Te Deum Laudamus…

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tedeum

L’Autore della Meditazione ci fa dono, oggi, di questa riflessione di fine d’anno: Te Deum…

Vorremmo tranquillizzare, innanzi tutto, fra i nostri lettori più giovani, quelli più attenti all’ortografia. Non si tratta d’un errore: è proprio così: “Te Deum”, e non “The Deum”. E’, infatti, latino (quella vecchia lingua -morta per giunta- che s’insegnava, tanto tempo fa, sin dalle scuole medie), e non inglese, l’inizio o incipit (rieccolo…) dell’inno di ringraziamento che tradizionalmente si canta nelle chiese l’ultimo giorno dell’anno per ringraziare Dio. Lo riportiamo, con una traduzione in volgare (anche qui tranquilli: non si tratta d’un insulto, bensì dell’aggettivo abitualmente usato nel linguaggio liturgico per indicare la lingua parlata dal “vulgus” ovverosia dal “popolo”). Grazie all’Autore della Meditazione: a lui e tutti un caloroso, sincero e fraterno augurio di Felicissimo Anno Nuovo!

Così si canterà nelle nostre chiese questa sera.
Un’altra notte diversa da tutte le altre, un’altra notte di attesa e di nascita, un’altra notte piena di speranza.
A ben vedere non è diverso il sentimento del cuore che anima la notte di capodanno e la notte del Natale: in ambedue i casi tratteniamo il respiro attendendo un “miracolo”, attendendo di vedere la “possibilità di Dio sull’impossibilità totale”. Miracoli grossi e miracoli piccini, miracoli spirituali e miracoli materiali e – anche – miracoli sciocchi a volte.
Notti in cui il “miracolo” è di casa, notti in cui “rompiamo” ogni indugio a credere ciò che fino a poche ore fa non cpensavamo di credere.
Notti del desiderio di Dio e desiderio dell’uomo.
Notti (le nostre notti) in cui viene desiderata la Luce perchè non ce la facciamo più ad essere “ciechi”.
Notti (le nostre notti) che costringono a guardare le stelle … Già le stelle, promesse nella notte che il sole esiste, che il giorno ritornerà.
Notti dove l’uomo o rientra in se stesso proiettandosi verso il Creatore … anche quando la maggior parte delle volte manifesta questa tensione con espressioni totalmente umane.
E’ una gioia pazza quella di questa notte, è una gioia “esplosiva” che travolge tutti … come solo un miracolo pùò travolgere.
Non so se è un caso, oppure è stato fatto apposta, ma ci si rende conto che tra Natale e Capodanno passano esattamente 7 giorni.
I 7 giorni della Creazione!
Ed il 7° giorno Dio si riposa e contempla il Suo lavoro e l’uomo contempla il Suo creatore.
7 giorni da Natale a Capodanno!
Allora potrebbe essere vero quello che ho sempre dubitato: ogni anno veniamo “ricreati”. Allora potrebbe essere vero che il buon Natale dovrebbe tradursi in “buoni DA Natale”!
L’Uomo Nuovo è nato ed il mondo nuovo riprende energia e l’Umanità nuova riprende vigore e vita.
7 giorni di Luce piena, 7 giorni pieni di Spirito generatore, 7 giorni carichi di speranza così illogica e poco razionale, 7 giorni che esplodono nella lode della notte di Capodanno quando il sole tramonta.
E sarebbe bello che nessuno – per una volta – pensasse che l’anno passato è stato “brutto e pesante” (lo è, certamente che lo è; e per qualcuno lo sarà stato addirittura tragico) per il solo fatto che è stato un anno ricco di possibilità alcune accolte ed altre no.
Sarebbe bello che non buttassimo tutto alle spalle per dimenticare – o meglio – sarebbe bello sforzarci di trovare l’infinità di cose belle che – magare – una sola tragedia ci ha fatto scordare.
Sarebbe bello non arricciare il naso di fronte alle difficolta evidenti a livello mondiale e pensare invece che tutto il negativo visto e patito serve – almeno – per sapere quello che dobbiamo tutti evitare.
Sarebbe bello capissimo che anche dentro cose drammatiche e pesanti da sopportare (anche individualmente e pensiamo alle morti di persone care) c’è pur sempre una Luce di bellezza – ad esempio – quella di aver scoperto persone profondamente amiche che sanno tradurre con la presenza quel termine così “vago” che si chiama “amore”.
Sarebbe bello che, insieme alla bottiglia di spumante, stappassimo anche il nostro cuore. Togliessimo quel tappo che comprime nella delusione o dalla paura di essere delusi; quel tappo che opprime ogni desiderio buono e generoso; quel tappo che si chiama “io” per farlo diventare un fiume in piena del “noi”.
Te Deum Laudamus … sì, cantiamolo con la vita per ogni giorno passato – bello o brutto che sia – e per ogni giorno che verrà.
Te Deum Laudamus … cantiamolo con la vita di ogni giorno che verrà perchè quel giorno non ci caschi addosso come “già fatto”, ma come giorno tutto da inventare come il Signore ci ha indicato mettendoci come “signori e custodi” del Creato e del tempo che pure rimane di Dio, solo di Dio.
Te Deum Laudamus … cantiamolo con un tale sorriso nel cuore che chiunque ci incontrerà … imparerà a sorridere.
Te Deum Laudamus … e noi umanità riposeremo nella pace e nella gioia con il Padre Creatore.
Te Deum Laudamus … ed il Prologo di San Giovanni potrebbe subire una piacevolissima sorpresa … perchè qualcuno ha accolto la Luce, finalmente, la Luce viene accolta.
Te Deum Laudamus … e Luce sarà di tutti i popolo, di ogni gente e di ogni credo.
Te Deum Laudamus … e finalmente ogni uomo capirà che per amare Dio è necessario passare prima dall’accoglienza dell’altro.
Non vi prometto gioie e soddisfazioni, non vi prometto successo … ma vi garantisco un cuore di carne … un nuovo cuore che è lo stesso di quello di Dio. Un cuore nuovo che non si ferma a Natale o a Capodanno, ma un cuore che non ritornerà mai più indietro e sempre correrrà nella Luce della Verità e del bene con la coscienza che nessuno può conoscere il male tanto vario è, ma tutti conosciamo il Bene perfetto perchè l’abbiamo scritto nel cuore e – per i cristiani – perchè l’hanno “visto, ascoltato, inteso” in Gesù Cristo. Da questa notte per ognuno di questi con un cuore nuovo il peccato non sarà “fare il male”, ma “non fare il bene”.
Ed ora …. auguri a tutti … ma un augurio di anni che mai finiscono e che sempre iniziano. Così và la Creazione …

