Nota a margine. Avere un’Anima Universale non potrebbe essere una vera ricchezza?

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note1Quando si ha la fortuna di collaborare con una persona di valore bisogna ringraziare Dio mille volte.
E’ quello che mi son detto mentre leggevo l’articolo di Don Virginio su Anima Universale.
Con poche, coraggiose, spontanee (ma non certo superficiali) parole ci ha dato una bella lezione di autentico ecumenismo.
Quello vero, fondato sulla solidarietà immediata e fattiva verso chi ha bisogno del nostro aiuto e non può permettersi il lusso di aspettare i tempi epocali delle riconciliazioni in pompa magna.
Di fronte al dolore, alla sofferenza, alle necessità impellenti di chi è ammalato e deve essere curato subito e non domani, di chi è bambino e deve essere accudito adesso e non quando la sua infanzia negata lo avrà gettato inesorabilmente nelle braccia dell’odio: da come si comporta di fronte a tutto ciò si riconosce chi ama Dio e il prossimo suo e chi, al contrario non ama né Dio né il prossimo. Si riconosce senza rischio di sbagliarsi, insomma, chi ha preso sul serio le parole di Gesù, che ci ha detto che in questi due comandamenti c’è tutta la legge e i profeti, e chi no.
Io non ho mai avuto l’occasione di conoscere personalmente Roberto, ma so che alle suore di Madre Teresa di Calcutta che qui in Tunisia si occupano della sopravvivenza dignitosa degli anziani italiani indigenti e soli, è arrivato il segno, discreto e concreto, della sua solidarietà.
Forse per quei cattolici che girano con il Denzinger in tasca può anche risultare difficile accettare una lezione di cristiana carità da parte di Roberto Casarin. Per me la sua amicizia e la sua stima sono un onore. E non mi si venga a dire che qui che lì che sotto e che sopra: tutte le volte che scendo sotto casa a far visita alle anziane ospiti delle suore di Madre Teresa penso con affetto e con riconoscenza a quel suo gesto, così immediato e spontaneo.
E so con certezza che è stato un gesto suggerito dall’amore per Dio e per il prossimo.
Se il mio fratello Roberto è, dunque, “fuori” dalla Chiesa Cattolica mi domando dove dovrebbero essere messi tutti quelli che da “dentro”, non muovono un dito per aiutare chi soffre.
Si può discutere su ogni cosa, e nessuno è perfetto a questo mondo. Ed è un sacrosanto diritto e dovere dei Pastori del gregge governare con saggezza il popolo di Dio affinché non si perda nel cammino che porta alla salvezza. Ma, per carità di Dio onnipotente e santissimo, lo facciano con un minimo di rispetto per il gregge! Siamo pecore si, ma non pecoroni! Come si può accettare che venga messo fuori dalla Chiesa cattolica chi esprime, in modo sia pure discutibile quanto si vuole ma sempre in assoluto e devotissimo omaggio ai simboli della fede, una religiosità un po’ fuori dalle regole? E suvvia, cari Pastori, un po’ di pazienza e anche un zinzinino di tolleranza non guasta, no? Magari cerchiamo di parlarne un po’ a fondo, si, ma sempre con calma e tenendo, comunque, sempre aperta la pagina del Vangelo dove c’è scritto qualcosa a proposito dell’amore di Dio e del prossimo e chiudendo il libro del codice di diritto canonico, che in casi del genere mi par proprio che non valga la pena neanche di rammentarsi che esiste.
Se proprio vogliamo ricordarcene, allora facciamolo tenendo anche presente il fatto che, se oggi la Chiesa ha chiesto ufficialmente scusa per qualche sgarbo del passato, questo è avvenuto proprio perché forse a qualcuno premeva di più far valere le ragioni del diritto canonico che quelle del Vangelo. Ma c’è da capirlo: a forza di leggere con un occhio di qua e uno di là c’è sempre il rischio di rimanere un po’ orbi e di far qualche pasticcio.
Sempre con tutto l’affetto e il rispetto per i Pastori mi chiedo come si possa, in un contesto generale come il nostro nel quale signoreggia lo spiritismo, si moltiplicano le sètte sataniche e sempre più gente si rivolge a pizie chiaroveggenti pitonesse indovini cartomanti maghi e sibille, prender provvedimenti così drastici nei confronti di chi si esprime in modo magari un po’ anomalo rispetto alle norme liturgiche, ma pur sempre con affetto e devozione verso Dio, i Santi, la Vergine e Nostro Signor Gesù Cristo.
Visto che a nessuno di lor reverendissimi signori è saltato in mente di censurare il comportamento di chi s’autoproclama “critico liturgico” mettendo la S. Messa sullo stesso piano d’un varietà televisivo, non sarebbe meglio darsi un pochino più da fare per cercare di levarsi di tra i piedi chi irride ai sacramenti piuttosto che chiuder la porta in faccia a chi, senza irridere a nulla, esprime la propria religiosità in modo un po’ originale?
Forse varrebbe la pena di esser meno castigamatti con qualcuno e prendere, invece, qualche piccolo provvedimento in più con chi mette in ridicolo Chiesa, Vangelo e Sacra Liturgia, no?
In certi casi verrebbe quasi quasi la tentazione di pensare che certe “chiusure” e certi anatèmi sian dettati più dall’insana paura d’una “concorrenza” che dall’ardore dello zelo. Ma questo è un pensieraccio che allontano subito: cosa che mi guarderei ben dal fare se si trattasse di politica, dove è sacro il motto dell’immarcescibile divo: “a pensar male si fa peccato ma il più delle volte ci s’indovina”.

