Nota a margine: altro carico di schiavi intercettato a Lampedusa.

Postato il Aggiornato il


Continua la triste serie di queste “note a margine” sul Mercato degli Schiavi.
Da Adnkronos di oggi

Emergenza sbarchi a Lampedusa, arrivati quasi 800 immigrati.
Due imbarcazioni sono approdate a terra, altre tre sono state soccorse in mare. L’arrivo più consistente intorno alle 4 del mattino, quando un’unica imbarcazione con a bordo 340 extracomunitari, tra cui 47 donne e 4 bambini, è entrata direttamente in porto.

Lampedusa, 31 lug. – (Adnkronos/Ign) – Nuova ondata di sbarchi a Lampedusa. Nella notte sono giunti sull’isola in 400 immigrati, mentre altri 140 sono in arrivo. Lo sbarco più consistente intorno alle 4 del mattino, quando un’unica imbarcazione di circa 17 metri con a bordo 340 immigrati, tra cui 47 donne e 4 bambini, è stata bloccata dalla Guardia Costiera dopo esser entrata direttamente in porto. Due ore più tardi altri 34 extracomunitari sono approdati invece sulla spiaggia di Cala Croce.Un terzo barcone, un gommone di 7 metri con a bordo 47 extracomunitari, è stato soccorso a 62 miglia a Sud di Lampedusa dalla Guardia Costiera. Sempre intorno alle 6.30 circa, la nave ‘Minerva’ della Marina Militare ha intercettato a 70 miglia a Sud dall’isola una quarta imbarcazione con a bordo 140 persone, di cui 20 donne e tre bambini piccoli.Infine in mattinata è stato intercettato dagli uomini della Capitaneria di porto un quinto barcone con 250 clandestini circa a 24 miglia a sud di Lampedusa. Sul posto stanno operando tre motovedette della Guardia costiera, che hanno effettuato un parziale trasbordo. Tra i migranti ci sono anche una cinquantina di donne e qualche bambino.
Con questa nuova ondata di sbarchi il centro di prima accoglienza di Lampedusa, dove ieri si trovavano circa 700 clandestini, rischia adesso nuovamente il collasso.

La domanda che bisogna porsi è: quanti clandestini sono riusciti ad entrare oggi, a fronte di questi 800 che sono stati “intercettati”? E quale sarà la loro sorte? Si sa che il Mercato degli Schiavi spazia dal lavoro nero nei campi alla prostituzione, passando attraverso innumerevoli “sfumature”. Difficile dire se sia più triste la loro sorte o quella degli 800 catturati questa notte.

Questi 800 saranno messi nel “Centro di Parmanenza Temporaneo”, ovverosia nel carcere speciale di Lampedusa.

Al Zuwara, Libia
Al Zuwara, Libia

Dopo di che verranno, forse, “rispediti” al mittente, come si fa con un pacco postale di merce avariata o indesiderata. Ecco, il punto è questo: chi è il mittente? C’è da scommettere che anche queste carrette del mare siano partite dal solito spiaggione di Al Zuwara, la città libica dei trafficanti e delle barche che salpano verso l’Italia.
Da lì sono smistati i carichi di merce umana destinati al Mercato degli Schiavi Europeo da parte di abili mercanti le cui regole non scritte sono le solite di secoli fa, negli stessi posti dove la schiavitù è tollerata né più né meno come è tollarata da diversi paesi islamici nei quali, almeno, esiste l’attenuante di una religione e di una cultura che non ha mai apertamente condannato tale obbrobrio. Nella civilissima Europa, invece, dove ci si sfiata con proclami altisonanti sui diritti dell’uomo e via discorrendo, questa attenuante non c’è. Ed è incomprensibile come si faccia finta di nulla, e si continui a focalizzare l’attenzione sugli aspetti -tutto sommato- secondari di questo Mercato degli Schiavi, come lo sbarco dei clandestini, che ne rappresenta solo un tragico momento.

