Nota a margine: le notti tranquille del Raïs.

Postato il Aggiornato il


Ancora un dramma sulla rotta della disperazione.

Da televideo Rai:

07/08/2008 17:47
Libia, barca di immigrati alla deriva

17.47
Libia, barca di immigrati alla deriva

Circa 120 immigrati, tra cui 25 donne e sei bambini, sono stati segnalati a bordo di una barca libica a 60 miglia dalla Libia. La barca è alla deriva da 3 giorni, senza acqua né carburante.
Lo ha reso noto l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr), dopo aver ricevuto 4 telefonate che segnalano una situazione a bordo “molto tesa”.
Come riporta la portavoce dell’Unhcr, Boldrini, si tratta di somali, etiopi e sudanesi.”Siamo preoccupati- ha aggiunto Boldrini- la situazione potrebbe precipitare da un momento all’altro”.

Ancora una notizia drammatica. Questi sciagurati rischiano di crepare come cani arrabbiati a mezza strada del loro viaggio senza speranza, fra lo spiaggione di Zouara e Lampedusa.
Senza carburante, con il sole che brucia il cervello e quell’acqua limpida e fresca del mare che solo a guardarla inasprisce il dolore, già insopportabile, della gola asciutta e ormai rinsecchita dalla sete, contano le ore che li separano dalla morte. Ore terribili, che per qualcuno saranno acora più atroci per il fatto di dover sopravvivere, sia pure per poco, ai propri figli.
Mentre l’ennesima tragedia si consuma, questo “migliore dei mondi possibili” va avanti e il tempo scorre, implacabile. Di questi minuti, di queste ore che passano, qualcuno dovrà pur render conto. Qualcuno che potrebbe fare e non fa, non perché non può, ma perché non vuole, perché “non ha interesse a”.

La Signora Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati ha ricevuto ben quattro telefonate che segnalano una situazione a bordo ‘molto tesa’. E, bontà sua, ha reso nota la notizia.

La signora Laura Boldrini nel diffondere questa notizia  rischia di rovinar la cenetta a lume di candela, aragosta e chardonnay (ma anche un ribolla gialla va benone), a qualche villeggiante di Lampedusa e, quel che è peggio, di costringere -perciò- il signor Sindaco dell’isola, Bernardino De Rubeis, a prepararsi a un altro appello per redigere il quale sarà costretto a un altro saccheggio di frasi fatte, accuse rifritte e luoghi comuni stantii non si sa contro chi ormai, visto che ha esaurito tutto il fondo-beni culturale di cui dispone nella recente “performance”, quella sulla Chiesa e il Vaticano, con riferimento scontato ad abbazie, seminari vuoti, parrocchie abbandonate e silenzio e indifferenza della Chiesa di fronte al dolore e all’umana sofferenza. Poveretto, bisogna pur comprenderlo: ormai ha già dato tutto quel che aveva. Probabilmente se la prenderà, questa volta, con la massoneria, che in questi casi, quando non si sa più con chi prendersela, si rivela sempre una risorsa preziosa.
Sarebbe una buona occasione per prendersela con i Mercanti di Schiavi ma forse, in questo caso, correrebbe il rischio di far andar di traverso un boccone in più d’aragosta a qualche villeggiante. Meglio lasciar perdere.

Ma se il signor Sindaco di Lampedusa passerà una notte agitata, il Raïs Mouhamar El Gheddafi, sotto la tenda climatizzata, può dormire tranquillo: la sua flotta di guardia marina non perde tempo e quattrini a prestar soccorso ai disperati. E’ occupata in più proficue operazioni, come quella del sequestro, pochi giorni fa, in acque internazionali, del peschereccio di Mazzara del Vallo. Quella è stata un’operazione utile. E bravi i militari della guardia marina della Jamahiriya, nel cui felicissimo territorio questa notizia non corre il rischio di turbar le vacanze di nessuno.

Intanto, mentre scrivo a malincuore questa nuova “nota”, in un barcone al largo della costa libica forse qualche bambino è già morto di sete nelle braccia d’una madre disperata alla quale non resterà alcuna altra speranza se non quella di raggiungere al più presto la sua creatura.

La soglia della porta dell’Europa si sta macchiando di troppo sangue innocente.

Sarebbe ora che i Capi di Stato di questa fantomatica Unione Per il Mediterraneo, riunitisi di recente al Grand Palais di Parigi, smettessero di giocare con le parole e con proclami la cui retorica non seduce più nessuno per cominciare a fare qualcosa di concreto per affrontare questo problema. Magari andando a prender lezione dai Piccoli Fratelli di Charles de Faucould e dai Padri Bianchi, anziché perdersi nelle nebbie di teorie fumose dei soloni d’un’economia globale che fa acqua da tutte le parti.

