Nota a Margine. Una parola chiara, e un invito chiarissimo.

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In Italia serve una “nuova generazione” di politici cattolici, che abbiano “rigore morale” e “competenza”.
Lo ha affermato oggi Benedetto XVI, durante la messa celebrata a Cagliari, davanti al Santuario di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari.
Nell’omelia il Papa ha esortato la Chiesa e i cattolici a tornare ad “essere capaci di evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia, della politica” che – ha sottolineato – “necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile“.

C’è davvero poco da aggiungere a queste parole. Il loro senso è chiaro e non ha bisogno di troppi commenti. C’è da immaginarsi quanto siano stati felici ad ascoltarle i politici presenti in prima fila.

Serve una nuova generazione. L’ha detto chiaro chiaro o meglio -è proprio il caso dirlo- “papale papale”.
Più papale di così…

Adesso toccherà agli esegeti, agli interpreti professionisti,  spiegare che il sole, a mezzogiorno, non è “proprio” il “sole sole” e che “a mezzogiorno” c’è anche -da qualche parte pur se non visibilissima- la luna, e che, e che, e che….
C’è da scommetterci che ce la metteranno tutta, per ridimensionare, interpretandole ad usum delphini, queste semplicissime parole che devono essere arrivate come una bella “labbrata”, sonora e improvvisa, sulla faccia allibita di chi, in prima fila, era pronto a sentire un discorso di circostanza, magari ricco di spunti teologico-filosofici, di quelli che fanno ammattire e scervellare i preti ma che lasciano, sostanzialmente, in pace i politici.

Sua Santità Benedetto XVI
Sua Santità Benedetto XVI

E invece no. questa volta il Papa, incurante del bel porgere, ha detto una cosa che tutti sapevano ma che nessuno si sarebbe mai aspettato di sentirsi dire in questo modo.

Ma ormai l’ha detta, e detta bene, anzi: bene-detta. Si rassegnino, dunque, quei signori che pensavano d’aver l’esclusiva, o quasi, nel rappresentare i valori del cristianesimo in politica.

In attesa che lo facciano i soliti soloni, proveremo noi a fare, alla buona, una modesta, sintetica esegesi delle parole del Papa: visto che si tratta di cose “di questo mondo” non abbiamo bisogno di particolari titoli per farlo, e lo faremo con semplicità, senza alcuna pretesa.

Cominciamo dal lemma “nuova generazione“.
Il Papa l’ha detto chiaro chiaro e tondo tondo: serve una nuova generazione.

Il concetto di “nuova generazione” si contrappone, innanzitutto, a quello di “vecchia generazione“.
Ora, se siamo d’accordo con il Papa nel riconoscere che ne serve una nuova, vuol dire che siamo anche d’accordo nel riconoscere il fatto che quella che è in servizio attualmente:

  • è vecchia
  • non risponde alle caratteristiche minime necessarie a rappresentare il mondo cattolico con “competenza e rigore morale nel mondo del lavoro, dell’economia e della politica“.

Osservazione:
C’è bisogno d’una nuova generazione: vale anche a dire che non basta un lifting o un restyling di facciata o di chioma, un intervento di blefaroplastica o una cura all’acido ialuronico che ridoni alla pelle ormai grinzosa quelle sue particolari proprietà di resistenza e mantenimento della forma. Tutte cose lecite, per carità, ma che, nel nostro caso, non servono assolutamente a un bel niente.

Proseguiamo, e concludiamo, con i termini:

  • competenza
  • rigore morale

Da notare che sono stati nominati simultaneamente, ovverosia l’uno congiunto all’altro.

  • Il Papa non ha detto: “competenza o rigore morale“.
  • Il Papa ha detto: “competenza e rigore morale“.

Vale a dire, che questa “nuova generazione” dovrà distinguersi

  • non per la sola competenza o per il solo rigore morale,

ma:

  • per entrambe, e simultaneamente.

Potrebbe sembrare inutile ribattere questo concetto, ma non lo è.

E’ capitato, infatti, di sentir giustificato questo o quel poiltico per il fatto d’esser poco credibile sotto il punto di vista del rigore morale, grazie al fatto che gli si attribuivano straordinarie doti di competenza. Né più né meno di quando si è sentito cantar le lodi di qualcuno che godeva fama d’integrità morale, il che gli bastava ad essere assolto da certi difettucci nella competenza.
Dalle parole del Papa si evince con chiarezza la necessità che queste due caratteristiche, competenza e rigore morale, debbano necessariamente coesistere in quanti ambiscano a rappresentare noi cattolici:

  • nel mondo del lavoro;
  • nell’economia;
  • nella politica.

Se siamo d’accordo con il Papa non ci resta, dunque, che darci da fare, e prestìno anche, per cercare di scovare i rappresentanti di questa nuova generazione per affidare a loro il compito di rappresentarci, in tutti questi àmbiti, imponendo, democraticamente s’intende,

  • alle forze sociali che dichiarano di ispirarsi alla dottrina sociale della Chiesa,
  • alle banche e alle istituzioni economiche e finanziarie che si rivolgono a noi per gestire i nostri soldi,
  • alle segreterie dei partiti che ci chiedono consensi elettorali,

di promuoverli sul campo.