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14 pensieri riguardo “Nota a margine. Avere un’Anima Universale non potrebbe essere una vera ricchezza?

    marta ha detto:
    23 gennaio 2009 alle 1:08 am

    “Nella Bibbia, Dio ama gli stranieri, aiuta i deboli, vuole che soccorriamo e serviamo in diversi modi tutti gli uomini. L’uomo , invece, e anche la Chiesa corrono sempre il rischio di porsi come assoluti”
    “Dobbiamo imparare a vivere la vastità dell’ “essere cattolico”. E dobbiamo imparare a conoscere gli altri” …. Dio è al di là dei limiti e delle definizioni che noi stabiliamo.”
    (Card. Martini – Conversazioni notturne a Gerusalemme)
    Queste sono solo alcune frasi del magnifico libro del card. Martini, un libro di preghiera direi, un libro che è un cuore libero che si china su tutti e che si pone dentro la Chiesa, ma anche al di fuori perchè sa che Chiesa è un Corpo, è un’umanità unita e compatta nella piena condivisione, com-passione.
    Temo che per arrivare ad un articolo simile, Calibano, abbia avuto delle, diciamo, rimostranze per l’omaggio ad “Anima Universale”. Ma come? Un elogio a chi pone “fuori dal recinto della Chiesa”? Ma siamo matti?
    No, non siamo matti, siamo cristiani, con negli occhi un Gesù appeso ad una croce da chi pensava di avere ogni verità in tasca. Siamo fratelli di Colui che per prima cosa, al di là della teologia, ha parlato di soccorso alle necessità primarie dell’uomo.
    Siamo follemente e stupidamente cristiani, certi che prima di parlare dell’amore di Dio dobbiamo dimostrarlo sui fatti ed immediatamente.
    Ultimamente sento spesso dire in omelie che la “Chiesa non è la Croce Rossa” … Mi inquieto parecchio al sentire queste frasi … perchè la Chiesa E’ UNCORPO SU UNA CROCE E BASTA!!!
    Magari fossimo tutti come cattolici della “Croce Rossa”: alla vista di tanto dolore ci passerebbe la voglia di parlare a vanvera di teologia. La vera teologia è quella insegnata da Gesù per le strade: null’altro.
    Quindi, che ci sia gente “fuori dalla Chiesa” che ama in questo stesso modo di Gesù, di Dio è un’ulteriore prova che la Chiesa è universale e non conosce steccati, posti numerati, ingressi vip, paludamenti ideologici o che altro.
    La Chiesa è un Corpo che ama e che corre verso ogni altro si trovi in difficoltà. La Chiesa è ogni uomo che non si cura di dove sta e quale religione professa, ma percorre la stessa strada che ha percorso Gesù.
    Abbassiamo tutti la guardia, quindi, arrendiamoci all’evidenza che c’è molta più Chiesa fuori la “struttura” che dentro.
    Solo dopo aver assaggiato la sofferenza umana, essersi piegati su ogni tipo di sofferenza e magari essere messi in croce per questo, verremo a conoscenza delle Grandi verità di Dio e capiremo davvero dove c’è la stata la salvezza grazie a Gesù Cristo. Siamo stati salvati dal peccato dell’egoismo, del difenderci e difendere le nostre postazioni (anche quelle ideologiche). Siamo stati salvati dalla tentazione di scappare dalla vita per rifugiarci nei libri (scritti da uomini), siamo stati salvati dalla tentazione di “nasconderci” agli occhi di chi ha bisogno (vuoi mai che chieda aiuto!!!), siamo stati salvati così e per questo, e da questa salvezza, come uomini e donne nuove, rimaniamo al nostro posto e ci facciamo trovare da Dio (non come Adamo ed Eva che si sono nascosti). Non proviamo vergogna per la nostra nudità perchè siamo rivestiti dall’amore universale ed immenso di Dio (solo Dio può parlare di amore, noi possiamo solo sperimentarlo).
    Quindi il mio grazie ad Anima Universale ed è un grazie “perchè ci siete”, perchè – probabilmente – siete quella bella e destabilizzante “fantasia di Dio”. Ridonando Speranza a tanti, incarnate la Carità ed aprite alla Fede.
    Dal mio piccolo non posso dire altro, ma non tollero – nel caso la mia supposizione iniziale sia esatta – che qualcuno “si stracci le vesti” per un riconoscimento più che meritato …
    Grazie anche a Calibano e perdonatemi queste parole “forti”
    Marta

