La Meditazione

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Gesù in meditazione sul lago di Tiberiade
Gesù in meditazione sul lago di Tiberiade

“L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.”

“Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.”

Poveri in spirito sono coloro che nel cuore non hanno se stessi, non hanno nulla, tanto nulla che attendono di essere riempiti. Il primo effetto del vangelo è quello di sentirsi “svuotati”, disarmati. E nasce quell’umiltà piena di dignità che non solo chiede, ma pretende luce, pretende di capire. E’ un’umiltà che fa urlare a Dio, oggi, con il Vangelo della cananea “Signore aiutami!” … che tanto assomiglia al “Signore, salvami!” di Pietro. E qui il Signore dice alla nostra Chiesa che è venuto per quelli della Chiesa “che si sono dispersi” … e sono di nuovo i discepoli ad accorgersi e pregare il Signore per questa donna, come fecero per la folla affamata. La stessa cosa applicata ad una “massa” e al singolo.

“Poveri in spirito” in questo Vangelo significa “non arroccarsi”, significa curare tutti … guardare tutti. quelli “dentro” e “quelli fuori”. Ed il Signore si irrigidisce, ma si tradisce sul temine che noi, in automatico, traduciamo in “cani” … ma lui ha usato il termine “cagnolini” … cuccioli disperati e dispersi, spaventati ed affamati, feriti ed infreddoliti nel cuore, che mai hanno conosciuto un padre ed una madre. Cuccioli di ogni età (anche adulti) a cui trema di dolore il cuore per un “figlio” morente. Ed è lo stesso dolore del Padre, di Maria … un dolore il cui primato è indiscusso. Poveri in spirito … sembra povera di mezzi … ma la speranza anche quando sembra morta e viva e pulsa. Non è possibile il non sperare davvero: sarebbe morte all’istante. Poveri in spirito, significa arricchiti di Spirito di Dio.

Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente

e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.

Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché erediteranno la terra
Ecco, è detto da Maria e a ben ragione. Ma anche la cananea può cantare queste parole, come le ha cantate Pietro e come le cantiamo noi ogni qual volta avvertiamo Dio vicino.

Temere Dio, il “timor di Dio” non è la “paura”, non è trattarlo da giudice severo. Ha a che fare sempre con la povertà in spirito. Temere Dio forse significa temere di fare del male, sapere di fare del male. Forse significa la consegna alla Luce di verità tutta intera di Dio … e da questa luce vedere molto di più … di noi stessi. Sembrerà assurdo, visto che questo è stato il motivo del primo peccato, ma tutto potrebbe essere bene o male … dipende solo con che cuore lo facciamo. Se è un cuore leale, come Pietro e come la cananea, allora tutto diventa bene. Non scordiamoci mai che saremo giudicati “sull’amore” nulla di più e nulla di meno.

Consolazione e mitezza … e mitezza non è certo essere insensibili. E Gesù non lo è con questa donna, ed è più “gentile” che con Pietro. Per Pietro è stato “Uomo di poca fede”, per la cananea è stata “Grande è la tua fede”. Questa donna urlante è mite, perchè ci mette passione e rischia di suo. Pietro forse non lo era … perchè si è lasciato impaurire. Pietro è andato per logica umana acqua+tempesta=annego; la cananea è andata con una logica inversa “Non ho nulla da perdere. Perchè ho già perso tutto e mi rimane solo la forza di credere. Non ho più neppure la dignità umana, perchè difendo la dignità di madre.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio

Ed ecco la risposta di Dio, sensibile e vera. Ma la Sua potenza si “scaraventa” nei cuori con fame e sete di giusti, di purezza di cuore, di operatore di pace. Dio interviene facendo intervenire noi … per essere credibile. Siamo figli sì o no? Basterebbe quel “disperde i superbi nel pensiero dei loro cuori” (e non pensieri umani) per capire tutto. Essere dispersi in se stessi è la follia pura … e tutto da qui viene da sé.

E la cananea, come Pietro l’hanno sperimentato. Forse in modo diverso ma sono stati davvero affamati e assetati, sono stati davvero misericordiosi…

Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre”.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo,
diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.

