La meditazione

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Riprende, sia pure un po’ a rilento, l’aggiornamento del sito. Grazie alla collaborazione generosa di una persona che desidera restare anonima la “meditazione” continua ad accompagnarci nel percorso della liturgia della domenica.

L’ “incipit” di questa Meditazione è, a dir poco, singolare, e ci introduce alla  “festa che chiude l’Anno liturgico, ma apre alla Vita completa, piena e perfettamente incarnata”.

Ogni volta che leggo la dedicazione di questa ultima domenica dell’anno liturgico, mi viene in mente quella bel pezzo cantato da Mia Martini, “Almeno tu nell’universo”. Una donna questa cantante travolta dal troppo desiderio di un amore puro ed una donna che mentre cantava questo pezzo sembrava stesse pregando. Ecco il testo:
Sai, la gente è strana prima si odia e poi si ama
cambia idea improvvisamente, prima la verità poi mentirà lui
senza serietà, come fosse niente
sai la gente è matta forse è troppo insoddisfatta
segue il mondo ciecamente
quando la moda cambia, lei pure cambia
continuamente e scioccamente.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo !
un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo!
non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più.
Sai, la gente è sola, come può lei si consola
per non far sì che la mia mente
si perda in congetture, in paure
inutilmente e poi per niente.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo !
Un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo !
Non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più.

