Combattere la povertà, costruire la pace.

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pacePubblichiamo il testo integrale (scaricabile da qui) del Messaggio di Benedetto XVI per la 42a Giornata Mondiale della Pace 2009, che si celebra il 1° gennaio 2009 sul tema “Combattere la povertà, costruire la pace”, presentato questo giovedì in Sala Stampa della Santa Sede.
Ne riportiamo di seguito un brano significativo: il Papa va ben oltre un semplice richiamo alla pace, e indica quali sono le iniziative concrete che devono essere adottate.
” (…) Un quinto ambito relativo alla lotta alla povertà materiale riguarda l’attuale crisi alimentare, che mette a repentaglio il soddisfacimento dei bisogni di base. Tale crisi è caratterizzata non tanto da insufficienza di cibo, quanto da difficoltà di accesso ad esso e da fenomeni speculativi e quindi da carenza di un assetto di istituzioni politiche ed economiche in grado di fronteggiare le necessità e le emergenze. La malnutrizione può anche provocare gravi danni psicofisici alle popolazioni, privando molte persone delle energie necessarie per uscire, senza speciali aiuti, dalla loro situazione di povertà. E questo contribuisce ad allargare la forbice delle disuguaglianze, provocando reazioni che rischiano di diventare violente. I dati sull’andamento della povertà relativa negli ultimi decenni indicano tutti un aumento del divario tra ricchi e poveri. Cause principali di tale fenomeno sono senza dubbio, da una parte, il cambiamento tecnologico, i cui benefici si concentrano nella fascia più alta della distribuzione del reddito e, dall’altra, la dinamica dei prezzi dei prodotti industriali, che crescono molto più velocemente dei prezzi dei prodotti agricoli e delle materie prime in possesso dei Paesi più poveri. Capita così che la maggior parte della popolazione dei Paesi più poveri soffra di una doppia marginalizzazione, in termini sia di redditi più bassi sia di prezzi più alti.”

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Un pensiero riguardo “Combattere la povertà, costruire la pace.

    don Virginio ha detto:
    12 dicembre 2008 alle 7:22 pm

    Un grande messaggio !
    I Responsabili della terra dovrebbero metterlo al centro dei loro incontri , dove prendono decisioni per affrontare la crisi economica mondiale e trovare così risposte illuminate per risolverla a beneficio di tutti i popoli della terra.
    Mi sembra che guardare sempre all’America come una ” terra promessa” sia molto sbagliato ,anche con l’elezione del nuovo Presidente, considerato l’atteso salvatore della patria e non solo dai suoi concittadini…
    Mi sembra che i “potenti” della terra devono ridisegnare una nuova architettura del ” mondo ,inesorabilmente globatizzato”. Oggi non è più pensabile dividere l’umanità in 1°, 2° 3° mondo. Esiste un solo mondo e in tutte le sue parti deve essere risanato . Finchè ci saranno siti sulla terra dove milioni di persone muoiano di fame in un contesto ambientale senza nessuna risposta ai fondamentali diritti , significa che il mondo non raggiungerà mai, non solo la pace politica , ma la necessaria giustizia sociale.

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