E questa è il massimo della beatitudine che corrisponde “Beati piuttosto quelli che crederanno alla mia parola!” … con tutto quello che ne consegue. E’ la beatitudine più tremenda e più frequente ai giorni nostri. E qui non posso proseguire perché di “beato non ci vedo proprio nulla” … Passare di qui è pericoloso, passare di qui significa rischiare di compiere il peccato contro Dio, significa il rifiuto … Ma è qui che “si scatena” la misericordia di Dio. Qui entra Lui direttamente … e la beatitudine è quella, poi, di riconoscer nella colpa massima, la Grazia di Dio che altrimenti non si potrebbe vedere. Ci sono situazioni tali dove solo Dio può intervenire sul cuore e sul pensiero.

Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

Sale della terra e luce del mondo
Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.
Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
La beatitudine più dura, più tremenda perché non c’è più rapporto umano, perché qualsiasi cosa si faccia è travisata. E la risposta è nel verbo: un verbo al presente rispetto a tutte le altre beatitudini che sono al futuro.
Dio interviene personalmente su questi beati, salva con le Sue stesse mani perché di mani umane non ce ne sono per questi “trafitti dall’amore e dalla verità”.
E’ Dio stesso che garantisce la beatitudine “qui ed ora”, è il “grazie” di Dio.
E poi si prosegue, si cammina e con questa ultima beatitudine ci viene detto chi diventeremo, cosa diventeremo, cosa doneremo … ci viene detto tutto. “Luce e sale della terra” … “realizzatori della legge di Dio” … E poi il monito e il compito della Chiesa “superare la giustizia degli scribi e farisei”.
E nella cananea “il superamento della giustizia degli scribi e dei farisei” c’è stata
E in Pietro, messo come prima pietra della Chiesa pur nel suo “essere così autenticamente umano” si è compiuto sia il “superamento” che il “realizzatori della legge di Dio”.
E, prima di tutto in Maria, donna del popolo, donna che non contava nulla “si è realizzato tutto”.
Non escludere nessuno, non tagliare fuori nessuno, non abolire le leggi che ci sono, non condannare duramente, non farsi “chiese alternative” e pure evitare “chiese di eletti”.
Essere luce del mondo e sale della terra, visibili, credibili, autentici ed umili. Donare poco e donare tutto … anche il dolore, anche la rabbia, anche la semplice passione dell’uomo. Povere cose che Dio impreziosisce.

La cananea è “un piano strategico” di Dio un “da qui a lì”: da una “legge che esclude” da una “salvezza (che è essere amati come figli) per tutti”. Una indicazione di Dio che dice di non fermarsi all’ovvio … è un Dio missionario.
Gesù, la Magna Charta di Dio – il pensiero di Dio che è diventata Parola scritta e vivente – è il missionario dentro e fuori il “già presente popolo di Dio” … Ed è un Dio che non si accontenta di “qualcuno”: vuole tutti!
Maria, colei in cui stata scritta per prima questa Parola. Scelta per essere la prima, ma non l’ultima. Scelta per essere Madre.

Ecco quattro “pericopi” che si incatenano … che dicono che le parole che verranno lette domani, non si devono fermare alle sole parole lette, non si devono fermare “all’immagine” che forniscono … devono andare e spaziare in tutto il Vangelo per essere davvero capire. Perché il Vangelo è così: fornisce una sola immagine al momento, ma poi sta a noi e al nostro essere “figli amanti ed illuminati dal Padre, fratelli misericordiosi di altri fratelli andare a capire. Ci viene chiesta una vista globale ed intera, non una vista parziale e particolare.
La “cananea” dolce cucciolo … da quel momento crederà; Pietro cucciolo irruente diventerà “custode” dell’amore e della pazienza divina; Paolo cucciolo focoso incendierà ogni cuore con il fuco di Dio.
Ma il primato di Maria rimane … l’ombra di Maria dietro a Gesù rimane … perché è Colei che indica, che certifica e garantisce con un bel “Ma guardate a me cosa è successo e crederete”.

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