La Meditazione di Natale

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nativitalorenzolotto1Candele in luce

Tutte le quattro candele sono accese, tutto si sono consumate un po’, tutte adesso brillano. Ad una, ad una hanno fatto luce in noi, sono andate a scovare ciò che non andava e l’ha bruciato. Adagio adagio abbiamo dovuto ammettere che avevamo nel cuore un bel po’ di cose sbagliate, delle idee sul Natale che proprio non c’entravano niente con il Natale cristiano. Adagio – perchè tutto insieme ci avrebbe fatto un gan male – abbiamo tolto “riempimenti del cuore” fittizzi, adagio siamo entrati … nel buio. Eh! sì nel buio perchè ci siamo accorti che quella “luce” che pensavamo di avere, così pacifica e calda, così rassicurante non era la Luce vera. Siamo entrati nel buio … e poi è arrivata l’ultima candela, quella che con le altre tre è andata a scovare la verità, la radice di ogni nostro errore. Per alcuni – forse – è stato un colpo, per altri – invece – lo sarà adesso. Ma la Luce chiede verità su se stessi prima di accogliere il Natale. L’ultima candela, quella che brucerà di meno rispetto alle altre perchè non serve tanto tempo per ammetterlo; l’ultima candela a cui nessuno ha prestato attenzione perchè era quella che segnava la fine “dell’attesa” e già faceva respirare aria di festa e aria di “Natale per me”; l’ultima candela ci ha messo – o ci metterà adesso – con le spalle al muro.
Non è vero che noi crediamo pienamente che “nulla è impossibile a Dio”, lo speriamo, lo desideriamo, ma non ci crediamo! Di contro siamo convintissimi che “nulla è impossibile al male” visto che non si ferma davanti a nulla, visto che usa tutte le armi possibili e immaginali, visto come il mondo (piccolo/nostro quotidiano e grande dell’umanità) và.
Manca il fiato, lo so e verrebbe tanto da dire: “Ma non è vero, io ci credo!” … Sicuri? Perchè se ci credessimo davvero non sentiremmo il peso delle delusioni, non ci adegueremmo e neppure cederemmo davanti al prepotente di turno (grande o piccolo che sia). Se ci credessimo non lasceremmo mai perdere, affronteremmo l’amico che sbaglia, prenderemmo posizioni nette (anche se in modo delicato … deciso, ma delicato). Se ci credessimo saremmo trasparenti e spontanei, se ci credessimo non avremmo paura dei confronti, se ci credessimo non ci attaccheremmo alle nostre idee, se ci credessimo non guarderemmo al “Natale per noi”.
Se ci credessimo davvero accoglieremmo con gioia profonda la luce perchè sapremmo di essere nel buio e nell’impotenza totale … e la Luce la può accogliere solo una persona che è stanca di non vedere! La Luce si vede quando è tutto buio, la Luce viene amata quando squarcia il buio per chi vuole vedere (poi … certo ci saranno quelli che per comodità la rifiuteranno la Luce).
Il sole si apprezza dopo la notte, le stesse si vedono solo di notte, il giorno inizia quando il cielo da nero diventa blu scuro e cede il passo ai colori!
La Luce del “nulla è impossibile a Dio” sono tutti i colori che entrano nel cuore e scaldano il pensiero. Quella Luce non ha bisogno di presentarsi con onori da re, perchè se ne riconosce subito la regalità. Quella Luce così ricca e potente chiede la povertà di ogni luce fasulla, chiede la trasparenza totale, chiede il coraggio pieno e chiede la conoscenza sulla pelle più che la scienza sui libri.
