Nota a margine. Buon Natale a tutti. Imbecilli compresi.

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“Quem vult perdere Deus dementat”.

Da tanti anni non torno nella mia città: una sempre maggiore intolleranza per i lunghi viaggi, gli anni che cominciano a pesare sul groppone e, infine, le notizie sempre più sconfortanti su un inarrestabile imbastardimento gabellato per multiculturalità, multirazialità e altre “multisciocchezialità” del genere, mi han trattenuto dal prendere un aereo per portare i fiori sulla tomba dei miei cari.
Ma, dopo aver letto questa notizia dal giornale online della mia città, m’è venuta voglia di saltar sul primo aereo e tornare per qualche ora.
Giusto il tempo sufficiente per mandare al diavolo, a chiare note e senza mezzi termini, qualcuno. Ecco la notizia:

Bagarre in Consiglio per il presepe all’ingresso del Comune.

Alcuni consiglieri abbandonano l’aula per protesta.

Prato, 23 dicembre 2008 – Con un’accesa bagarre sono stati aperti stamani i lavori del Consiglio comunale dedicato alla discussione del bilancio di previsione 2009. L’oggetto della protesta era il presepe allestito all’ingresso del Palazzo comunale, contro cui si sono scagliati i capigruppo Massimo Taiti della lista civica Taiti per Prato e Mauro Vannoni di Sinistra per Prato viva.

Taiti ha esordito chiedendo al presidente del Consiglio comunale Daniele Mannocci di poter fare una comunicazione all’assemblea per chiedere “chi avesse deciso di porre un simbolo cristiano e cattolico all’entrata di una sede istituzionale laica come il Comune”. Mannocci ha replicato che in base all’articolo 44 del regolamento comunale sullo svolgimento del Consiglio, le comunicazioni devono essere chieste almeno un’ora prima dell’avvio dei lavori e che è il presidente a poterle autorizzare, aggiungendo che della questione si sarebbe discusso dopo le delibere relative al bilancio.

Da qui è nata la protesta di Taiti e Vannoni, che hanno chiesto di interrompere per qualche minuto la seduta e al diniego hanno ugualmente preso la parola per esprimere le proprie considerazioni: «Il Comune è la casa di tutti i cittadini, cattolici e non – ha affermato Taiti – E se qualcuno volesse allora venire a mettere una statua di Buddha all’ingresso? O se i cinesi volessero esporre il dragone? Dovrebbero essere autorizzati anche altri simboli religiosi oltre il presepe».

«Credo che Prato sia l’unico Comune in Italia ad allestire il presepe – ha aggiunto Vannoni – Oltre tutto è il primo anno che viene fatto: se fosse stata una tradizione o un uso consolidato il discorso sarebbe stato diverso, ma non è così e almeno se ne sarebbe potuto discutere in conferenza dei capigruppo. Invece siamo di fronte ad un atto d’imperio del presidente del Consiglio».

La presa di posizione è stata condivisa anche da Moreno Zazzeri dei Comunisti indipendenti, Tommaso Rindi dei Verdi e Paolo Fattori di Rifondazione comunista, che hanno lasciato l’aula insieme a Vannoni e Taiti. Quest’ultimo ha annunciato che non avrebbe partecipato nè alla discussione nè al voto del bilancio.

Da vomitare.

Mi chiedo come sia stato possibile un simile degrado, una simile caduta di civiltà.

Ma siamo davvero impazziti? Vogliamo lasciare che la barbarie travolga ogni valore, cancelli ogni traccia, distrugga ogni riferimento alla cultura che ha reso grande la nostra civiltà europea? Vogliamo davvero permettere che sia  soffocato nella melma della confusione “multiculturale” il patrimonio artistico che ha accompagnato nel corso dei secoli il progresso civile delle nostre comunità?

Ma attenzione: se siamo sempre più circondati da

  • imbecilli,
  • corrotti,
  • corruttori,
  • esaltati d’ogni fazione,
  • facinorosi e strampalati paladini del nulla,
  • aspiranti faraoni, faraoncini e faraonetti specialisti dello sbafo continuo,
  • fuedatari, valvassori vassalli e valvassini che ci dissanguano con tasse esose iniqui balzelli e infinite gabelle per garantirci
    • una sanità che non funziona,
    • una scuola che fa acqua da tutte le parti,
    • servizi da terzo mondo e scioperi selvaggi che lasciano viaggiatori intere notti abbandonati a se stessi nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti,

la colpa è nostra, e finché continueremo a gratificarli di un voto democratico che li promuove ad amministratori delle nostre comunità dovremo solo recitare il mea culpa.

Ma è Natale e non possiamo dimenticarcene. Auguriamo dunque a tutti ogni bene.
Anche a quei cretini che, illuminati di quando in quando da bagliori di imbecillità, credono di difendere la libertà e la dignità dell’uomo calpestando ogni valore, ogni riferimento alla propria identità, ogni simbolo della civiltà che li ha nutriti.

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