Thomas Merton, a quarant’anni dalla morte.

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Thomas Merton
Thomas Merton

“La solitudine ha un suo compito speciale da assolvere: approfondire la coscienza di ciò di cui il mondo ha bisogno, lottare contro l’alienazione.
La vera solitudine è profondamente consapevole delle necessità di questo mondo.
Non tiene il mondo a distanza.”
(Thomas Merton)

Il Cav. Dott. Alessandro Grecchi ci invia questa comunicazione, che volentieri pubblichiamo:

Ieri, 10 dicembre, la Chiesa commemorava il quarantesimo anniversario della morte, avvenuta in un Hotel di Bangkok a causa di un banalissimo incidente elettrico, di Thomas Merton, Trappista, mistico, dolcissimo poeta.
Io, che per una settimana all’ anno mi ritiro sempre in un’ Abbazia Trappista in Francia, chiedo a tutti voi una preghiera in suo suffragio, perchè resti sempre viva la notevole eredità spirituale ed ecumenica che ha lasciato all’ umanità.

Hier, 10 décembre, l’Eglise a commémoré le quarantième anniversaire du décès, survenu dans un hôtel a Bangkok à cause d’ un banal accident électrique, de Thomas Merton, Trappiste, mystique, sublime poète.
Chaque année je me retire dan une abbaye trappiste en France et je vous demande une prière, afin qu’il reste toujours vif pour l’entière humanité son héritage spirituel et oecuménique.

Di seguito, dal sito del Monastero di Bose, riportiamo un breve, ma significativo profilo di Thomas Merton:

Alla fine degli anni ’40 e per tutto il decennio successivo Thomas Merton (Prades 1915 – Bangkok 1968), entrato ventisettenne nel monastero trappista del Gethsemani (Kentucky) solo tre anni dopo aver ricevuto il battesimo, è uno scrittore di grande successo, i cui libri vendono in tutto il mondo milioni di copie.Tuttavia, negli ultimi dieci anni della sua vita monastica, hanno luogo alcune esperienze decisive, che lo porteranno sia ad approfondire la propria ricerca interiore che il proprio coinvolgimento nel mondo: l’incontro con la tradizione spirituale dell’Oriente cristiano e con le grandi religioni dell’Asia, la presa d’atto delle grandi contraddizioni che attraversano la società americana e quelle occidentali più in generale, l’intrecciarsi del suo cammino con quello di alcune grandi figure del panorama culturale contemporaneo. Da quelle esperienze, Merton uscirà profondamente trasformato, fino a sentirsi “testimone colpevole” degli eventi della storia, e a raggiungere una profondità e un’eloquenza nei suoi scritti da meritare ancor oggi – e forse ancor più oggi che negli anni ’60 – che se ne parli e si raccolga il significato della sua testimonianza monastica.

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