Per rintracciarli il suggerimento è facile facile: basta andare a cercarli fra quelli che sono stati tenuti, o buttati fuori, in questi ambienti, dai rappresentanti della vecchia generazione.

Ora, con la benedizione del Papa, da cattolici possiamo farlo con maggior convinzione, e sicuri di fare la cosa giusta: nessuno, se Dio vuole, potrà più contestarci il diritto e il dovere di farlo.

E se tutto questo, alla vecchia generazione, non va giù, tanto peggio per loro.

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3 pensieri riguardo “Nota a Margine. Una parola chiara, e un invito chiarissimo.

    marta ha detto:
    7 settembre 2008 alle 5:53 pm

    Spettacolo! Che meraviglia! Toh! Un ometto amante della musica, timido e – a volte – un po’ impacciato, delicato quanto basta … Un ometto che, messo al confronto (errore madornale) a Giovanni Paolo II, sembrava non avesse nulla da dirci. Un ometto che, io stessa, avvertivo un po’ legato, troppo legato alle convenzioni, alla “buona immagine di rappresentanza” (e che no? il mondo sta guardando!). Un ometto che ha lasciato tutti un po’ basiti e con il naso arricciato quando ha “risfoderato” la “Sedia Gestatoria” … abituati ad un Papa che delle “formalità” se ne faceva un baffo. Un ometto che ha spiazzato tutti con l’idea che … tutto sommato la Messa in latino non era da buttare nel cestino e che doveva, comunque, essere ricordata anche se non proprio riutilizzata (il discorso del Papa allora verteva sul “salviamo” la storia e non sul “torniamo indietro” … come tanti hanno capito). Insomma un ometto, fatto Papa sembrava per sbaglio e magari … (la dico grossa) per stare tranquilli. Eh! Sì, stare tranquilli … tanto, alto così nel pensiero chi lo avrebbe ascoltato, chi lo avrebbe accolto, chi lo avrebbe seguito? (i genietti universitari si sono opposti probabilmente perchè ne hanno avvertito il pericolo … un pericolo di terremoto e bello grosso anche)
    E già, chi? Nessuno ha voglia di mettersi lì a disquisire di teologia o esegesi, nessuno ha voglia -con quello che stiamo vivendo giorno dopo giorno- di sprecare tempo in cose intellettuali.
    E invece …! E invece, l’ometto si è trasformato in gigante della fede e della fede incarnata. Un bel calcio a tutto e nel momento in cui tutti ormai erano tranquilli (si saranno detti: questo Papa, tenuto d’occhio per mesi, non ci farà scherzoni come l’altro!).
    Fantastico! Sono stridenti non poco queste affermazioni con l’immagine che abbiamo del nostro Santo Padre (mai appellativo fu più giusto) … stridenti davvero.
    Benedetto XVI (che, e sembra quasi una battuta, bene-dice ) non è passato dal cuore, dalla tenerezza … Ha scelto la strada più ardua, più ostica, quella che gli varrà tanta di quell’antipatia che potrebbe entrare nel libro dei guinness dei primati “honoris causa” (anche se qualcuno magari preferirebbe “in memoriam”)!
    Ha scelto la strada della praticità, dell’intelligenza e dell’intelligenza comune, della necessità qui e adesso. Ha scelto la strada del “siamo popolo di Dio” ma viviamo in questo mondo e questo mondo “è affar nostro”, su questo mondo Dio ci ha messo un cartello, come don Milani! Un cartello con scritto “I care”.
    Non ci sono scappatoie, ora, per i cervelloni, per i dietrologisti, per le “potenti … marionette” che pensano di avere sulla testa “l’elezione divina”.
    E, perdonatemi, neppure per un certo tipo di Chiesa Cattolica ed un certo tipo di cristiani, a cui queste semplici e chiare parole (già questo sa di miracolo … usare parole comprensibili a tutti da Uno che è davvero pieno di cultura e teologia è a dir poco miracoloso per il coraggio) sono state lanciate e scaraventate addosso. Insomma, un bel “gente, venite fuori dalle sacrestie e dalle Chiese e guardatevi in giro, il mondo ha bisogno … tirate fuori i vostri poveri ‘pani e pesci’ … hanno fame, abbiamo fame!. Stateci pure per il tempo dovuto nelle Chiese e nelle sacrestie, dateci tempo e fatica, ma intanto curatevi del mondo reale”.
    Appunto una “nuova generazione” … la stessa “generazione” che San Paolo più di una volta ha richiamato alla mente di tanti, una “nuova generazione” descritta … da Dio! … da Gesù stesso a Nicodemo.
    Rigore morale (su sé stessi però … e quindi sul resto del mondo) abbracciato a competenza! E che altro è se non “incarnazione”? La Chiesa con questo, non si mette a “regolamentare il traffico delle poltrone politiche”. Nossignori, la Chiesa sta dicendo alle “poltrone politiche” che “non si può governare pensando a se stessi ed ai propri vantaggi” … governare ha a che fare comunque con Dio! E spesso il martiri più grossi sono certi politici messi alla “gogna” perchè “non in linea” … a qualcuno un po’ troppo testone è stato riservato un trattamento più duro …!
    Splendido gesto di carità davvero questa omelia del Santo Padre, tutto viene accusato, ma nessuno viene indicato … tutto viene illuminato e non per distruggere o “far fuori”, ma per “sperare” in un miglioramento … e che caspita, da qualche parte dovranno pur averla una coscienza!!!
    Splendida “sentinella” di Dio, in Dio che di tutto si cura e non solo della sua Chiesa intesa come le “mura del Vaticano” … E’ l’uomo di Dio posto sul monte della Pasqua che ha ben chiaro nel cuore e nella testa, che questo popolo non è DIVISO IN PROPRIETA’ DI QUALCHE POTENTE, NON E’ SEPARATO, NON E’ DIVERSO NELL’INTIMO, NON E’ FUORI DALLE NOSTRE IDEE … Ma è UN UNICO POPOLO DI DIO AMATO ALLA FOLLIA, AMATO OLTRE OGNI LIMITE.
    Signori, questo è il Santo Padre! Signori, questo è UN ALTRO DEGNO SUCCESSORE DI PIETRO … anzi direi che è la “fusione perfetta” di un San Paolo – con la Sua teologia a volte complicata – e San Pietro … quello che ogni tanto “si lascia andare” e dimostra tutto il Suo amore.
    Il Papa perfetto per i nostri tempi.
    Abbiamo ancora qualche motivo per NON RINGRAZIARE Dio di un dono così? No, credo proprio di no!
    Eh! Calibano, ha azzeccato il senso più profondo del Vangelo di oggi … e visto dalla parte di San Paolo con quel “Non siate debitori a nessuno …”

