Una storia inquietante.

Postato il Aggiornato il


Nel canavese, in provincia di Torino, qualche giorno fa, un gruppo di tre o quattro persone si è introdotto nel convento di San Colombano  Belmonte e ha preso a bastonate quattro uomini, religiosi dell’Ordine dei Frati Minori, fra i quali uno ultraottantenne.

La notizia ha fatto un certo scalpore e quasi tutti i media l’han riportata. Si ipotizza addirittura un “raid” compiuto ad opera di balordi.

Cercar di capire cosa ci sia dietro a questa vicenda e quali siano stati i motivi di questa aggressione è compito della magistratura e delle forze dell’ordine specializzate in questo genere di indagini. Vogliamo sperare, a tal riguardo, che nel più breve tempo possibile tutto sia chiarito e, soprattutto, che i responsabili dell’accaduto siano identificati e affidati alla giustizia.

In un’Italia ormai da anni in balìa di rapinatori, di mercanti di droga e di schiavi, di bande criminali sia nostrane che di importazione dedite a saccheggi, pestaggi non di rado anche mortali, di bellimbusti che spadroneggiano a loro comodo infischiandosene delle leggi, di ragazzini perbene che devastano le aule scolastiche distruggendone attrezzature e mobili, di spavaldi giovinotti che, per animare le noiose serate della tranquilla vita dei sobborghi, si improvvisano “giustizieri della notte” manganellando dove càpita càpita prendendo, magari, di mira i “diversi”, vale a dire disabili, handicappati, extracomunitari e via di seguito, una notizia del genere potrebbe quasi passare inosservata.

Eppure in quest’episodio c’è qualcosa d’inquietante, che la gente avverte e che giornali e tv, sbigottiti, non riescono a decodificare, a restituire “in pillole” per farne il solito banchetto mediatico.

Potrebbe essere l’occasione per dar vita ad una riflessione un po’ meno banale, per avviare un’inchiesta meno “spettacolare” e più seria, per affrontare la notizia non con lo stesso stile “usa e getta”.

Tanto per cominciare sarebbe utile riflettere un po’ sulle conseguenze del “lasciar perdere“:

  • lasciar perdere sui continui attacchi alla Chiesa;
  • lasciar perdere sui veri e propri “processi di piazza”, celebrati sulle pagine di giornali dei rotocalchi e nei salotti del chiacchericcio televisivo in seconda serata, contro i preti ogni volta che si parla di pedofilia;
  • lasciar perdere sulla feroce persecuzione ideologica con la quale, da parte di certi “maestri di vita”, che han preso il vezzo d’interrogarsi, fra frizzi lazzi cachinni e varie volgarità, sul “senso della vita”, si è assistito all’ossequio deliziato nei confronti d’un rappresentante di una associazione di atei che si esibiva in un logorroico e delirante show  affermando cose assurde sulla Chiesa, sul Vaticano e sui credenti in genere;
  • lasciar perdere su una satira sempre più oltraggiosa e martellante, che va ben oltre i confini dell’umorismo per sfociare, quasi sempre, in un vero e proprio assalto contro i simboli e le persone che incarnano i valori della nostra fede;
  • lasciar perdere sulla continua ridicolizzazione di chi ha fatto una scelta di fede e non si vergogna a dichiararsi pubblicamente credente…

L’elenco dei “lasciar perdere” del genere sarebbe troppo lungo: ci fermiamo qui e pensiamo che basti.

Forse sarebbe l’ora di cominciare a lasciar un po’ meno perdere e a non permettere a nessuno di oltraggiare la fede cristiana, di profanarne il significato ridicolizzando le persone e infangandone l’immagine.

Forse sarebbe l’ora di cominciare a reagire in modo serio, senza accontentarci della solita zuppina del tipo “esprimiamo il nostro sdegno”, “siamo solidali” e via di seguito.

