Cristianofobia: perché l’Europa tace ancora?

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Da “Avvenire” online.

Cristianofobia ingerenza umanitaria. Subito
di Luigi Geninazzi

Oggi tocca ai cattolici in India. Fino a quest’estate era l’Iraq a guidare la clas­sifica dei Paesi più a rischio per la comunità cristiana. Un anno fa nel mirino degli estre­misti violenti c’erano i missionari in Turchia. È la sequenza temporale dell’odio anti-cri­stiano che sembra colpire in ondate suc­cessive vari Paesi nel mondo. Ma è un’im­pressione superficiale e sbagliata.
La realtà è molto più tragica: le persecuzio­ni s’allargano a macchia d’olio, il numero dei martiri continua a crescere in Medio O­riente, in Asia ed in Africa, la caccia al cri­stiano è una folle e sanguinaria idea che tro­va sempre più seguaci. Le cronache di que­sti giorni ci rimandano ai saccheggi, alle di­struzioni e alle violenze contro le comunità cristiane in varie regioni dell’India. Ma non dobbiamo dimenticare che in Iraq i credenti caldei sono sotto costante minaccia, a Mo­sul continua lo spargimento di sangue e an­che se in generale gli attentati terroristici so­no diminuiti la situazione per i cristiani non è certo migliorata, come ci ricorda l’ultimo rapporto diffuso dall’associazione ‘Chiesa che soffre‘. In Turchia le istituzioni della Chiesa ortodossa e cattolica continuano ad essere oggetto di pesanti discriminazioni e nel Paese che ha visto l’assassinio di don An­drea Santoro c’è chi incita all’odio contro i preti cattolici. Da I­stanbul a Gaza, dall’I­raq all’Indonesia, nei Paesi islamici le cui leggi s’ispirano alla ‘sharia‘ come il Paki­stan ma anche in un Paese ‘tollerante‘ co­me l’Algeria, i cristia­ni vengono processa­ti, condannati a mor­te da tribunali statali o uccisi da fanatici e­stremisti.
Siamo di fronte a una sorta di globalizzazio­ne dell’odio anti-cri­stiano. Perché quest’accanimento? Oggi, in gran parte del mondo non occidentale, co­lui che professa la fede cristiana pur essen­do d’origine medio-orientale, africana o a­siatica, è percepito come un ‘diverso‘ dif­ficilmente catalogabile, un soggetto che su­scita diffidenza e sospetto. Non può essere considerato un estraneo (come invece un credente europeo); è uno che per lingua e colore della pelle potresti scambiare per mu­sulmano o per induista. E questo rompe gli schemi prestabiliti, irrita la mentalità co­mune e dà fiato ai gruppi integralisti che mi­rano alla pulizia etnico-religiosa. Dopo due­mila anni torna di drammatica attualità quel che veniva indicato come modello ai cri­stiani nella Lettera a Diogneto’: «Ogni pa­tria straniera è patria per loro, e ogni loro patria è sentita come straniera».
Nella terra di Madre Teresa di Calcutta do­ve è nata una carità senza confini, così co­me nel Medio Oriente dove i credenti caldei c’erano ancor prima che arrivasse Mao­metto, il cristiano è una pietra d’inciampo, uno scandalo. È il ‘diverso‘ troppo simile a chi lo disprezza, come lo era l’ebreo della Mitteleuropa per i teorici della purezza a­riana.
C’è un nuovo anti-semitismo oggi, ed è l’o­dio anti-cristiano. Giusto combattere i ri­gurgiti anti-ebraici, doveroso combattere quella che i musulmani chiamano ‘isla­mofobia’. Ci sono organismi internaziona­li come l’Antidiffamation League ebraica e, recentemente, anche islamica per monito­rare discriminazioni e violenze nei riguardi delle proprie comunità religiose. Allo stes­so scopo in Europa stanno sorgendo vari centri pubblici d’osservazione. Ma chi, a parte la Chiesa, si preoccupa della ‘cristia­nofobia‘ dilagante in varie parti del mondo? Chi si prende a cuore la sorte di milioni di cristiani indifesi? Ieri, l’amministrazione U­sa ha finalmente battuto un colpo, rivol­gendo un appello diretto al governo e al mondo politico indiano. Ma è urgente che anche la vecchia Europa applichi il diritto d’ingerenza umanitaria nei confronti delle nuove e vecchie democrazie. L’occasione è a portata di mano: tra pochi giorni si terrà il vertice bilaterale Unione Europea-India. E’ troppo sperare che in agenda ci sia anche la questione delle violenze contro i cristiani?

