Accadde a Tunisi, il 22 Novembre 2008…

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Per un giorno Tunisi è stata capitale dell’ecumenismo.

Da Tunisi, 22 Novembre 2008. (Giacomo Fiaschi)

Sabato 22 Novembre, a Tunisi, ha ricevuto la consacrazione episcopale il rev. Bill Andrew Musk, della chiesa episcopale anglicana.
Nulla di eccezionale? Non è proprio così: la consacrazione è avvenuta, alle 10 del mattino, nella chiesa cattedrale cattolica. Officianti la cerimonia il Vescovo Mouneer Anis, presidente della provincia anglicana di Gerusalemme e del Medio Oriente, e Vescovo della Diocesi d’Egitto del Nord Africa e del Corno d’Africa, il Vescovo ausiliare Derek Eaton e il Vescovo della regione del Corno d’Africa Andrew Proud. Con loro hanno officiato il Vescovo di Gerusalemme Suheil Dawani, quello di Cipro e del Golfo Michael Lewis e Azad Marshall, Vescovo della diocesi dell’Iran.

Hanno assistito alla cerimonia il Vescovo cattolico di Tunisi Maroun Lahham e il Vescovo greco-ortodosso Alexios Metropolita di Cartagine.

La piccola chiesa anglicana di St. George, nei pressi Bab El-Kahdra, non avrebbe potuto contenere neppure un terzo dei fedeli presenti nella Cattedrale Cattolica. Per questo motivo Mons. Maroun Lahham ha non solo concesso l’uso della chiesa, ma ha assistito, insieme con il vescovo greco-ortodosso, a tutta la cerimonia.

Erano presenti, fra i fedeli, anche alcuni cattolici che, come me, hanno potuto recitare il “credo” con le stesse parole con le quali lo recitiamo dopo la liturgia della parola.
Il clima è stato quello della gioia e della fraternità fra credenti nello stesso Signore, di cui oggi si celebra la solennità di “Re dell’Universo”.

La consacrazione episcopale
La consacrazione episcopale

Non credo esistano precedenti di un episodio simile: Tunisi è stata, sabato 22 Novembre 2008, la capitale dell’Ecumenismo.
Senza confusioni, senza proclami, senza esibizionismi.
Un ecumenismo vero, vissuto con semplicità, e soprattutto nato da un gesto di fraterno affetto e simpatia per i fratelli anglicani che avevano bisogno di una chiesa più grande per poter celebrare questa cerimonia senza costringere più della metà dei fedeli a rimanere fuori dalla piccola chiesa di St. George.

Monsignor Lahham e Alessandro di Cartagine assistono alla cerimonia
Monsignor Lahham e Alexios Metropolita di Cartagine assistono alla cerimonia

E’ questo l’ecumenismo che convince di più: darsi una mano senza far troppi discorsi. Ed è, questo episodio, significativo di quello che l’ecumenismo vero dovrebbe esprimere: l’unione per il bene.
“Li riconoscerete dai loro frutti”. Con queste parole, nella sua infinita intelligenza, Nostro Signore non solo ci ha indicato come si fa a distinguere fra veri e falsi profeti, ma ci ha anche messi in condizione di progettare il nostro “esser profeti” in modo serio, senza complicate teorizzazioni, che servono, il più delle volte, a dividere i fratelli dai fratelli. Unirsi per offrire il frutto dell’amore sia a chi di questo amore ha bisogno per sopravvivere, sia a chi, pur non avendo problemi di sopravvivenza, sembra aver smarrito la strada per tornare a casa.

Il novello Vescovo anglicano con i confratelli
Il novello Vescovo anglicano con i confratelli...
... e con la Gentile Signora.
... e con la Gentile Signora.

Assistendo a questa cerimonia mi sono sentito orgoglioso di essere cristiano, cattolico apostolico romano. E il segno di pace che ho scambiato con i vicini è stato, questa volta, come una promessa, un impegno reciproco, a portare il nostro piccolo, ma sincero e convinto contributo affinché l’espressione “Ut Unum Sint” possa diventare realtà.

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3 pensieri riguardo “Accadde a Tunisi, il 22 Novembre 2008…

    marta ha detto:
    23 novembre 2008 alle 4:01 am

    Che mearaviglia! Tommaso Moro sarà finalmente contento. Mi sa che sta pegando anche nel Regno dei più. Festeggiare Gesù Cristo Re dell’Universo più di così non si può davvero … per ora. D’altra parte Cattolica significa proprio “universale”.
    Ce n’è davvero da ringraziare il Signore … anche per il tempismo!
    … e grazie alla Redazione che ce ne fa partecipi!!!

    Alessandro ha detto:
    25 novembre 2008 alle 12:20 am

    Che bello tutto questo !!! Avrei voluto esserci, sarà per la prossima volta !!!!!!

    don Virginio ha risposto:
    28 novembre 2008 alle 4:01 pm

    Caro Giacomo,
    conosco bene la cattedrale di Tunisi e sono felice che sia stata la “casa comune” per una nuova ordinazione episcopale per la Comunione Anglicana.
    E’ vero, ci hanno insegnato che in essa non c’è più la successione apostolica.
    Comunque, di fronte al mondo d’oggi in cerca di senso da dare alla vita della umanità, da Tunisi è venuto un grande segno di fraternità, sia pure nelle profonde diversità che esistono nei rappresentanti delle diverse Chiese presenti.
    Vorrei fare un abbraccio al Vescovo latino di Tunisi: sono certo che questo suo gesto sarà come l’omilia migliore rivolta ai suoi fedeli e anche a tutti noi, spesso addormentati in un cattolicesimo molto vicino al fratello maggiore del figliol prodigo.
    don Virginio

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