FACCIAMO UN TRATTO DI STRADA INSIEME!

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rivalta4Foglio formativo e informativo per i parrocchiani di s.Martino Vescovo a Rivalta.
6 Gennaio 2009 N°.1

Ritengo un particolare dono del Signore compiere questo piccolo servizio con Voi. E’ già passato oltre un mese e vorrei farvi questa domanda:

«CHE COSA E’ PER VOI DI RIVALTA LA PARROCCHIA ?»

Vi dico quello che la parrocchia è per me:

La parrocchia è la presenza di Cristo operante attraverso il ministero dei suoi preti, sacerdoti e pastori. Il sacerdote-pastore è tenuto a precisi doveri: né può rifiutarsi poiché s’è dato, è a disposizione di tutti. È uno che ha detto al Signore: Io andrò a rappresentarti, e cioè a ripetere quello che tu hai compiuto ed insegnato, a dedicarmi agli altri. Il sacerdote-pastore ha assunto la responsabilità delle anime che compongono una comunità; del suo amore e dell’ansia del suo animo zelante egli fa un elemento catalizzatore e unificatore. Il sacerdote-pastore è incaricato di rendere famiglia l’intero popolo che abita in una determinata zona.

Si tratta, in sostanza, di una manifestazione sublime della carità. Se si cerca l’espressione della carità di Cristo nel mondo, basta guardare il sacerdote dedito alla vita pastorale. Gesù ha proclamato: non c’è amore più grande che dare la vita per gli altri. Ebbene ogni sacerdote è un immolato pronto a offrire la propria vita per il prossimo.

La parrocchia ha nel sacerdote la sua guida ma è fatta per tutti. Ricordatelo: è per voi, per ciascuno di voi; nessuno è dimenticato, tutti, invece, sono chiamati per nome, nessuno può rimanere assente.

E da ultimo, se è vero che la parrocchia è per tutti, non manchi il convincimento che essa è anche fatta da tutti, non solo dal sacerdote. Ciascuno è membro, ciascuno è parte, ciascuno è pietra viva di questo Chiesa .

Nessuno può essere passivo, egoista; nessuno può restare assente o isolato. Occorre vivere in comunità e in carità: bisogna cioè portare non una presenza, sovente stentata, talvolta irregolare, melanconica, diffidente, bensì una presenza convinta, operante, non fosse altro che per unirsi alla Comunità quando la stessa orazione è il migliore invito a pregare insieme e a lavorare insieme per il Regno di Dio.

Ricordate, il Concilio Ecumenico ha cercato la maniera di dissigillare le tante labbra mute del popolo, che non può più rimanere silenzioso e indifferente, ma deve aprire la sua anima, effondere i suoi sentimenti, i suoi dolori, le sue speranze, e far proprie le parole divine che vengono a beatificare e santificare il suo spirito. In ciò s’avvera il concorso che ognuno può dare alla parrocchia nell’intento di capire e pregare bene; d’essere un Cuor solo ed un’anima sola.

d.Virginio

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