Nota a Margine. Governanti e Badanti.

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note1A Memphis, il 4 aprile del 1968, fu assassinato Martin Luther King. Non aveva ancora compiuto quarant’anni.
Quarant’anni dopo gli americani hanno scelto il loro presidente.
Una scelta che segna il confine fra due epoche.
Una scelta che pone sulle spalle di un quarantasettenne, figlio di un cittadino kenyota e di un’americana bianca, il peso d’un potenziale d’attesa enorme, carico delle speranze, e anche delle illusioni, di centinaia di milioni di persone che, in tutto il mondo e non solo negli States, hanno esultato il giorno della sua elezione.
Basterà un solo errore per far precipitare nella depressione, sgonfiandola di colpo, questa enorme speranza: una responsabiltà gigantesca, smisurata, per il giovane Barack Obama, che non aveva ancora sette anni quando il carro funebre trainato da due asinelli trasportò al cimitero di Atlanta la salma di Martin Luther King.
Dal 20 Gennaio 2009 a fare gli onori della Casa Bianca sarà una First Lady nera, e c’è da star sicuri, a giudicare dalla grinta mostrata durante la campagna elettorale, che saprà farlo benissimo, con grande eleganza e senza nessun imbarazzo.
Quasi settanta milioni di cittadini americani hanno scelto l’uomo che guiderà la prima potenza mondiale per i prossimi quattro anni.
Quei quasi settanta milioni di persone hanno detto la loro.
Ora aspettiamo che dicano la loro quelle poche centinaia di potenti che detengono gran parte della ricchezza del mondo e che, da dietro il sipario, manovrano le sorti di interi paesi.
Aspettiamo che dicano la loro quei capi di stato che han preso il potere senza chiedere il permesso a nessuno e se lo tengono ben stretto da decenni.
Aspettiamo che dicano la loro quei leaders politici dei paesi dove la democrazia, più o meno, governa la vita del popolo.
Fra questi ultimi qualcuno si è già espresso e, visti i risultati, non sarebbe male se qualche anima buona gli consigliasse di tenere il più possibile la bocca chiusa. C’è poco da dire: a una certa età, si sa, le bischerate “scappano”. E non solo quelle: i pannoloni non li hanno inventati a caso.
L’incontinenza (in generale e non solo quella fisica) è il peggiore, il più imbarazzante e penoso degli effetti degenerativi di certe vecchiaie. In questi casi, più che i lifting e le ricostruzioni della chioma, una brava ed energica badante, che ai primi segni d’incontinenza metta a letto il “pupo” prima che combini troppi guai, potrebbe rivelarsi davvero preziosa. Vista l’età media dei governanti di certi paesi, fra i quali il nostro, non sarebbe male che una legge provvedesse ad assicurarne una, ben referenziata e all’altezza del compito, a ciascuno di loro.

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2 pensieri riguardo “Nota a Margine. Governanti e Badanti.

    marta ha detto:
    8 novembre 2008 alle 10:40 am

    “Yes, we can”!!! Ed è di San Paolo – credo – l’affermazione “Tutto posso con l’aiuto del Signore” … quindi, la stessa cosa!!! Dove il “we” non è solo un “noi” di uomini, ma un “noi” “Dio ed io per voi”.
    Il pericolo di delusione c’è, ovviamente, è successo anche a Gesù, ma dipende molto dalle aspettative, o meglio, della direzione delle aspettative. Se sono mirate al bene comune e di tutti, o se sono mirate al proprio ineteresse.
    Ma è sempre comunque bello constatare che l’umanità è ancora in grado di desiderare e sognare nel reale.
    Di certo, povero neo presidente, si è messo sulla graticola, proprio come Martin Luter King, proprio come San Paolo e proprio come tutti i cristiani che affermano come Messori che “il cristiano non è un cretino!”
    Obama ha tutte le caratteristiche del “martire 2008” … spero che resista e non si pieghi … e rimanga fedele nel poco prima e nel grande ora.
    Di nuovo bentornato!

    marta ha detto:
    8 novembre 2008 alle 6:32 pm

    Chiedo scusa. La citazione esatta da San Paolo è:
    “Tutto posso in colui che mi dà la forza” (Fil 4,13) … per onore di precisione e – soprattutto – di San Paolo.

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