    Francesco ha detto:
    7 settembre 2008 alle 8:18 pm

    L’invito del Papa deve essere accolto. Una nuova generazione di cattolici competenti e con rigore morale sono l’ultima speranza per l’Italia (ma anche per l’Europa tutta).

    Francesco

    marta ha detto:
    8 settembre 2008 alle 1:12 am

    mmmh! Ripensandoci bene e fermo restando quanto scritto prima, ci sono due termini un po’ “stridenti” in un sempre valido discorso di “nuova generazione”.
    Sono “cattolici” e “rigore”.
    Non per correggere il Santo Padre, però sarebbe sufficiente il “cristiani” oppure “uomini coerenti e retti”.
    Non è mai troppo bello “tirare acqua al proprio mulino” e poi, non è che l’ “essere cattolici” sia proprio una garanzia di “rigore morale”. Tra l’altro ha un po’ l’aria del solito “siamo i più bravi”. Ma sono sicura che il Santo Padre intendesse esattamente quello che ho scritto.
    Stessa cosa per il “rigore” … su questa parola, di cose non proprio belle se ne sono viste e proprio dentro la Chiesa Cattolica. Quindi lasciamo perdere il “rigore” e magari mettiamoci “coerenza evangelica” o “coerenza” e basta.
    Insomma, per evitare di vanificare ed offrire il (sempre utile ai dissacratori di tutto) “fianco scoperto” ad un messaggio così chiaro nella sua essenza, forse sarebbe meglio … aprire le possibilità a tutti quegli splendidi uomini e donne che magari cattolici non sono, ma sono di una rettitudine morale spettacolare, di una cura governativa eccezionale e per nulla interessata.
    Il piccolo passo che la Chiesa deve fare, quello stesso di San Paolo, mettere il naso fuori dalle mura della Chiesa … perchè anche fuori la Chiesa Cattolica c’è santità, rettitudine morale ecc. Basterebbero questi uomini, basterebbero questi.
    Mi perdoni il Santo Padre, ma forse “limare” un po’ i termini tenendo presente sia il Vangelo, che la Storia della Chiesa non sarebbe male … soprattutto per lui … che di sassate ora ne riceverà tante.
    L’umanità tutta si irrigidisce sempre un po’ quando sente aria di “campanilismo religioso”, ma china la testa e gioisce quando sente delle pure e semplici verità, quando sente che “il meglio” può essere ovunque al di là del credo professato.
    E’ verò che il Vangelo non è solo un trattato di “etica comportamentale” o “una filosofia di vita” o che altro, ma non sarebbe per nulla DANNOSO se tutta l’umanità lo prendesse ad esempio anche SOLO PER QUESTO.
    Le parole Giustizia, Coerenza, Integrità morale, onestà non è che debbano stare per forza ed esclusivamente dentro la Chiesa Cattolica … ce n’è così tanto in giro per il mondo … quindi apriamo le porte …
    Se poi ci scappa pure un uomo, cristiano e pure cattolico … meglio per tutti, per la Chiesa per prima.
    Ringrazio comunque il Santo Padre per tanto coraggio ed, anche, per tanto amore alla Chiesa. Perchè se piccola imperfezione di termini c’è stata, è stata solo per un amore immenso e fiducioso alla Chiesa.
    Altro motivo per ringraziare il Signore per un Papa così.

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