Inizia il mese di Ramadan. Un augurio ai nostri amici musulmani.

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Quest’anno il 1 settembre del nostro calendario coincide con l’inizo, nel calendario islamico, del mese di Ramadan. Il calendario islamico, i cui mesi seguono il ciclo delle fasi lunari, è “mobile” rispetto alle stagioni ed al nostro calendario solare. Lo scorso anno iniziò a metà del nostro mese di settembre e il prossimo inizierà verso la metà del mese di agosto, e così via.

Riportiamo un intervento del Dott. Giuseppe Samir Eid (autorevole esperto di islamistica e autore di numerose pubblicazioni sull’argomento. al quale va il nostro ringraziamento) che ci permette di comprendere meglio il significato che questa ricorrenza assume nella tradizione islamica.

Ai nostri amici musulmani rivolgiamo i migliori e più sinceri auguri di buon Ramadan: che la celebrazione di questo mese possa compiersi in tutto il mondo all’insegna della pace e del dialogo.

Un invito per il mese di Ramadan

di Giuseppe Samir Eid

Il mese di settembre coincide con il periodo più sacro per i musulmani, un mese nel quale l’individuo cerca di purificare i suoi sentimenti con il digiuno per chi può o altri tipi di sacrifici spirituali, e con un approccio benevole verso il prossimo.
Il momento è favorevole per conoscersi. La mutua conoscenza con il rispetto dell’altro senza i soliti pregiudizi sarebbe la premessa per una proficua convivenza, seme positivo per far germogliare le nuove generazioni.
A questo scopo, il musulmano può invitare il suo vicino all’ora della rottura del digiuno al crepuscolo, per uno scambio di piatti con ricette doc, farsi conoscere e spiegare le tradizioni del suo paese.

Vice versa, il vicino può cogliere l’occasione per far conoscere la cultura italiana togliendo il velo ai pregiudizi religiosi e di usi e costumi.
Le donne hanno un ruolo primordiale, i loro contatti nella quotidianità sono il primo passo verso il dialogo, parola inflazionata, e la conoscenza reciproca.

Invitiamo tutti a tradurre questi concetti in pratica e a fare conoscere questa iniziativa e loro esperienze di dialogo vissuto nel mese di Ramadan.

Informativa sul significato del Ramadan:
il mese sacro di Ramadan, periodo di digiuno, preghiera e astinenza fino a dopo il tramonto.

Il primo giorno di del nono mese sacro dell’islam è determinato dalla luna nuova e per questo può variare da un Paese all’altro.

Nel corso del mese di Ramadan i musulmani praticanti debbono astenersi – dall’alba al tramonto – dal bere, mangiare, fumare e da attività sessuali. In molte nazioni, per legge, gli uffici riducono l’orario lavorativo. Il digiuno (sawm) durante questi 30 giorni costituisce il quarto dei Cinque pilastri dell’islam. Quando tramonta il sole il digiuno viene rotto (iftar). La tradizione vuole che si debba mangiare un dattero, perché così faceva il Profeta. In alternativa si può bere un bicchiere d’acqua. Il mese sacro offre inoltre alle famiglie e ai membri delle comunità musulmane l’occasione di incontrarsi per condividere i pasti dopo il digiuno e di pregare insieme.

Giuseppe Samir Eid

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3 pensieri riguardo “Inizia il mese di Ramadan. Un augurio ai nostri amici musulmani.

    Giacomo dalla Tunisia ha risposto:
    2 settembre 2008 alle 2:16 pm

    Una ricetta per il Ramadan.
    Se un amico mussulmano vi invita a cena potrete sorprenderlo portando con voi qualcosa che gli farà, sicuramente, piacere. Si tratta dei dolci tipici che vengono fatti durante il mese di Ramadan, detti “Skebbakia“.
    Ecco qui la ricetta.

    Ingredienti:
    – 1 kg di farina
    – 2 kg di miele
    – 300 g di semi di sesamo
    – 150 g di burro
    – 1 uovo
    – 1 cucchiaino d’aceto
    – 15 g di lievito
    – 1 cucchiaino di acqua di fiori d’arancio
    – 1 cucchiaino di cannella
    – zafferano
    – olio per friggere
    – sale

    Esecuzione:
    – Impastate meta’ dei semi di sesamo con l’uovo battuto, il burro fuso l’aceto, la cannella, lo zafferano, il sale e infine il lievito precedentemente sciolto in 1 bicchiere d’acqua tiepida per 20 minuti.
    – Dividete la pasta in parti grandi quanto un’arancia e lasciate riposare, coperti con un canovaccio, per circa 20 minuti in un luogo tiepido.
    – Stendete ciascuna arancia di pasta e tagliate delle strisce lunghe 10 cm, larghe 2 e spesse 2 cm.
    – Riunite le tre estremita’ iniziali delle strisce, schiacciando con le dita, ed intrecciate, unendo le due estremita’ finali.
    – Immergete le trecce nell’olio bollente.
    – Portate ad ebollizione il miele con l’acqua di fiori d’arancio e tenetelo da parte a fuoco bassissimo.
    – Quando le trecce saranno dorate, estraetele dall’olio con il mestolo forato e immergetele nel miele.
    – Cospargete di semi di sesamo.

    marta ha detto:
    3 settembre 2008 alle 12:09 am

    Buona!
    Ma preferisco di gran lunga la “ricetta” di Giuseppe Samir Eid, questa:
    “Il momento è favorevole per conoscersi. La mutua conoscenza con il rispetto dell’altro senza i soliti pregiudizi sarebbe la premessa per una proficua convivenza, seme positivo per far germogliare le nuove generazioni.
    A questo scopo, il musulmano può invitare il suo vicino all’ora della rottura del digiuno al crepuscolo, per uno scambio di piatti con ricette doc, farsi conoscere e spiegare le tradizioni del suo paese.
    Vice versa, il vicino può cogliere l’occasione per far conoscere la cultura italiana togliendo il velo ai pregiudizi religiosi e di usi e costumi.”
    Prima di cercare di conoscere Dio o ogni altro nome di “divinità” cerchiamo di conoscerci come uomini di una stessa umanità … forse è la strada giusta per il Cielo!!!!

    bouchra ha detto:
    23 agosto 2009 alle 1:32 pm

    credo che marta abbia + ke ragione…in + credo ke ogni uomo prima di trovarsi a pigliare in giro un’altra religione un’altra cultura di cui lui nn sa neanke di ke cosa si tratti di ke cosa parli…debbia informarsi….io nn piglierei mai in giro una religione di cui io nn ne sappia nulla e anke se ne sapessi qualcosa mi fermerei e rifletterei dicendo ke questa è una religione cm l’altra solo ke alcuni hanno cose diverse da noi …nn hanno tante regole da rispettare ma infondo arriverei ad un unico punto e ricorderei ke infondo noi siamo uguali e nn sarà di certo una regola o una credenza in + o in meno a cambiarci o a farci distinguere uno dall’altro…

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