Di fronte a questi attacchi sarebbe, forse, il caso che la Chiesa italiana facesse sentire la sua voce in modo serio, e non solo attraverso le più o meno diplomatiche dichiarazioni dei rappresentanti della gerarchia ecclesiastica. La Chiesa non è solo gerarchia. La Chiesa siamo noi tutti. E quando si assiste alla bastonatura di quattro frati francescani per motivi, così pare almeno, “ideologici”, allora dobbiamo far sentire che ci siamo.

Non possiamo correre il rischio che questo episodio si trasformi in “moda”. E il rischio esiste, è reale e dovremo tenerlo in debito conto. Oggi i mezzi di comunicazione sono centuplicati in potenza, e soprattutto le nuove generazioni ne sono nello stesso tempo protagonisti e vittime. Una “bravata” rischia di diventare esempio da imitare e ripetersi. Lo abbiamo visto più volte accadere in analoghe circostanze.

Occorre dire con voce alta e forte “giù le mani” dai nostri preti. Ricordiamoci sempre che “i nostri preti” non hanno che noi e se non siamo noi a difenderli li perderemo per sempre, perché da nessuno di loro, per eroica che sia la propria vocazione, possiamo “pretendere” un eroismo sino al punto di lasciarsi tranquillamente bastonare o sbudellare perché “la moda” lo vuole.

Se una personalissima scelta, in risposta all’invito evengelico, può anche permettere a qualcuno di loro di arrivare a tanto, noi non possiamo pretenderlo da loro.

Noi abbiamo il compito di difenderli e di tenerli il più possibile al riparo da queste nefandezze.

Se non vogliamo perdere questa risorsa che Dio ci ha donato per continuare a vivere nella comunione il mistero della Chiesa dobbiamo fare quanto è nelle nostre possibilità affinché la loro esistenza, consacrata soprattutto alla cura delle nostre anime (e spesso anche delle nostre necessità terrene), non sia messa in pericolo da quattro balordi.

Annunci

Un pensiero riguardo “Una storia inquietante.