“Come un diamante in mezzo al cuore” … che altro ci sarebbe da dire? Quanta luce può dare un diamante messo nel cuore? E noi questo diamante lo desideriamo più di ogni altra cosa! Ma Gesù lo è davvero per noi e per ciascuno di noi, e noi dovremmo esserlo per gli ogni altro.
Vorrei dedicare questa meditazione a tutti i preti, a tutti gli uomini e donne che sono “diamanti nel cuore di tutti”, a quei cristiani che nel loro esserlo ci mettono ogni battito di pensiero e di cuore.
Gente, i preti soprattutto, che sono “l’ultima mano tesa” prima della disperazione in momenti tragici nella vita di tutti, giovani e adulti.
Gente che incontri, magari per caso, che però riescono a riempire i “buchi nel cuore” anche solo con un sorriso.
Gente che è capace di sfondare ogni diffidenza e pregiudizio, ogni dolore o rabbia.
Gente che, quando la si incontra, ci si rende conto che il sole splende ancora e nonostante tutto.
Gente che crede e celebra nella vita ciò che crede.
Non è solo un modo per scatenare emozioni, ma sono parole – queste – che ognuno di noi al solo sentirle ricomincia a sognare, ricomincia a desiderare e – nello stesso tempo – potrebbe sorgere anche il desiderio di diventare così. Perché no? Perché non tentarci? Quando si è “diamanti nel cuore di ogni altro” significa che il “diamante” esiste nella nostra vita, esiste in noi, un diamante – quindi – non incastonato come una pietra qualsiasi, ma nato e formato con noi stessi e con ogni nostra fibra . Un cuore di pietra diventato cuore di carne e poi diamante lucente (e per “cuore” si intende “cuore” come essenza di ogni uomo).
Questo è quel Gesù uomo che ha camminato per le nostre strade e per la nostra vita, quel Cristo Re dell’Universo”, lo stesso re che sarebbe stato il primo Adamo se solo avesse amato come il Creatore gli aveva infuso nel cuore: re e signore di ogni creatura … ma non di un altro uomo di cui poteva essere solo “fratello e amico”.
Gesù è il nuovo Adamo, l’ “uomo nuovo”, Colui a cui dobbiamo tendere tutti. Ma è strano che  è accostato – a distanza di una settimana – dalla “donna perfetta e preziosa più delle perle” … la nuova donna, Maria.
In noi abbiamo amore infuso da Dio Padre e Creatore e la Nuova Creazione è plasmata da questo “amore” ed ha avuto – di nuovo – inizio da Maria e da Gesù … Questa “nuova umanità” si chiama – credo – Regno di Dio e quella Chiesa Universale fatta di uomini che si accompagnano e crescono, che vivono avendo come unico “fine” quello della pienezza umana come Gesù è stato.
E’ straordinario come questo rimando (secondo me) a Maria domenica scorsa, e di Gesù Cristo Re dell’Universo siano posti come sentinelle all’ingresso dell’Avvento.
Sembra, non la nostra attesa , ma l’attesa che Dio stesso ancora una volta pone in noi.
E’ bello pensare che ognuno di noi è “un’attesa di Dio”, è coinvolgente e convincente più di ogni altra cosa esser consapevole che c’è un Padre lassù (o dove sia) freme come un padre terreno mentre attende che in quella mangiatoia, oltre a Suo Figlio, ci possa nascere (o rinascere) un’altro figlio.
Porte dell’Avvento sono Maria e Gesù … porte generate da Dio e che lasciano sul mondo e nel mondo il segno della capacità di “generare” e “rigenerarsi”.
Il modo di tale “generazione” non passa attraverso la teologia o chissà quale altra scienza, eh! no, passa dalla Onniscienza di Dio, dalla co-scienza di essere vincolati da “carne” a Dio e non solo da “spirito” … l’Onniscienza dell’amore divino … un amore che è davvero scienza infusa e scienza di vita che tutto capisce e tutto vede, che tutto ama e fa di ogni dolore il proprio dolore, di ogni vissuto il proprio vissuto.
Noi attenderemo Dio che si incarna nel Figlio, ma Dio attende che noi ci incarniamo nel Figlio ed il mondo attende questi figli, attende ognuno di noi. Stiamo tutti attendendo, è vero, ma sono certa che qualcuno (come la gente a cui ho dedicato questa meditazione) ha già esaudito l’attesa di qualcuno d’altro e sicuramente l’attesa di Dio e l’ansia di Gesù.
Il Regno di Dio è questo, “solo” questo: il cuore dell’uomo, la sua vita nell’amore assoluto e nella giustizia, il suo pensiero illuminato dall’Onniscienza divina, la sua generazione a vita nuova già qui sulla terra. “Solo” questo è il Regno di Dio, come tutto il vangelo parla, come Gesù ha fatto.
Tutta la Bibbia, dalla prima parola all’ultima, parla di quanto Dio si “inquieti” per i peccati “contro l’uomo”; quanto si addolori per il male che si fanno gli uomini, quanto si “sbatta” per porre all’egoismo e all’egocentrismo, quante se ne inventa questo Dio pur di portare la propria creatura – che è autenticamente “figlia” amata intensamente – a ciò che dovrebbe essere e per il quale è stata creata. In tutta la Bibbia sembra quasi che Dio non si scaldi per nulla quando è Lui a venire insultato, ma si scalda eccome quando sono i suoi figli più deboli ad esserlo (e mi si passi il termine “scaldato”).
E Gesù è Figlio di tale Padre e come il Padre non muove un dito se viene insultato ed ucciso, ma muove tutto se ad essere insultati ed uccisi – anche solo nella speranza – sono le persone umane.
Non c’è dubbio che tutti vorremmo incontrare una Persona così (su questo concordano anche gli atei), non si pone in discussione il fatto che “Gesù ci vorrebbe anche oggi” … ma forse non abbiamo capito che Gesù è stato il primo … ed ora tocca a noi esserlo nel poco o nel molto  (non ha importanza la misura ) … è importante esserlo per gli altri … e poi sarà come un buon virus che entra dove niente più potrebbe entrare per troppe delusioni e troppo dolore. Il Re dell’Universo è finito in Croce per salvarci, il Re dell’Universo non è stato un Re che ha chiesto sottomissione ed adorazione che ha sempre dirottato al Padre, il Re dell’Universo non ha imposto leggi se non quelle – assurdo davvero – dell’ “umanità” , di quel sentimento di partecipazione che – piaccia o meno – ci disturba ogni volta che guardiamo solo a noi stessi.
Un Re dell’Universo che è solo il Figlio perfetto nell’amore, l’unico erede dell’Universo … erede e signore di un universo che non tiene per sé ma che desidera ardentemente condividere con ogni fratello uomo.
Una grande tensione d’amore della Trinità tutta e tutta proiettata in noi affinché noi la proiettiamo nel prossimo … e in qualsiasi prossimo.
E poi si potrà anche sbagliare, certo, ma è meglio sbagliare agendo per passione d’amore che non stare fermi ed immobili per paura di sbagliare e di “perdere la faccia” con Dio … ed anche con gli uomini.
Chissà se da oggi io riuscirò davvero a vivere un Avvento come “attesa di Dio in noi” e non solo “mia attesa di Dio” … credo che sarà inevitabile per me e spero che lo sia per tanti.
D’altra parte un Re dell’Universo così ha atteso sì, ma ha “atteso al desiderio del Padre” … quindi – per quanti l’hanno capito – cerchiamo di non “disattendere” le aspettative di Dio!
Ancora oggi Gesù Cristo Re dell’Universo indica sempre e comunque il Padre ed il Suo Regno … di uomini, il Regno più vasto ed immenso che si possa pensare.
Festa che chiude l’Anno liturgico, ma apre alla Vita completa, piena e perfettamente incarnata.
Esiste forse una Teologia di Dio? Credo proprio di sì, credo proprio che sia la Teologia di Gesù, Teologia della strada e di tutti i giorni! D’altra parte essere uomini come Gesù è un autentico miracolo, comunicare come Gesù è un altro autentico miracolo … e ce la possiamo fare, ce la possiamo fare davvero!

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