Nota a margine. Da che pulpito…

Postato il Aggiornato il


note1”Mi limito a rilevare che qualcosa in piu’ si poteva fare, dato che quei soldi la chiesa li riceve comunque dallo Stato. Ognuno, secondo me, dovrebbe tornare a fare il proprio mestiere e la Chiesa il suo lo fa molto bene, ma qualche volta sembra voler investire un po’ troppo su operazioni di mera immagine”. Lo dice in un’intervista alla Stampa il ministro per la Funzione pubblica, Renato Brunetta riferendosi al fondo di un milione di euro che la diocesi di Milano ha annunciato di voler costituire a favore delle famiglie in crisi.

E noi che credevamo che quei soldi la Chiesa li ricevesse da quei cittadini italiani che liberamente hanno scelto di destinare l’otto per mille…

E’ il nuovo stile del laicismo più becero e sguaiato: si sferrano attacchi surrettizi alla Chiesa e ai cattolici facendo seguire a premesse ipocritamente laudative conclusioni velenose e critiche inviperite, come questa del Ministro Brunetta, che sostanzialmente c’infanga dell’accusa d’ “investire un po’ troppo su operazioni di mera immagine”.

Sarebbe troppo facile invitare il Signor Ministro a riflettere, piuttosto, su quanti soldi pubblici vengono spesi per pubblicizzare, a volte in modo assai discutibile, le gesta dei politici. In particolare su quelli investiti -a spese dei contribuenti- per campagne elettorali hollywoodiane, vere e proprie kermesses di nani ballerine saltimbanchi e giocolieri d’ogni schiatta. Che proprio da costoro ci arrivino lezioni circa la moralità dell’investimento su operazioni di mera immagine è un vero e proprio insulto alla nostra intelligenza.

brunetta1

Vorremmo rammentare al Signor Ministro della Repubblica Italiana (fondata sul lavoro) che attribuire allo Stato (che in questo caso è semplicemente esecutore della volontà dei cittadini) la titolarità di un gesto che non è suo, equivale ad una vera e propria indebita appropriazione. E se anche, per la verità, siamo abituati ad uno Stato che  si mangia, da anni ormai, praticamente tutto quel che gli càpita sottomano, a prescindere dal fatto che il governo tocchi ai rappresentanti di destra, sinistra o centro destra o centro sinistra, questa volta sembra che la lancetta punti diritta verso il basso.
Questa appare la vera novità della politica italiana dei nostri giorni.

C’è da sperare che, prima o poi, noi cattolici cominciamo a darci da fare per inviare diritti in parlamento i ragazzi migliori dei nostri oratori. A loro potremmo chiedere di impegnarsi davvero e sul serio, prima di tutto, a far passare una legge che attribuisca ai parlamentari uno stipendio pari alla media degli stipendi del popolo che essi rappresentano. Sarebbe il primo passo per far piazza pulita di bellimbusti e affaristi ai quali non farebbe certamente più gola un “posto” ridiventato davvero “onorevole”.

Sarebbe davvero bello svegliarsi una mattina e scoprire che a governare il nostro paese c’è un giovane di vent’anni. I danni che potrebbe fare sarebbero certamente inferiori a quelli che fanno gli attuali ultrasettantenni: un ventenne rischierebbe, quando sparasse stupidaggini, di esser preso a calci nel sedere dai suoi coetanei molto più di quanto non rischiano i nostri arzilli faraoni, vicefaraoncini e sottofaraonetti rimpomatati, rimessi a lucido, pettinati più o meno bene, è vero, ma vestiti sempre a festa.

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