    marta ha detto:
    29 agosto 2008 alle 2:14 am

    E qui faccio proprio fatica a “guardare oltre”!!! Mi verrebbe una gran voglia di diventare una “rambo” armata fino ai denti, ma innescherei sicuramente una guerra senza fine.
    Personalmente non ho mai “lasciato perdere” un bel niente e ho usato tutta l’aggressività di cui sono dotata (tanta) per rimettere a posto gente che avvalendosi del “diritto di parola e di libertà di pensiero” ha tentato di “fare la pelle” in senso verbale a dei preti. Mi è insopportabile qualsiasi violenza fisica e verbale (anche se ne ho usata per quelle persone che, senza alcuna carità, reputo dei lobotimizzati) specialmente per i preti. E non perchè siano indifesi (ci sono di quegli enurgumeni da paura in giro!), ma perchè li considero dei “grandi” per la scelta che hanno fatto, li considero delle persone “speciali” che hanno il coraggio di professare ANCHE CON UNA DIVISA IL LORO CREDO, che hanno il coraggio di abbracciare Dio davanti a tutti: consenzienti o meno! Che hanno il coraggio di “dimenticare loro stessi” SEMPRE a favore di ogni prossimo!!! Tollerare o lasciar perdere è quanto di meno probabile verrebbe da fare. Neppure la “vecchietta” o “l’ateo” può tollerare un simile insulto all’uomo! Ma è un effetto boomerang di una religione di Stato più che di scelta. La Chiesa come organo strutturale, forse non c’entra nulla, il problema è individuale di famiglie che scivolano sempre di più nel superficiale e nell’immediato, non prendendo assolutamente in considerazione Dio e la Chiesa se non per “figurare” come “gente a posto”. Senza contare l’effetto “trendy” (scaduto a mio avviso) di andare contro la Chiesa, i preti i cristiani. Ma dobbiamo guardare avanti, dobbiamo andare avanti. Quindi, ci saranno stati anche dei grossi errori nella Chiesa e nei cristiani, ci saranno anche stati degli scandali e pure ai giorni nostri … ma mi chiedo, come mi sono sempre chiesta: “Ma la fede che professiamo, la professiamo in base a quello che fa la Chiesa, il tal Vescovo o il tal prete o la professiamo con negli occhi un uomo di nome Gesù che ha subito sorte peggiore di questi frati?”. Si inizia da questo, si inizia a scrollare la gente dall’interno una ad una e chiedere loro “come si sentono cristiani”. Ma anche questo sarebbe “interferire” con i piani di Dio, anche questo sarebbe un “moderno” chiedere a Dio di fare “piazza pulita” con la Sua bella potenza, di tutti quanti non ci vanno bene. Che fare quindi? Tanto!!!! Ognuno giochi nel suo ruolo, ma convinti però e non perchè siamo dentro ad una “religione di Stato” e tutti urlino il loro Credo anche quando è crocifisso. Che tutti usino l’intelligenza che è stata loro donata, che tutti si mettano fianco a fianco (e già lo si fa) per far fronte e muro ad un male che tenta in tutti i modi di paralizzare e di far pensare “è tutto inutile, non ce la faremo mai, stiamo precipitando a rotta di collo” … perchè la “LEVATA DI SCUDI” per questa notizia della gente di tutti i giorni (E CHE MAI NESSUN GIORNALE RIPORTERA’ perchè non “interessante” e “non fa vendere”) è STATA POTENTE E PROROMPENTE. E tutti si sono schierati “fianco a fianco”, cristiani, atei, musulmani ecc. … certe cose, alla faccia del male, unificano anzichè dividere. “La persona” è sempre “la persona” e non si tocca, non la si ferisce, non la si insulta, no la si annienta. Con questa notizia, credo e spero, ogni genitore guarderà meglio i figli, e si sentirà pronto per andare in andare “in analisi” … ma non da uno psicologo, però, ma da Dio stesso che ha dato al mondo un Figlio (che poi è Lui stesso) messo in croce per gli stessi motivi. E’ la solita storia: quando il Dio sfiora e tocca, quando il bene viene messo in piazza … il male reagisce “male” e colpisce a più non posso. …. Ma l’importante è CONTINUARE A PORTARE DIO PER LA STRADA, CONTINUARE A METTERE IL BENE IN PIAZZA … ne va della salute spirituale e mentale dei nostri giovani. Ed andiamo in piazza in MODO AUTENTICO, INTELLIGENTE E CREDIBILE … i giovani “annoiati”, i “cervelli fumanti” dei media … tutti quanti aspettano con ansia “il passo falso” della Chiesa, davanti alla credibilità, intelligenza, autenticità … hanno poco da fare i “violenti” perchè nessuno li ascolterà più. … Poi c’è la deliquenza “normale”, ma quella è un’altra piaga che c’è sempre stata, ma (e non finirò mai di ripeterlo) denunciamo e gridiamo, ma cambiamo “nel cuore” e tutti. Che questo, gesto a cui non trovo un aggettivo adeguato, sia strada di conversioni autentiche dentro la Chiesa ordinata, dentro la Chiesa militante e … dentro ogni uomo di qualsiasi religione. … E’ in questo fango che potremmo vedere nascere “il fiore di una fede autentica che non si lascia chiudere in strutture perchè sa che Dio è dentro ogni uomo” … un fiore bellissimo e profumatissimo che già si è visto e che ha sparso i suoi semi in ogni angolo del mondo. I nomi? Non è facile scordarli … ma quelli sono i fiori giusti. E per questi poveri “frati” un abbraccio di fede, una “protezione” che sicuramente arriverà da chi è “loro vicino di casa”, una preghiera e la certezza che, anche oggi, il martirio esiste … e resiste, ma ben più resistente è l’impossibilità di rinnegare Dio.
    Ancora una carezza nel cuore a questi poveri frati ed un grazie alla Redazione che sa sempre cogliere “argomenti” per fare meditare tutti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...