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3 pensieri riguardo “Nota a margine: le notti tranquille del Raïs.

    marta ha detto:
    7 agosto 2008 alle 9:32 pm

    … e manca il respiro a leggere queste parole. Perde un battito il cuore che, malgrado tutto, viene coinvolto. La “parola” si vergogna ad uscire dalle labbra. Verrebbe una gran voglia di tacere … per poi approdare idealmente sugli stessi spiaggioni di queste povere PERSONE … non solo genericamente “uomini”, ma PERSONE. A tacere anche il solo pensiero di umana pietà, significherebbe essere “schiavizzati” e “schiavizzare”
    Mi verrebbe da dire: “ma quella teoria dei “6 passaggi” del’articolo precedente, così “testata” e certa, che fine ha fatto? Perchè non viene usata?”
    La risposta la conoscono tutti ed è quanto di più bloccante e …. – non trovo una parola adatta per descrivere la disperazione dell’impotenza.
    Ma devo trovare una parola adatta, la dobbiamo trovare tutti: importanti o meno, intelligenti o meno, giovani o meno, ricchi o meno … tutti.
    Non è facile per nessuno alzare la testa e guardare negli occhi queste PERSONE e dire loro “Ce la faremo a togliervi da qui, ce la faremo con l’aiuto di Dio.” Non è facile perchè potrebbe significare anche essere “schiavi” di una speranza assurda e folle. Eppure dobbiamo farlo!
    Si muovono tutti i cervelli per “trastullarsi” con concetti, ideologie e quant’altro, ma non si muove neppure un neurone per inventare qualcosa di buono e di bello per quete PERSONE.
    Bene allora, abbiamo identificato tutti i problemi, tutti i blocchi per una giusta soluzione ad un problema enorme, ci siamo infangati per benino riconoscendo il male a destra e a sinistra, sopra e sotto e … DENTRO E FUORI DI NOI.
    Adesso, anche per chi non può fare nulla se non parlare a vanvera come me, si possono sempre fare 2 cose:
    la prima, come dice l’articolo, è INDICARE con convinzione “chi” e “quale” struttura STA FACENDO QUALCOSA
    la seconda è portare il pensiero a Dio, comunicare a Dio ciò che davvero vorremmo.
    Per la prima, una volta indicato il “chi e quale”, mettiamoci a fianco di questi “eroi del silenzio” e sosteniamoli in ogni modo possibile
    Per la seconda …. non lo so! La seconda riguarda la fantasia di Dio che spesso si inventa cose impensabili, tirandole fuore da persone impensabili e del tutto improbabili nonchè per nulla qualificate e adatte.
    Chi ha un po’ di cuore, chi ha un po’ di umanità, SI RELAZIONI con queste persone che soffrono. SI RELAZIONI anche in modi non diretti, INTERAGISCA con la loro tragedia anche sostenendo chi, come Piccoli Fratelli di Charles de Faucould e dai Padri Bianchi, sono la risposta di Dio, sono la fantasia di Dio.
    … e per una volta (perchè anche una sola volta sarebbe sufficiente) non nascondiamoci dietro “Ma che ci posso fare”, perchè qualcosa si può davvero fare … basta guardarsi intorno e far funzionare in contemporanea testa e cuore … mentre tutto il nostro essere chiede aiuto al Creatore … perchè qui è in gioco la vita, è in pericolo la creazione, è in pericolo l’uomo sia esso schiavo o padrone; sia esso colpevole o innocente; sia esso vittima o carnefici.
    Ripeto, qualcosa si può fare … ed è ben indicato dalla Redazione a cui rivolgo la mia gratitudine.

    Redazione ha risposto:
    8 agosto 2008 alle 10:09 am

    Una notizia buona:

    Da Televideo Rai 08/08/2008 09:57
    Immigrati: raggiunto barcone, salvi 185

    Immigrati: raggiunto barcone, salvi 185
    Una corvetta della Marina militare ha
    raggiunto nella notte un’imbarcazione
    che era alla deriva da tre giorni, a
    circa 60 miglia al largo delle coste
    libiche, salvando circa 120 immigrati
    che avevano dichiarato di essere senza
    benzina né acqua.

    Gli immigrati sono stati trasbordati
    sulla nave insieme ad altri intercetta-
    ti nella notte. In tutto, sono 185.

    La nave è diretta a Lampedusa,ma ha già
    ricevuto un nuova segnalazione di un
    altro barcone con 40 persone a bordo.

    Il sonno del Raïs, a differenza del risveglio del mitico sindaco di Lampedusa, mister “Aragosta a colazione”, non è stato turbato: ci ha pensato la corvetta della nostra Marina Militare. Le corvette della Marina Militare della Jamahiriya non han mosso un dito. Han troppo da fare per cercar di abbordare i pescherecci di Mazara del Vallo. I poveri e i disperati possono crepare. In nome di Allah Clemente e Misericordioso, è ovvio.

    marta ha detto:
    8 agosto 2008 alle 8:52 pm

    Grazie Sig.ra Boldrini! Grazie alla sua preoccupazione che è diventata azione, ha “attivato” la Mano di Dio … che si è stesa per salvare tante persone … Non c’era solo Pietro che stava annegando, qui c’erano tanti “Pietro”. Loro avranno pregato “Signore (per quel “Signore (che loro conoscono) salvaci” … e lei ha urlato, dalla barca, “Signore salvali” … e la storia si ripete qui e adesso!
    Grazie davvero ….

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