abbandoneranno.
Ma se non c’è allora vuol dire che si sono appropriati del nostro voto di cristiani predoni indegni di rappresentarci.

Sono morti 13. Li abbiamo buttati in mare
31/07/06 Lampedusa: Sono morti 13. Li abbiamo buttati in mare

Vuol dire che i cristiani sono stati ingannati da chi ha chiesto il loro consenso per fare cose che non rispecchiano le esigenze né della nostra fede né della nostra morale. Se non c’è dovremo riflettere su chi scegliere la prossima volta, e se i padroni della politica non ci stanno a sentire, allora vuol dire che spetta a noi rimboccarci le maniche e scegliere a chi affidare la nostra rappresentanza nelle istituzioni democratiche impegnandoci personalmente a formare gruppi di presenza che rispondano in prima persona senza rimpiattarsi dietro la sottana dei capi al servizio dei quali si son messi quelli che chiedono il consenso ai cristiani per portar acqua al mulino di altri, vendendo la loro dignità per un piatto di lenticchie d’oro.
Non si può servire due padroni.
Ma attenzione: se intendiamo continuare a rappresentare il nostro, di ‘padroni’, dobbiamo farci anche carico degli oneri che questa rappresentanza comporta, senza accontentarsi di ‘delegare’ chi a parole sta con noi, mentre con i fatti sta con chi è contro di noi.
E se i mandarini delle segreterie dei partiti s’imbizziscono, peggio per loro. Ci accusino pure d’ingerenza negli affari dello stato. Anche noi, arrivati a questo punto, accusiamo -eccome!- d’ingerenza negli affari dello stato (del quale rivendichiamo peraltro con forza l’esser parte respingendo ogni discriminazione), da parte di faccendieri, biechi mercanti, loschi affaristi e via discorrendo. Se questa genìa di malfattori protesta non ce importa un emerito fico secco. Lasciamoli blaterare quanto vogliono. Ma non lasciamo che si continui a permettere il saccheggio culturale, morale e civile, prima ancora che economico e finanziario, della nostra comunità.
Sarebbe l’ora di dimostrare che non siamo una banda di sbandati, di pecore matte in balia dell’onde. E che, anche senza un giullare che con frizzi lazzi e cachinni intrattiene la piazza, sappiamo essere concordi e uniti nella difesa dei valori culturali e morali che hanno fatto grande in due millenni la nostra civiltà.

Una civiltà che rischia, in poche decine di anni di scellerata idiozia, di essere cancellata per sempre. Se avverrà, sarà un delitto del quale tutti dovremo render conto a Dio e chieder perdono in ginocchio sin d’ora alle generazioni avvenire, condannate, anche per colpa nostra, ad una nuova barbarie dalla quale sarà difficile uscire.

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3 pensieri riguardo “Note a margine. Ci risiamo…