Luce potente e Luce discreta … una piccola, ma poderosa luce che incendia adagio adagio (come le candele) tutto il mondo. E’ la potenza di vita che ogni bambino ha, che quel Bambino ha. E’ il Suo sorriso e la Sua determinazione a vivere e a far vivere …. soprattutto a far vivere.
Luce regale che incorona chi la accoglie, Luce di coraggio della bontà (ma quella autentica però), Luce di genrosità, Luce che ci cambia la vista delle cose e della persone, Luce di un qualcosa che noi chiamiamo “amore” e che ben sappiamo che solo Dio può parlare d’amore.
La Luce del “nulla è impossibile a Dio” … proprio nulla. Potenza inaudita che non si preoccupa delle “armature” del potere e della “ragione che il mondo dà”. Splendore supremo pienamente libera da catene umane, obblighi umani, coercizioni umane e splendore che dona libertà … anche quella di strapparsi dal cuore “affetti” (su cose) che rubano l’anima.
E’ probabile che anche Giuseppe e Maria (versione 2008 con la nostra testa e le nostre convinzioni) abbiano dubitato (per una frazione di secondo, magari) di questa “Gloria su ogni cosa” di Dio … “Ma come portiamo il Figlio di Dio e nessuno ci accoglie e addirittura ci respingono? Ma non è ch ci saimo sbagliati?” …. Così ragioneremmo noi! Invece loro no, papà Giuseppe e mamma Maria, no! Si sono presi per mano e hanno sfidato tutto, hanno camminato nella Luce che Maria portava e con Giuseppe amava più della sua stessa vita. Splendidi credenti … e splendido Dio.
Solo una stella è stato lo scettro del Re del Mondo e Re della Luce, solo una stella che, però, han saputo vedere solo quelli che rano al buio o – grandezza estrema – solo coloro che in mezzo a tanta scienza (i Magi) hanno preferito conoscere con i propri occhi fidandosi.
La Luce … siamo chiamati alla Luce e verremo portati alla Luce … se lo vorremo, se la chiederemo … ma quando ci verrà donata, capiremo che non poteva essere un “Natale per noi” … ma un “Natale per …..” … e si romperanno gli specchi dove ci specchiamo in noi stessi e diventeremo diamanti di chi ha nel cuore un Diamante purissimo che riverbera della Luce di nome Gesù
Verremo alla Luce con Dio che esulta e che ancora una volta diventerà Papà.
Questa notte, guardate gli occhi di chi è vicino a voi: se quegli occhi brilleranno più delle mille luci elettriche di cui il mondo si adorna, allora siete vicino ad un nuovo nato, ad un altro Uomo/Donna nuovo. Se invece troverete gli stessi occhi di prima … non disperate ci sarà ancora Natale e ci sarà ancora la culla della Luce, la culla di Dio che attende. Ma dopo esservi guardati in giro, auguro a tutti che veniati abbracciati con affetto … perchè quella Luce ha questo potere: di riunire un’umanità strappata e divisa dal male. E sarà il successo di Dio … sarà l’ennesima vittoria della sua possibilità nell’impossibilità devastante dell’umanità schiavizzata da se stessa. Sì, da se stessa, perchè ogni forma di “buio” vince quando obbliga a chiudere gli occhi perchè è perfettamente inutile tenerli aperti.
Quanti “verranno alla luce” questa Notte della Vita? Non lo sapremo mai, ma di certo ci saranno e quelli che già ci sono saranno quelli che correranno loro incontro.
Allora, benevenuti alla Luce ai neonati dell’ “Uomo nuovo” e buon compleanno agli altri … e grazie a Dio che continua a giocarsi per noi, che continua ad attendere di diventare ancora Padre.