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Un pensiero riguardo “Cristianofobia: perché l’Europa tace ancora?

    marta ha detto:
    23 settembre 2008 alle 12:31 pm

    Sperare non è mai troppo … semmai è troppo poca la speranza che anima lo sperare!!! Non è un gioco di parole, è così!
    Tutti i cristiani, anche quelli europei, sanno (e forse inconsciamente) che la “cristianofobia” è dietro l’angolo … che l’odio già vissuto si sta avvicinando alle nostre case e chiese.
    Si ha paura, tanta paura … così tanta che viene difficile essere davvero “cristiani” e si “dosa” tempo, pensiero e passione per Dio. Meglio mettere un margine di sicurezza … non si sa mai!!! E’ umano un comportamento di questo genere, è ovvio! E ci è stato pure detto!!!
    Ma abbiamo una speranza che si appella alla “libertà tra e dei popoli, tra e delle religioni” ! Abbiamo una Speranza che non si limita ad un sospiro con dentro un “Speriamo!!!”. Abbiamo una Speranza che si chiama … “UOMO LIBERO”! Ma come, la Speranza non è di Dio? Certo, ma la Speranza si è incarnata … ed in Chi è inutile dirlo … ma quel Chi è stato “UOMO LIBERO”!!! La Speranza – virtù teologale – pare, sia di Dio nell’Uomo. Destabilizzante vero? Dio che ripone in noi la Sua Speranza!!! E noi che credevamo che fosse Dio la nostra speranza!!!!! E’ il nostro modo di vedere Dio, il solito ed ovvio, un Dio “che faccia tutto DA SOLO e che ci tolga dai pasticci che noi stessi facciamo”.
    Però, una certezza i cristiani, martiri o no, ce l’hanno! Una certezza che appare proprio quando il “mondo” rifiuta perchè “è assurda e ladra dei privilegi propri” … E’ già successo e sempre succederà anche se sotto diverse forme e non sempre con spargimento di sangue.
    Non ce n’è, quando il Creatore di tutto tocca l’umanità, l’umanità si agita ( e si agiti pure Darwin offeso come non mai) , il creato si agita … e che si agitino pure!!! Questa volta non andrà a finire come tutte le altre volte, questa volta – forse – andrà a finire diversamente e per uno qualsiasi “sacrificato” (e spero non fisicamente) ce ne saranno 10000 che cambieranno strada. Il merito? Della comunicazione, dei media … Prima capitavano, ma non si sapeva, ora capitano e – o da una parte o dall’altra – si viene a sapere. Se non fosse tragico, sarebbe buffo … il demonizzato mondo dei media si tira una zappata sui piedi e diventa mezzo per la “giustizia” e la “libertà” religiosa … di qualsiasi religione però!!!!
    Appunto, la Speranza di Dio nell’uomo! Quindi … non sospiriamo solamente e viviamola questa Speranza … credo che il Signore di tutte le religioni si sia un po’ stancato di “sangue” … ora desidera solamente “uomini di cuore e di testa” … uomini veri e liberi … La Speranza è contagiosa, come la Carità d’altra parte e come la Fede senza dubbio.
    Forse mi illudo io … ma guardando alla storia mi sa che è proprio così.

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