La Meditazione

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Gesù in meditazione sul lago di Tiberiade
Gesù in meditazione sul lago di Tiberiade

Anche solo pensare che quel “legare e sciogliere” abbia un senso diverso da quello che abbiamo sempre pensato, provoca come un blocco del respiro, un’attesa, un chinare la testa gemendo per troppa tenerezza.
Possibile? E’ possibile che Dio stesso sia così “avanti” rispetto il nostro ritmo di vita? E’ possibile che, per una volta, Dio cambi direzione all’improvviso? E’ possibile che questa intepretazione sia stata “aggiustata” per il 2008 quando l’umanità sta facendo di tutto per “separarsi” e la Chiesa ed i cristiano con un cuore “rinnovato da Dio”, di contro, sta e stanno facendo di più per “legare” ogni uomo all’altro, ogni religione all’altra?
E’ possibile una cosa del genere?
Eppure … eppure si potrebbe pensare che, sì, dobbiamo cambiare modo di intendere e di intenderci!
San Paolo parla della legge, dei Comandamenti “Amerai il prossimo tuo come te stesso”, ma arriva Gesù la cui storia noi la conosciamo tutta. Arriva questo Figlio di Dio che ribadisce la Legge, ma propone un salto immenso: “Amatevi come io vi ho amato” detto in un momento in cui nessuno potrebbe mai dirlo, un momento in cui quello che Gli sta facendo un torto non desiste e continua fino ad ucciderLo. Un salto enorme, sconsiderato, fallimentare … un salto dalla terra al Cielo!
Noi nelle orecchie e negli occhi abbiamo quell’ultimo ed unico comandamento sovrano “Amatevi come io vi ho amato” e con questo Comandamento guardiamo a queste due “In verità …”
No, Gesù non sta parlando di “perdono”, ma sta parlando di “accordi”, sta parlando di “avvicinarci a Lui e, come strumenti, farci accordare, accordarci.
La prima cosa da essere o da fare è dentro qui:

In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si METTERANNO D’ACCORDO per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”.

“Accordarci” a Lui ed accordarci (che significa appunto LEGARE il proprio pensiero a quello di altri), poi, tra noi, tra uomo e uomo affinchè la preghiera sia sempre una preghiera “comunitaria” e corale, magari senza vicinanza fisica, magari distanti migliaia di km. … ma vicini e dentro uno stesso pensiero, dentro UNO STESSO UOMO … appunto il Figlio di Dio.
Il “chiedere” allora è già un “ottenere”, ma soprattutto perchè quel “nostro” chiedere sarà un desiderio di Dio: l’unità degli uomini. E un’unità non di forma e neppure di convenienza, ma un’unità VOLUTA E RICERCATA, appassionatamente ricercata e con fatica.
Un’unità che richiede ricerca di “nuovi modi” di dialogare e di “avvicinarci”, un’unità che si serve dell’intelligenza e di tutti i doni dello Spirito Santo, un’unità che richiede il coraggio di lasciare la “nostra ragione” per la “ragione di Dio” e la “ragione comune”.
METTERSI D’ACCORDO e ACCORDO … significa, in musica, “legare” le note al loro posto nel pentagramma, ad ogni nota una posizione, affinché tutte insieme generino “musica ed armonia”, significa “portare” il proprio strumento (noi) a suonare note con il tono giusto e non sbagliato.
Allora, potremmo essere, come umanità, infinite note! Un’umanità che è lo spartito di infinite note, ognuna al suo posto! Note che sono “legate” tra di loro e che non possono essere “sciolte” se non a discapito dell’esecuzione del pezzo musicale. Poi arriva l’esecutore, arriva il Maestro … ed ogni strumento si mette a suonare e l’armonia esce pulita e talmente “unita” che non si sente nessuna nota in particolare!
Ma allora l’umanità non è solo un insieme di “note umane”, ma è “strumento e nota”!
Lasciamo stare le “regole” comunitarie che Gesù indica ai fini della giustizia e prendiamo il messaggio finale … prendiamo solo quello e da quello risaliamo il fiume di parole che ci vengono donate in queste letture.