Chiunque abbia un minimo di conoscenza del regime di polizia libico sa benissimo che dalla Libia non potrebbe partire neanche una barca senza l’accordo del Rais, quel colonnello Gheddafi sotto la tenda del quale son passati, chi prima chi poi, i rappresentanti eletti della nostra stramba democrazia, a discutere forse del tempo che fa e sicuramente anche di affari, visto che Muhammar El Gheddafi possiede, in Italia, quella potentissima Lafico, (Libyan Arab foreign Investiment Company) che da decenni compra baratta e vende di tutto, dalle azioni della Fiat a quelle della Juventus.

Sentite, per esempio, come si esprime al riguardo, nel 2003 il presidente della Siba Ships, una società armatoriale Italiana leader mondiale nel settore del trasporto animali vivi. Riporto dal sito della Siba:

Tripoli 6 Luglio 2003. “Abbiamo gli stessi partner degli Agnelli” ha dichiarato scherzando il nostro Presidente appena firmato l’accordo con cui la Lafico (finanziaria del governo Libico) entrerà a far parte del capitale di Siba Ships.
La firma è avvenuta a Gharian, località a circa 150 km da Tripoli, tra Mauro Balzarini Presidente della Siba Ships, il Presidente della Lafico Mr Farag Zentuti ed il suo vice Mr. Abdelmaula.
“E’ un accordo molto importante perché apre nuove prospettive di sviluppi futuri per la nostra società. E’ anche rilevante che una società così importante si sia interessata alla nostra attività e rappresenta per noi un riconoscimento importante. Conosciamo la Lafico da molti anni ed è un grosso onore per noi averli come soci ma anche come collaboratori visto che un loro rappresentante siederà nel consiglio d’amministrazione.
La Libia è un gran paese con gente fantastica ed un potenziale di sviluppo enorme cui speriamo di partecipare proprio grazie a queste sinergie”.
La definizione dei dettagli è prevista entro la metà d’Agosto.

Accordi grossi, portati avanti sotto gli auspici della cooperazione internazionale.

Chissà se il colonnello Muhammar El Gheddafi, al cui diretto controllo nulla di quel che si fa o si dice in Libia può sfuggire, quando chiede i danni di guerra all’Italia, mette in conto anche quelli derivanti dalle intercettazioni della merce umana a Lampedusa. Bisognerebbe chiederlo a lui, e magari anche a quegli italiani che quarant’anni or sono furono buttati fuori dalla Libia senza troppi complimenti. In fondo a quegli italiani non è andata poi così male. Secondo la sha’ria islamica nulla avrebbe impedito al piissimo Rais di ridurli in schiavitù.  In nome di Allah clemente e misericordioso, naturalmente.

Annunci

8 pensieri riguardo “Nota a margine: altro carico di schiavi intercettato a Lampedusa.

    Archim. Mons. Virginio Fogliazza ha risposto:
    31 luglio 2008 alle 5:37 pm

    Mi è sembrato di aver intravisto sui Tg che il Capo del Governo italiano, un mese fa, è andato in Libia a conferire con El Gheddafi.
    Domando: solo per bere un the libico ?
    Mi rendo conto che l’Italia ha dei debiti -secondo il Raiss – ancora insoluti verso la Libia. Ma tutti i beni dei nostri Italiani ….
    Ma un accordo occorrerà cercare.
    E’ già passato un secolo dall’” invasione” dell’Italia in Libia.
    E’ vero, i gommoni o le carrette di mare non vengono solo dalla Libia , ma anche da altre coste, senza contare quelli che vengono dall’Est con passaporto turistico e poi vi rimangono..
    Certamente non è solo un problema italiano.
    Ma abbiamo l’Europa che incespica sulle quote latte e non riesce ad avere una sana politica comunitaria circa questo immenso fenomeno inarrestabile dell’immigrazione.
    Una cosa è certa: quando questi sono sul suolo italiano, di loro anche la Chiesa non può disinteressarsi o limitare gli interventi a livello assistenziale.
    La Chiesa di Cristo deve saper arrivare a gesti davvero profetici, in cui la Chiesa testimonia la sua fede nella presenza di Cristo in tutti questi poveri, “quasi” come è presente in ogni pane consacrato…..”ero forestiero e tu mi hai accolto”.