    marta ha detto:
    28 luglio 2008 alle 7:52 pm

    Ehi! Diamoci una calmata per favore! Non sono documentata e parlo a braccio, parlo a cuore … Ma non è che sia molto bello partire ‘lancia in resta’ SOLO contro il governo italiano che pure di colpe ne ha, o meglio, ne abbiamo. I cristiani devono sì urlare il loro sdegno, ma devono farlo con intelligenza e saggezza. Non basta dire e professare che “amiamo il prossimo” è necessario più che mai concretizzare questo amore.
    L’Italia è il Paese più vicino a questi disperati e siamo assediati da ogni dove, ma è come insistere a mettere in un bicchiere 10 lt. di acqua. E’ stupido, orrendamente stupido. Lo faremo male, lo faremo non troppo seriamente, ma almeno soccoriamo questi esseri umani. Il problema NON POSSIAMO RISOLVERLO SOLO NOI! E’ un affare mondiale, è renderci conto sì di accogliere, ma anche di portare nel loro di Paese la vita e la qualità della vita.
    Lo so che a questo punto veniamo tutti investiti da una sensazione di impotenza devastante, ma questa è la verità.
    E’ perfettamente inutile che noi accogliamo, soccoriamo come possiamo, se poi i Paesi che ci sono vicino hanno le frontiere a “numero chiuso”! E’ perfettamente inutile arrabbiarsi se pensiamo che è solo un problema dell’Europa, piuttosto che dell’Asia o che altro: è un problema di tutti e di tutto il mondo!
    Il punte umano non è solo al nostro interno, ma è davvero mondiale.
    E viene tirato dentro tutto, l’Economia, l’industrializzazione, il commercio, la politica, la Chiesa. Tutto è chiamato in prima persona.
    E’ davvero straziante sentire queste urla di dolore e di rabbia, ma è da sperare che qualcuno di folle in modo straordinario con un bel potere di quelli che come starnutano il mondo trattiene il respiro, venga fuori e dico: “Me ne curo io, invento io qualcosa” e vada a rompere l’Universo intero pur di riportare all’equilibrio che rischia di travolgere tutto.
    Noi ci siamo dentro come Italia, ma gli atri Stati non sanno che l’onda d’urto arriverà anche a loro. Siamo tutti cosi sciocchi di accorgerci del problema solo quando ce lo ritroviamo addosso.
    Il mio grido? Andiamo e lottiamo tutti per “rimettere in ordine” il loro di Paese, la loro casa e le loro famiglie sono lì. Curiamoli, sfamiamoli ma, per favore che venga fuori quel “qualcuno che può” che rimetta in piedi la LORO di casa per rimandarli a casa in modo dignitoso.
    E’ davvero angosciante affidare a delle stupide parole impegni così gravosi, ma questa è davvero l’unica strada.
    E poi, rendiamoci anche conto che, chi arriva di qui spesso non è “il meglio” del popolo da cui viene. Ammettiamolo con serenità e sincerità: abbiamo paura nelle nostre città e non è solo per una questione che questi fratelli sfortunati SONO COSTRETTI per vivere a consegnarsi alla deliquenza, ma è anche per un fatto di “deliquenza di esportazione”. Siamo onesti per favore! Solo così potremmo davvero fare qualcosa per loro. Anche la Giustizia deve lavorare bene.
    Tutto deve lavorare bene, ogni Stato deve lavorare bene … europeo o meno. Ci vorrebbe una severa regolamentazione e poi … non scordiamoci una cosa davvero terribile: qui, a volte, c’è di mezzo anche un problema religioso … l’integralismo ed il fanatismo di certe religioni è quanto di più colpevole ci sia in questo argomento.
    Certo che ci dobbiamo dare una mossa, la Chiesa per prima, ma tirare in causa tutti … da soli non ce la faremmo mai … siamo solo un bicchiere … e la gente continua a morire, ma credetemi c’è gente italianissima che sta morendo in Italia e nessuno se ne cura, perchè non verranno mai presi in considerazione dai Media.
    Ripeto chi ha potere, per una volta, lo usi bene e vada a scuotere tutte le potenze mondiali che hanno molte più ricchezze di noi e spazi di noi … Lo so che è un discorso utopico, lo so perchè ogni stato mondiale non riesce a risolvere simili problemi con numeri magari più ristretti. E’ il solito vecchio guaio della forbice: se i potenti continuano a diventare sempre più potenti (per loro interessi), allora i poveri diventeranno sempre più poveri.
    Bene, c’è qualcuno che può rompere queste forbici? Ripeto l’Italia fa quello che può e lo fa pure male ed anche con superficialità, ma quanto meno qualcosa fa. E gli altri?
    Scusate, ma è un argomento che mi spaventa molto e ripeto che non sono documentata e quindi posso aver preso degli svarioni.

    Calibano ha risposto:
    28 luglio 2008 alle 8:39 pm

    Sono perfettamente d’accordo con Marta e la ringrazio per avermi dato modo, con il suo commento, di ribadire il contenuto di questa “Nota a margine”.

    In realtà in questa “Nota” intendo denunciare IL MERCATO DEGLI SCHIAVI, che ritengo una delle cose più indegne e sacrileghe di ogni codice etico, laico o non.
    Il problema dell’immigrazione è un altro paio di maniche ed è evidente che può essere affrontato solo in armonia e collaborazione con tutti gli stati di quest’Europa la quale, se non ha voluto riconoscere le proprie ‘radici cristiane’ nel testo della sua traballante “costituzione”, voglio sperare che non arrivi a rinnegarle del tutto in modo ufficiale e protocollato. Non ne sarei meravigliato ma mi dispiacerebbe non poco.
    Il MERCATO DELLE VITE UMANE, o DEGLI SCHIAVI che dir si voglia, è invece un’altra cosa.

    E’ di questo MERCATO DEGLI SCHIAVI che parlo, e lo faccio con toni abbastanza misurati perché se dovessi scrivere davvero quello che mi verrebbe spontaneo rischierei di cadere nella volgarità.

    Questo MERCATO DEGLI SCHIAVI E’ un’attività criminale che deve essere perseguita come tale perché va contro le leggi di questo stato in modo evidente e nessun governo, di destra di sinistra di centro, di basso o di sottoterra che sia, può sottrarsi al compito di assumere provvedimenti seri affinché questa vergogna che insudicia il paese venga cancellata.
    Se non viene fatto niente di serio su questo fronte è ragionevole il sospetto che a lucrare di questa porcheria siano in molti, in troppi, e magari ben “protetti”. La storia passata e presente del nostro paese, purtroppo, non è immune da questa piaga. Ecco le ragioni del mio intervento.
    Ed ecco perché, a scanso di equivoci, riconfermo tutto il biasimo (diciamo così per esser gentile) espresso nei confronti dei politici, sian di governo che d’opposizione o di che altro diavolo sono, che continuano a mascherarsi dietro il problema dell’immigrazione e non affrontano quello della lotta al mercato di schiavi che l’immigrazione clandestina alimenta. Se è difficile controllare l’immigrazione clandestina non dovrebbe esserlo altrettanto il controllare il mercato degli schiavi, che è fatto di lavoro nero, sfruttamento della prostituzione anche infantile, ed altre simili delizie, tutti reati della cui flagranza non dovrebbe esser difficile accorgersi, come se ne accorgono milioni di cittadini che impotenti devono subire questo oltraggio nelle strade e nelle piazze delle loro città. Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Magistratura sono efficientissimi nell’ammanettare e nel toglier la libertà a un imprenditore che evade, anche solo presumibilmente, le tasse. E nessuno li contesta politicamente.
    Allora come mai le (a dire il vero non frequentissime) volte si attivano in quest’altro caso si assiste a levate di scudi politiche con richiami altisonanti alla libertà, ai diritti umani e altre belle cose che dovrebbero esser tirate in ballo, semmai, per esigere un inasprimento delle pene?