Assurdo, semplicemente assurdo … eppure è così! Dio potrebbe essere “un fantasma” dei nostri desideri, Dio potrebbe essere un transfert di quanto vorremmo … ma un Dio così abbatte ogni desiderio personale e lo supera. Questo è un Dio “scomodo”, un Dio che dice “inizia tu ad accordarti e non aspettare l’altro”. Addirittura aggiunge che “se l’altro non arriva ad accordarsi e si perde … perchè noi non ci siamo mossi, la responsabilità non sarà di chi si perde, ma di chi “ha lasciato perdere un compito simile”.
Ogni essere umano a questo punto sente “aria di martirio e di sofferenza” … ma è davvero così? No, non lo è davvero, è esattamente il contrario! Quando anche solo due persone SI ACCORDANO la gioia esplode in ogni cellula del nostro corpo … e nel caso qualcuno non si ACCORDI … la pena sarà sollevata dalla certezza che nella preghiera si otterrà tutto, soprattutto questo, soprattutto l’accordo pieno. Altro non dobbiamo sapere, altro non dobbiamo giudicare … il nostro compito è solo questo di ACCORDARCI, DI LEGARE E DI NON SCIOGLIERE … O MEGLIO DI SCIOGLIERE OGNI PREGIUDIZIO E PRECONCETTO.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo
Ed è piena libertà … e Chiesa viva … dove l’eventuale sofferenza è l’ovvio effetto di una passione divina … e la passione è insieme gioia e sofferenza, la passione genera vita e mai morte, la passione è amore incarnato, è una Spirito Santo che ha finalmente trovato un corpo.

Una volta diventati questo … non avrà più senso parlare di perdono.
E con questo non sto dicendo che il mondo è una bella favola. Il mondo e l’umanità è spietata e tremenda, ci sono torti e tragedie illimitate. Ma un conto è vedere la bruttura e fermarci costernati e vinti, un altro e vedere tutto, ma sapere di questo ACCORDO … sapere che già ci sono “uomini che si sono accordati”.
Il “perdono” senza questo “accordo con Dio e con gli uomini” non solo è impossibile in certi casi, ma addirittura impensabile e disumano … anche perchè non si perdona una sola volta, ma si perdona ogni volta che il torto subito ferisce nel ricodo … perchè il perdono non smemora, il perdono mantiene vivo il ricordo del dolore sentito, il perdono si dona ogni momento ed non ha un tempo di fine … il perdono è davvero frutto gioioso di questo ACCORDARSI E DI QUESTO LEGARSI L’UNO ALL’ALTRO SCIOGLIENDO OGNI NODO DI ODIO E RANCORE, DI EGOISMO E AUTOPROTEZIONE.

Legare, legandoci gli uni agli altri e legando tutto a Dio. Sciogliere, questo sì, da ogni impedimento al “legare”.
Il “legare” della Chiesa non è il “non perdono” e lasciare che altri si perdano il “meglio” di Dio, il “legare” è davvero un qualcosa di divino e di grande.
Ecco perchè Gesù dice “che sarà legato anche in cielo” … altrimenti avrebbe detto sarà “legato nel tormento eterno, prima sulla terra e poi …” no? Che c’entra Dio con il “non-perdono”?
Ed è così anche per lo “sciogliere” … che allora diventa “libertà dal male e dall’inganno” … in Cielo saremo “sciolti” da questo “legati” al meglio in assoluto!

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Un pensiero riguardo “La Meditazione

    Archim. Mons. Virginio Fogliazza ha detto:
    6 settembre 2008 alle 1:15 pm

    Tutto l’impianto di questa bellissima e profonda ” meditazione”, sta nel fatto che il Dio dei cristiani non sta solo “oltre le nubi del cielo “, non solo è presente nel mistero eucaristico, ma è presente quando due o tre si incontrano nel suo nome.
    Ma che significa incontrarsi nel suo nome?
    Tutte le volte che i cristiani intendono l’incontrarsi come ricerca di un gesto d’amore… certo verso di Lui, ma anche tra di noi.

    Mi piace che nella “meditazione” il “legare e sciogliere” da parte della Chiesa non è a livello di un pesante giurisdizionismo, ma la cura amorevole della S. Madre Chiesa ad accompagnare ogni credente in Cristo nel difficile cammino della vita.

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