Alla fine l’Europa si muove per i cristiani dell’India

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Da “Avvenire online
Non è stato facile, ma alla fine la con­danna delle persecuzioni dei cri­stiani è entrata nel testo della risoluzione approvata ieri dall’Europarlamento sulle relazioni Ue-India. Presentando i temi del vertice euroindiano di lunedí prossimo a Marsiglia, il ministro francese Jean-Pierre Jouyet per la presidenza dell’Ue e la com­missaria europea Margot Wallstroem hanno trattato questioni economiche e diplomati­che ma non hanno fatto parola delle perse­cuzioni dei cristiani in India. C’è voluto un vibrato intervento del vicepresidente del­l’assemblea Mario Mauro (Fi) per portare in primo piano l’argomento nel dibattito e far sí che venisse integrato un testo di risolu­zione poi approvato con 392 sí, 44 no (so­prattutto Verdi ed estrema destra) e 29 aste­nuti tra cui alcuni comunisti. Nel sottoli­neare che a Marsiglia andrà ben chiarito che l’Ue non vuole lasciare nulla di intentato in difesa della libertà religiosa, Mauro ha de­plorato che Jouyet e Wallstrom avessero «o­messo qualsiasi considerazione sul massa­cro di questi mesi» e ha constatato che con il nuovo testo della risoluzione «il tema del­la difesa dei cristiani e della qualità della de­mocrazia indiana entra con forza nei lavori del summit Ue-India addirittura con la ri­chiesta di punire i responsabili della strage tra i quali ci sono anche membri della poli­zia colpevoli di non essere intervenuti» men­tre alla Chiesa dovranno essere riconosciu­te compensazioni per i danni inflitti alle sue proprietà e a quelle dei cittadini privati.
Nel testo, infatti, l’Europarlamento «si di­chiara profondamente preoccupato per i re­centi attacchi contro i cristiani (molti dei quali di origine Dalit) a Orissa e in particolare nel distretto di Kandha­mal; sottolinea la neces­sità di garantire imme­diata assistenza e soste­gno alle vittime, tra cui indennizzi alla Chiesa per i danni causati ai suoi beni, nonché alle persone la cui proprietà privata è stata parimenti danneggiata; esor­ta le autorità a consentire a coloro che sono stati costretti a fuggire dai loro villaggi di po­ter tornare in condizioni di sicurezza, sotto­linea la necessità che tutte le persone accu­sate, tra cui gli alti ufficiali delle forze di po- lizia, siano giudicate rapidamente attraver­so il sistema giudiziario; deplora l’uccisione di almeno trentacinque persone dall’inizio delle violenza e invita lo Stato e le autorità nazionali a fare tutto quanto in loro potere per proteggere pienamente la minoranza cristiana». Nella stessa sessione, il patriarca di Costantino­poli Bartolomeo I ha in­sistito sulle potenzialità di «ponti culturali» gra­zie ai valori religiosi, in particolare tra Ue e Tur­chia. L’assemblea lo ha applaudito, in piedi. Unica stonatura, l’assenza dall’aula di alcu­ni socialisti, liberali e Verdi che con la socia­lista belga Véronique De Keyser rifiutano co­stantemente il ruolo delle religioni nelle ini­ziative di dialogo interculturale.
Nella risoluzione, dopo un’inerzia iniziale, entra anche il tema della difesa dei credenti e la richiesta di punire i responsabili delle stragi.

(Franco Serra)

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