    Mi dispiace ma non possiamo far finta di nulla: il sospetto che ci sia non dico una connivenza, ma come minimo un totale disinteresse alla cosa, è più che ragionevole e più che giustificato.
    C’è del marcio, e si vede. Il non denunciarlo equivale ad esserne complici.

    marta ha detto:
    28 luglio 2008 alle 10:04 pm

    Uhuuu! Quanto è vero quello che dici! … Difatti ho parlato di Giustizia. Sono perfettamente in linea con questo sdegno … e forse lo sono ancora di più … e non lo dico giusto per sedare gli animi … no, no … ne sono più che convinta.
    … ma è meglio che chiami questo sentimento con il termine che si merita: rabbia!!!!
    Ma il problema va risolto alla radice e la radice è, come dire, una specie di individualismo statale: ognuno pensa per se.
    Rimettiamo a posto l’immigrazione (che in questo caso chiamerei più una deportazione spontanea per la tragicità) e avremo tagliato le gambe una volta per tutte al “mercato degli schiavi dei nostri giorni” … senza trovare soluzioni pratiche alla prima, la seconda piaga avrà sempre una scappatoia per ricomparire.
    Che ci sia del marcio è ovvio, ma a questo punto lo scenario si spalanca e diventa incontenibile. Perchè quel “marcio” lo possiamo trovare anche senza andare a disturbare quei poveri “figli di Dio” così torturati. Quel marcio si nasconde, magari, girato l’angolo vicino a casa.
    E’ una lotta vecchia come il mondo, e bisogna pur dirlo che è vecchio come il mondo perchè altrimenti non capiremo mai che …. tutto ha inizio qui e adesso.
    Ripeto la sensazione di impotenza è enorme, è sacrosanto urlare contro il mercato di esseri umani spesso mistificato sotto forme che tanto mercato non sembrano, ma lo è ancora di più indicare dov’è il tumore … dov’è la radice di questo scempio di dignità.
    Le nostre sono solo voci, accorate e dolenti, furiose e indignate che si strozzano in un sussurro che sa di “ma cosa … cosa possiamo fare” … per noi solo urlare, purtroppo! Ma abbiamo la consolazione che sarà anche una microscopica goccia nell’oceano, ma l’oceano con quella goccia non è più lo stesso di prima. E possiamo sperare che goccia dopo goccia possiamo diventare una piccola pozzanghera, poi sempre più grande … fino a quando uscirà qualcuno di veramente potente che dirà: “adesso basta, adesso faccio qualcosa visto che posso” … Il problema grosso è che se non bastasse la cecità dell’egoismo a non farci vedere di quanto accade , abbiamo anche il ricatto di chi dice “Provaci e sarai tagliato fuori!” … Questa è la mentalità del potere sbagliato, ma credimi esiste anche una mentalità del potere giusto che a volte genera pazzi che rispondono “E chi se ne frega! Lo faccio lo stesso” … Quindi, con tutta l’aria che abbiamo nei polmoni urliamo questo nostro sdegno … non stiamo solo sporcando carta o che altro … stiamo facendo tutto quello è in nostro potere fare. Ed ognuno dica la sua più forte che può, con i termini più forti perchè deve fare così, ed ognuno dica all’altro dov’è la radice di tanto orrore perchè è quella che è necessario colpire e contemporaneamente, ovvio, cercare di fermare o quanto meno tamponare questa tremenda ferita all’umanita che si chiama “mercato degli schiavi”.
    E’ una cosa enorme, gigantesca per la quale è più facile dire “Ma cosa ci posso fare” che non “Lasciatemi urlare!”
    Grazie di cuore per averlo fatto … ma aspetto altre voci … e preghiamo tutti Dio che non ci sia solo silenzio, perchè allora significherebbe la cosa più orrenda: CI STIAMO ABITUANDO ALLA TRAGEDIA, AL MARCIO, ALL’OMICIDIO DI MASSA … A QUANTO DI PEGGIO CERTI UOMINI POSSONO INVENTARE.

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