Il Te Deum

Latino
Te Deum laudamus:
te Dominum confitemur.
Te aeternum patrem,
omnis terra veneratur.

Tibi omnes angeli,
tibi caeli et universae potestates:
tibi cherubim et seraphim,
incessabili voce proclamant:

“Sanctus, Sanctus, Sanctus
Dominus Deus Sabaoth.
Pleni sunt caeli et terra
majestatis gloriae tuae.”

Te gloriosus Apostolorum chorus,
te prophetarum laudabilis numerus,
te martyrum candidatus laudat exercitus.

Te per orbem terrarum
sancta confitetur Ecclesia,
Patrem immensae maiestatis;
venerandum tuum verum et unicum Filium;
Sanctum quoque Paraclitum Spiritum.

Tu rex gloriae, Christe.
Tu Patris sempiternus es Filius.
Tu, ad liberandum suscepturus hominem,
non horruisti Virginis uterum.

Tu, devicto mortis aculeo,
aperuisti credentibus regna caelorum.
Tu ad dexteram Dei sedes,
in gloria Patris.

Iudex crederis esse venturus.

Te ergo quaesumus, tuis famulis subveni,
quos pretioso sanguine redemisti.
Aeterna fac
cum sanctis tuis in gloria numerari.

Salvum fac populum tuum, Domine,
et benedic hereditati tuae.
Et rege eos,
et extolle illos usque in aeternum.

Per singulos dies benedicimus te;
et laudamus nomen tuum in saeculum,
et in saeculum saeculi.

Dignare, Domine, die isto
sine peccato nos custodire.
Miserere nostri, Domine,
miserere nostri.

Fiat misericordia tua, Domine, super nos,
quem ad modum speravimus in te.
In te, Domine, speravi:
non confundar in aeternum.

Volgare
Noi ti lodiamo, Dio,
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre,
tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo
il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli
e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella lode;
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio
e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria,
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre
per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte,
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre.
Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore,
che hai redento col tuo Sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria
nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore,
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo,
lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore,
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia:
in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore,
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza,
non saremo confusi in eterno.

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3 pensieri riguardo “Te Deum Laudamus…

    don Virginio ha detto:
    31 dicembre 2008 alle 10:23 am

    Buon Anno a Voi , Giacomo, sig.ra Rosaria e Giovanni !

    Il 2009 sia un tempo , ripieno di serenità, dove siano accolti i desideri del vostro cuore.

    Grazie per la vostra amicizia , così vera e concreta !

    Anche per questo benedico con Voi il Signore.

    Buon 2009 a tutti coloro ( e sono umerosissimi) che bussano a questo Focolare,
    sempre acceso dall’impegno non solo culturale di Giacomo .

    don Virginio
    dall’Eremo di s.Stefano Lodigiano

    Giacomo ha risposto:
    31 dicembre 2008 alle 5:50 pm

    Grazie Don Virginio! E tanti, sinceri auguri anche a lei! Che il Signore la sostenga sempre nella sua missione di carità e di verità, che da tanti anni la vede in prima linea nella tesimonianza del Vangelo.
    Nessuno dimentica come la porta della sua casa, sempre aperta a tutti quelli che cercano luce, conforto e speranza, ha rappresentato da tanti anni, e continua a rappresentare oggi, una mèta, un riferimento, un segno della presenza dell’amore di Gesù per tutti gli uomini.
    Giacomo, Rosaria e Giovanni

    marta ha detto:
    31 dicembre 2008 alle 8:51 pm

    Posso?
    … Auguri a tutti!!!!

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