    Calibano ha risposto:
    31 luglio 2008 alle 6:10 pm

    E’ esattamente questo “gesto profetico” la risposta che, a partire dall’ultimo, fragilissimo, anello, può spezzare la catena della schiavitù, sottraendo al ricatto dei mercanti (un pezzo di pane e un tetto per rifugiarti e sfuggire ai poliziotti in cambio della tua libertà) la vita di questa gente senza volto, senza nome e senza diritti.
    Opporre alla logica del profitto, che è quella che alimenta ed anima il mercato degli schiavi, la logica della carità è l’antica strategia di chi non ha altra strategia che l’amore di Cristo, il cui simbolo, la Croce, fu “scandalo per i Giudei e follìa per i pagani”. Una Croce che, ribaltando allora la scala dei valori della religione e della laicità contemporanee, continua oggi, dopo essere stata profanata su bandiere e vessill a tutela di interessi molto poco cristiani, a suscitare scandalo e a far gridare alla follìa.

    marta ha detto:
    31 luglio 2008 alle 7:29 pm

    Va bene! Prendo il coraggio a due mani e parlo. Onestamente mi viene molto difficile, ma … ci tento lo stesso.
    Una parola alla redazione.
    Grazie, grazie di cuore, perchè per una volta non leggo solo denuncia e basta, e neppure notizie e basta: qui, in questo articolo, c’è informazione, ci sono domande reali, ci sono fatti storici che tutti sanno.
    E grazie anche per la passione con cui affronta argomenti che sicuramente … (dobbiamo ammeterlo) … lasceranno indifferenti i più. Il coraggio è proprio questo: insistere testardamento contro il più terribile e sanguinoso dissenso … L’INDIFFERENZA!
    Una parola per tutti quelli che hanno letto la notizia.
    E faccio la voce del popolo che legge il giornali (pochi) o che seguono il Telegiornale (tutti)
    Vi sentite dei cani perchè non provate il minimo di compassione? Non avvertite niente perchè è una cosa che sovrasta da ogni parte? Non avvertite niente perchè … “già è difficile mandare avanti la vita, figurarsi prendersi in carico i problemi altrui? Vi vergognate perchè sapete benissimi che siete indifferenti?
    Tranquilli, è normale, è tutto questo, è un problema da “alte sfere” non da piccoli che si difendono come può. Ma, nello stesso tempo, agitatevi non poco, perchè … notiziona del secolo … dobbiamo tutti ammettere che siamo “schiavizzati”.
    Tutte cose legittime, ma, credetemi è più facile difendere i diritti degli animali, dei bambini, degli anziani (e chi ha altre categorie le tiri pure fuori) che non difendere i Diritti dell’uomo che pure sono stati scritti e depositati. Questione di equilibri di governo, questione di diplomazia, questione di …
    Altro che essere sovrastati! Ma c’è una novità che non è poco, anzi ce n’è più di una.
    La prima è che, ovviamente la Chiesa deve prendere posizione ed altrettanto ovviamente ogni uomo – cristiano o meno – deve prenderla. Ma ci sono problemi così grossi, così coinvolgenti, così evidenziatori di una impotenza storica, che l’unica cosa possibile da fare è quella di preoccuparsi. Bel salto davvero: dall’indifferenza alla preoccupazione! E, per esperienza (anche storica), posso dire che è la preoccupazione autentica che “apre le mani di Dio”. Credo che sia la preghiera più amata da Dio, quella preghiera che
    davvero non può non esaudire. La preoccupazione è il primo gesto autentico di carità e poi, abbracciato a questo, ne nascono di più concreti, reali, … anche se sempre molto piccoli rispetto al problema.
    E’ il Vangelo, come al solito, a suggerire questo … e guarda caso proprio il Vangelo di domenica prossima. Fantastico: una folla affamata ed il Signore che sembra non accorgersi di nulla, si preocuppano i discepoli, ma Lui no! I discepoli Gli fanno presente la necessita, si muovono a compassione (magari chiedendosi come mai non se n’è accorto il Maestro) … E Lui tranquillo sembra dire “Dov’è il problema? Dategli da mangiare no!” … Già, grazie, ma cosa? Non abbiamo niente! … E lui pacifico … “Date loro da mangiare …” Come a dire: “voi fate il primo passo di cuore che poi ci penso Io” … Ma è necessario crederci, caspita, davvero qui il Credo è enorme! Allora crediamoci tutti, allora ammettiamo tutti di sentirci “non coinvolti” e spostiamoci verso “E’ il caso di preoccuparmi, se non altro perchè sono esseri umani”. Se non possiamo fare nulla di concreto per ovvie ragione, possiamo però preoccuparci! E preoccuparci per un “altro” qualsiasi, di qualsiasi religione o Stato e prendere posizioni con l’amico, il vicino, il collega significa “LIBERARCI DALLA SCHIAVITU’ DEL PENSIERO COMUNE” … che in definitiva è la schiavitù che il Signore combatte e attacca in ogni modo. Se ogni uomo si libera dalla propria schiavitù è automatico che l’umanità si libera da ogni schiavitù. E’ certo che il Signore è indifferente, i primi a muoversi siamo noi, ma senza marce o lotte ad ltranza: il nostro movimento è di cuore, di testa, di spirito. Dobbiamo pure capirlo che essere “figli di Dio” non significa “Ci pensa Papà”, ma significa dire “Papà, non so da che parte prenderla, ma sono preoccupato”!!!
    E’ enorme la cosa che sto per dire, ma davvero, se l’altro rimane schiavo è solo perchè ognuno di noi E’ SCHIAVO di se stesso. Quindi, animo gente, abbiamo una cosa da donare che nessuno ci può proibire: il cuore ed il pensiero.
    E se proprio non riuscite a spostare gli occhi dalla banalità di ogni nostro intervento, beh!, pensate solo che potrebbe storicamente capitare anche noi. E’ già successo!
    Scusatemi tutti se ho detto delle sciocchezze, ma qualcuno deve pur confessare di rimanere indifferente a queste notizie perchè troppo lontane e troppo complicate … e questa è la cura per l’indifferenza.
    Grazie ancora alla Redazione e a don Virginio che mi hanno permesso di portare la voce di un popolo che troppo spesso SI riduce al silenzio per vergogna. Ma dai, non vergognamoci, andiamo avanti e anche noi diciamo “Signore hanno fame!” … poi passi e azioni verranno di conseguenza … ed il mondo si toglierà finalmente le catene.