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4 pensieri riguardo “La Meditazione di Natale

    marta ha detto:
    24 dicembre 2008 alle 2:54 pm

    Buon Natale alla Redazione e a don Virginio!!!

    Redazione ha risposto:
    24 dicembre 2008 alle 5:40 pm

    Buon Natale anche a te, Marta, e al’autore della “Meditazione” che, con le sue riflessioni, ci accompagna sempre con amore nell’esplorazione dei tesori della fede.

    don Virginio ha detto:
    25 dicembre 2008 alle 10:34 pm

    Ho appena terminato la terza S.Messa ( 21,15) all’Eremo.
    La Cappellina era strapiena, così era stanotte e alle ore 11 la grande chiesa romanica del Castello di Rivalta.

    Il s. Natale porta un po’ tutti verso il Signore…
    quanta responsabilità sento come ultimo dei pastori della Chiesa…
    Sta a noi … a chi, episodicamente viene da noi, o ci incontra per caso… o ci passa accanto, sta proprio a noi sapere comunicare un pò della luce che è Gesù.
    …povero me!

    Auguro a Giacomo e ai suoi, cui devo un’antica amicizia ogni bene con animo davvero grato.
    Grazie anche a Marta, sorella del nostro Focolare, perchè la sua vita porti tanto fuoco dello spirito dove vive e a coloro che incontra.
    Auguro a tutti coloro che si avvicinano a questo grande Focolare “amici di don Virginio” di essere portatori di luce e di amore nei giorni della loro vita.

    Non si spenga mai la Luce della Notte santa, il nostro mondo precipiterebbe in un buio mortale.

    d.Virginio

    marta ha detto:
    26 dicembre 2008 alle 12:27 am

    E’ una strana giornata questa ed è come se non avessi mai smesso di pregare da ieri notte. Un pensiero sempre rivolto a Dio con dentro tante persone, una preghiera continua ed interrotta nonostante le innumerevoli cose da fare … Pranzi di Natale altrettanto strani dove atei convinti chiedevano “notizie di e da Dio” e … degli Arcangeli dentro a discorsi che di Dio non avevano proprio niente. Garantisco che è stato un vedere fisicamente come Dio si intreccia fortemente con la vita di tutti i giorni. Ho visto stanchezze gioiose e persino il dramma della morte illuminarsi d’amore. E poi dicono che il Miracolo di Natale non esiste!
    Caro (posso?) don Virginio, la posizione di “ultimo” è la posizione più bella ed importante che il Signore ci potesse indicare. E’ la posizione più luminosa e … sì … potente che ci possa essere. E’ la posizione della libertà assoluta da qualsiasi coercizione culturale, psicologica e personale. Non ci si arroga nulla, non ci si difende … ma si difende; non ci si chiude in se stessi (il nostro tiranno peggiore); non si ha paura dell’accusa e dell’insulto; non si teme la delusione … la libertà dell’ascolto e la libertà di dire e fare semplicente “essendo” ed “essendoci”.
    Caro (e sì, che posso) don Virginio, voi preti, uomini consacrati alla Luce e nella Luce, noi cristiani tutti, ad ogni Natale ci rendiamo conto che aprendo l’udito a Dio lo apriamo anche al prossimo e a “qualsiasi prossimo” anche quello che graffia ed aggredisce.
    L’essere “ultimo” significa essere il primo a capire ed entrare nelle pieghe dell’umanità che spesso – troppo spesso – nasconde la bellezza per timore di esserne derubata e ferita. L’essere “ultimo” significa porci davanti al male con le spalle diritte ed avere il coraggio di guardarlo negli occhi e scoprire che – a volte – nella sua genialità e raffinatezza nasconde la stupidtà, la follia ragionevole del tutto e subito ad ogni costo.
    L’ “essere ultimo” è quella stola che ha sulle spalle, primo segno del Sacerdozio ed è quel grembiule ai fianchi, incollato alla pelle.
    L’essere “ultimo” è il fiato di Dio nei suoi polmoni.
    Grazie a voi e grazie alla Redazione …. e che questo Santo Natale ci stia sempre nel cuore e che per noi ogni giorno che verrà sia sempre “Natale” … anche quando saremo costretti a passare dal Calvario certi che per questo Natale c’è una Pasqua anche per l’umanità.
    Un buon Natale per 365 giorni all’anno e a tutti.

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