La meditazione

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Gesù in meditazione sul lago di Tiberiade
Gesù in meditazione sul lago di Tiberiade

Diamo inizio ad una nuova “rubrica” che, grazie ad un amico che desidera restare anonimo, ci avvia ad una lettura del Vangelo della Domenica. Sono riflessioni ad un tempo spontanee, immediate e profonde. Per questo ho scelto come “etichetta” il termine “meditazione”.

Mi piace questo Gesù di Nazareth così uomo e così Dio, e mi piace il Suo modo di correggere.
Normalmente, noi andiamo a cercare nel Vangelo e nella preghiera il “cosa” dobbiamo fare e mai il “come” dobbiamo essere da cui deriva, poi, il “come dobbiamo fare”. Ed è per questo che le varie omelie non parleranno di “fatti”, ma parleranno solo ed esclusivamente alle persone che ascolteranno le varie indicazioni divine.
Potrà sembrare complicata la cosa, ma è più semplice di quello che sembra.

Il sospetto me l’ha regalato la pericope del Vangelo di domenica: un Maestro che si “muove a compassione” dei “loro” malati e che rimane indifferente alle necessità primarie della folla! Da fuori di testa alla grande ed è quanto di più destabilizzante sotto l’aspetto del “Dio che accompagna”.
E invece no, non è così immediata la risposta, ma c’è … eccome se c’è.
Il Maestro ci sta dicendo che è immediato il coinvolgimento con la sofferenza fisica e visibile, mentre per la sofferenza fisica e non visibile come, del resto, la sofferenza morale, non ci sfiora neppure. E tutto questo è normale, normalissimo. Ma il “normale” non è detto che sia il “giusto”.

La “rivelazione della volontà di Dio”, mi pare chiaro, a questo punto, è davvero una correzione all’interno di ogni singolo individuo. Una cosa della serie: ‘se cuore e mente vengono perfezionati da Dio singolarmente’ parte in automatico il perfezionamento delle azioni a cui siamo chiamati.
La Chiesa non credo debba dire “cosa fare”, ma deve ribadire “come essere”. Il “cosa fare” diventa “come fare” e “dove fare” (anche se non è indispensabile l’azione fisica).
E’ il principio educativo per eccellenza: si insegna “come” scegliere e non “cosa” scegliere. Come del resto nessuno può dire alla Chiesa “cosa fare”, ma di sicuro qualche volta è necessario (storia della Chiesa e dei Santi alla mano) ribadire alla Chiesa “chi e come essere”.
L’opera dipende da chi la compie e quindi da come è compiuta.
Dal Vangelo non avremo mai indicazioni “logistiche di intervento”. Il come operare nella vita credo sia compito della creatività umana che, per istruzione divina, “dovrebbe” sapere come agire.
La con-versione non è una cosa del tipo “una volta per tutte”, magari! La con-versione è quotidiana e addirittura entra nel “momentaneo”. Non è una cosa di tutto riposo, perché implica una fatica tremenda, implica il coraggio di analizzarsi (e non di analizzare sempre e comunque l’altro … specialmente quello che ci fa perdere la pazienza).

Mamma Maria è “la sempre stata zitta ma ritta” … pienamente inondata dalla luce. Ha parlato 2 sole volte nel Vangelo (non ho controllato … ma dovrebbe essere così): la prima è stato “accettare la missione” e la seconda (e questo è davvero incredibile) è stato il “mandare in missione” il Figlio (Cana)!
Tra l’altro anche a Cana, Gesù evidenzia una certa “finta indifferenza” ad un problema, (non vedo non c’è … non sono malati e quindi non mi muovo): ci voleva Mamma Maria a spingerLo ad agire, come ci volevano gli apostoli a spingerLo ad agire. E di nuovo, quindi, c’è un “come essere” e non un “cosa fare”: vedere, capire e diventare le mani, i piedi, la parola, il pensiero di Dio.
Il cerchio si è chiuso, la logica è salva: ci sono richiesti occhi per gli altri e non occhi per noi stessi. Per noi dobbiamo solo avere un Terzo occhio: quello che scruta e ce ne rende coscienti.

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Un pensiero riguardo “La meditazione

    Archim Mons. Virginio Fogliazza ha detto:
    2 agosto 2008 alle 6:34 pm

    LA MEDITAZIONE
    ..di grande spessore e con una visione chiara della Missione della Chiesa, che continua sulle strade del mondo la stessa Missione di Gesù.
    ” Ma, chi sarà l’autore?” , mi chiede un giovane Cavaliere della Terra Santa:
    Gli rispondo alla toscana: “Un’ si sà..e un’ si deve sapere !”
    La MEDITAZIONE meriterebbe di arrivare nelle mani di tutti coloro che, stasera e domani, hanno il compito di “attualizzare”…il Vangelo al Popolo di Dio.
    Allora io sono fortunato, leggendo LA MEDITAZIONE mi è sembrato che qualcuno mettesse nelle mie mani ” i cinque pani”,
    Grazie di cuore.

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