    Archim. Mons. Virginio Fogliazza ha detto:
    31 luglio 2008 alle 11:27 pm

    Oggi pomeriggio chiedevo alla Chiesa di compiere un gesto profetico di fronte all’immane e drammatico problema dell’Immigrazione.

    Stasera , ho sentito il grido angosciato del Sindaco di Lampedusa perchè la Chiesa metta a disposizione seminari e conventi vuoti….in questa gravissima emergenza .

    Domenica, alla Messa dovrò proclamare il messaggio del Signore….”date Voi stessi da mangiare alla gente”….” avete qualcosa con voi ..portatemelo.”.. Da quei cinque pani e due pesci .. Lui ha ricavato -a modo suo- la soluzione del problema di dar da mangiare a coloro che gli stavano dinnanzi.

    Con che coraggio presenterò questa Parola ?
    Vorrei proprio che qualcuno mi interrompesse,
    dicendomi: “ma non ti accorgi, Padre, che non siete credibili…?”

    Calibano ha risposto:
    1 agosto 2008 alle 2:14 am

    La interrompo io, caro don Virginio, ma per dirle che, se è vero che le istituzioni sono sempre meno credibili, è la credibilità che arriva da parole come le sue, pronunciate da persone che, come lei, hanno dedicato una vita intera per testimoniare quei valori che la nostra fede afferma da sempre, a ridare fiducia e speranza che qualcosa di buono c’è sempre e che, alla fine, il “non prevalebunt” non è stato detto invano.
    Lo proclami ad alta voce, caro don Verginio, domenica prossima quel messaggio del Signore. E preghi per noi tutti, perché il Signore ci dia sempre la forza e il fiato per gridare sopra i tetti quelle verità scomode che vengono accuratamente taciute. Facciamo la nostra parte. Dio farà la sua. “Famma Rabbi”, dicono dalle mie parti, “Dio esiste davvero”, noi lo sappiamo e sappiamo anche che non abbandonerà la sua chiesa.

    marta ha detto:
    1 agosto 2008 alle 1:04 pm

    No, no, don Virginio, urli piu’ che può, con tutto il fiato che ha nei polmoni, non ceda alla tentazione di lasciare perdere … e chieda a chiunque conosca di fare lo stesso: domenica nelle nostre chiese deve risuonare forte e potente l’urlo della Chiesa al Padre: “Hanno fame, non possiamo fare niente, ci aiuti?”
    Non siamo credibili? E certo che è vero fino a quando di fronte a queste tragedie e moltissime altre (perchè ce ne sono di ancora più atroci) le nostre chiese si riempione di parole vuote e disincarnate.
    Non dobbiamo fare politica, dobbiamo fare solo ed esclusivamente gli “esseri umani” che non sanno cosa inventarsi per un problema che, da vicino non ci tocca, ma che ci dovrebbe toccare il cuore.
    Don Virginio ci è richiesto solo l’urlo, solo la pretesa al Padre, solo la preoccupazione … non abbiamo altro, ma quello che abbiamo doniamolo tutto.
    Un’idea: ma quel 5 per mille perchè non lo usiamo per questa emergenza della Chiesa?
    Un’altra ancora: le offerte di domeniche nelle nostre Chiese perchè non le devolviamo a questa “causa persa”?
    La Parola si incarna solo quando gli uomini fanno “gli uomini” e non fanno “Dio”.
    Ma qui in questo problema, considerando la paralisi di iniziative e quanto invece si fa per altro, ho il tremendo sospetto che tutto VIENE BLOCCATO. … Peccato che non possono bloccare il pensiero e la parola.
    Ripeto urli e straurli, consoli chi si crede un verme perchè è “distante al problema”, inviti tutti a “muovere il cuore” prima dei piedi e delle mani.
    La carità più costosa è quella che costringe a muovere il cuore, mi creda!
    Lo faccia, la prego, lo faccia ed urli a quanti può di fare lo stesso: se lo faccio io come laica, mi creda, blocco tutto.
    Ci affidiamo a lei.

    marta ha detto:
    1 agosto 2008 alle 2:14 pm

    E non è ancora finita … scusatemi tutti, ma devo parlare: per essere credibili è necessario essere sinceri.
    Don Virginio, siamo sinceri davvero, e domenica non cerchi di muovere a compassione, non ci riuscirà mai! Ma “confessi” tutta l’assemblea dicendo loro quello che davvero tutti, ma proprio tutti, abbiamo nel cuore.
    Per favore dica loro, che NON SIAMO PER NULLA COINVOLTI IN QUESTA STORIA, CHE NON C’E’ NESSUNA COMPASSIONE perchè anche noi italiani siamo stufi di aver paura di gente che ci arriva da ogni dove e poi ci fa del male; e di essere il piatto, se non la dispensa del mondo. Dica a tutti che l’indifferenza è una cosa normale in certe situazioni. Ci legge forse compassione nel Vangelo di oggi? Ci legge trasforto e coinvolgimento? Ci legge emozioni forti che muovono le montagne? Assolutamente no e niente di tutto questo: tra gli apostoli ed il Signore c’è una montagna di indifferenza sembra!!! C’è solo la presa di coscienza di una necessità, c’è solo il coraggio di evidenziarlo e c’è la pretesa di uomini che dicono al Signore: “Ma come fai a non preoccuparti?”. Eccola la parola magica della carità autentica e dell’autentico cristiano: preoccuparsi o, se meglio crede e per essere ancora più freddi, OCCUPARSI PRIMA DI UN QUALCOSA CHE POTREBBE … CREARE DEI PROBLEMI!!! Ce lo insegna il Signore, ce lo dice a chiare lettere: “Se aspettate le emozioni, non vi muoverete mai. Se credete nelle sole emozioni, non potete credere in Me e nel Padre”!!! Dica a tutti che si è solo richiesto di occuparci, con il pensiero e la preghiera, per questi uomini … e che non è richiesto nessun gesto emotivo: splendida carità che non ripaga in emozioni! Prego sempre tutti i preti di essere onesti fino allo spasmo perchè solo così tutti ci possiamo ri-conoscere. E’ un problema distante, troppo distante da noi; è una cosa che al massimo riempie la bocca di sciocchi giornalisti con affermazioni che lasciano il tempo che trovano (NON E’ OVVIAMENTE IL CASO DI GIACOMO … PER STILI E CONTENUTI!!!) … Oggi ci è solo chiesto di FORZARCI E RICHIEDERE, ANZI A PRETENDERE (perchè è questo che hanno fatto gli apostoli) un aiuto per “altri” che neppure ci interessano, anzi, ci creano enormi problemi anche di sicurezza. Ecco cosa dovrebbero dire tutti i preti, ecco cosa dovrebbero vedere in questa pericope.
    Non è Dio delle emozioni, è Dio della praticità; non è Dio di favolette, è Dio delle tragedie fredde e senza cuore.
    Mi è successo un po’ di anni fa quando il mio ex parroco ha iniziato un’omelia al 1° gennaio in un momento in cui il mondo tremava per il pericolo più che imminente di una guerra nucleare. Sapevo che non aveva preparato nulla, sapevo che non riusciva a fermare il pensiero su nulla. Eppure è salito all’ambone ed ha iniziato così: “Noi non siamo uomini di pace, noi abbiamo solo paura della guerra. A noi non interessa la pace, a noi piace stare tranquilli. Noi ci occupiamo della pace del mondo solo quando la pace sta per essere tolta noi. Bene, con questo nel cuore preghiamo tutti, solo con questo perchè è più che sufficiente! …” Ha proseguito poi sull stessa linea, ma l’omelia è stata brevissima. Bene, sconvolto (anche lui non se l’aspettava una uscita di questo genere) è ritornato al suo posto e … tutta l’assemblea si è alzata in piedi applaudendo.!!!!!! Questo è quello che intendo dire.
    E poi ribadisco: pensiero e parola non ci potranno mai essere tolte perchè è libertà divina. Di pensiero e di Parola siamo stati impasta.
    Coraggio don Virginio, ci faccia vedere che i cristiani sono più che credibili, sono autentici uomini!
    Mi perdoni la foga! Non so che altro dirle, ma non potevo tacere, non potevo proprio …

    Archim Mons. Virginio Fogliazza ha detto:
    4 agosto 2008 alle 2:38 pm

    Grazie, Marta !

    Ieri ho fatto sentire il ” mio grido” con un nodo alla gola, per cui dovetti “agere contra me” !

    Essendo non un intellettuale, ma un pastoralista di studi e riconoscendomi ancora un pastore, nonostante i 52 anni di sacerdozio, al termine dell’omilia, ho fatto una proposta pratica ai Successori di quei Discepoli e ai semplici cristiani che devono sentirsi “pietre vive” della Chiesa di oggi…
    rileggendo in due Comunità diverse la parola di Gesù:
    DATE VOI STESSI DA MANGIARE!

    ..”..Ci sia in ogni parrocchia, gestita dai cristiani laici, una piccola Casa della Carità.
    In tutte le parrocchie si può realizzare almeno una camera con servizi, disponibile per una emergenza!
    Un modo molto pratico per dare una risposta al comandamento evangelico “date voi stessi da mangiare”.

    Dopo la Messa in un piccolo paese di 500 anime, fui avvicinato da due giovani che mi dissero :” Padre, qui abbiamo l’edificio della scuola materna, ormai in disuso da cinque anni, quando ritornerà dalla lunga convalescenza il nostro Parroco, gli faremo questa proposta e sopratutto lo assicureremo che noi di essa saremo i primi volontari.”

    Li abbracciai: l’urlo nell’omilia, in quel momento si trasformò in uno scoppio di pianto.
    (quando si è vecchi, si piange facilmente)
    Si dica ancora male dei giovani di oggi!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...