    Calibano ha risposto:
    23 gennaio 2009 alle 9:43 am

    Cara Marta, grazie per questo tuo commento, che arricchisce di nuovi, importanti elementi di riflessione questa mia “nota”.
    Voglio solo precisare, per amor di verità, che non ho avuto notizia di “vesti stracciate”: ho solo cercato di esprimere quello che provo quando ripenso al fatto che nella Chiesa, nella nostra Madre Chiesa, ogni tanto si pongono veti e interdizioni verso esperienze che, nella loro singolarità, manifestano il nuovo, l’inatteso.
    Se qualcuno, poi, si straccerà le vesti, poco male. Da vecchio pratese non mi son mai sognato di reagire con sgomento di fronte agli stracci: con opportuni trattamenti, alcuni dei quali molto energici, si riesce a rigenerare una lana che, se pur di recupero, è sempre buona per farne “coperte da ciuco”.

    marta ha detto:
    23 gennaio 2009 alle 10:17 am

    Grazie a te!

    don Virginio ha detto:
    23 gennaio 2009 alle 1:30 pm

    Anch’io, prete che veniva dal nord, ma primo parroco di Maliseti, località alla periferia di Prato, ho conosciuto quale materia preziosa sono gli stracci per l’industria tessile…

    Al di là delle battute… mi ricordo il saluto di don Sergio Pieri, un pratese doc, che nel 1977 al neo vescovo di Fiesole, diceva: “nel tuo futuro ORTO da coltivare troverai anche pianticelle selvatiche …non trascurarle, monsignore, perchè con esse potrai ricavare medicamenti preziosi o liquori prelibati…” Bellissima raccomandazione!

    Certo …ci vogliono regole. E’ necessaria la chiarezza nella verità evangelica, ma mi piace pensare alla Chiesa come il segno vivente della Civiltà dell’Amore, che Paolo VI leggeva nel futuro dell’umanità.

    Il piccolo apporto che tutti noi possiamo donare accelererà la realizzazione di questa profezia.
    Ecco perchè la Chiesa non può essere vista come la “civitas christiana” collocata sul poggio, ma come una casa aperta a tutti, o come la fontana del villaggio, cui tutti possono attingere “acqua fresca”

    shannan ha detto:
    23 gennaio 2009 alle 7:47 pm

    Conosco Roberto Casarin da oltre vent’anni e sono rimasto assai colpito dalle coraggiose e benevole parole di fratellanza espresse da Calibano nel suo pregevole articolo. Ma non solo… ho apprezzato molto anche le ulteriori riflessioni di Marta e di Mons.Fogliazza.
    A tutti voi il mio sentito GRAZIE che certamente è condiviso da tutti coloro che conoscono la realtà di Anima Universale e magari non navigano sul web.
    Mentre vi leggevo mi è passato davanti agli occhi un passo evangelico, nel quale secondo me vi è condensato lo spirito cristiano, che voi avete descritto magnificamente:

    Giovanni gli disse: “Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demòni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, PERCHÉ NON ERA DEI NOSTRI”.
    Ma Gesù disse: “Non glielo proibite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me.
    Chi non è contro di noi è per noi.” (Marco 9:38-40)

    Un carissimo saluto

    marta ha detto:
    23 gennaio 2009 alle 11:46 pm

    Caro Shannan,
    sono esattamente le parole del Vangelo che guidano il passo di ogni cristiano, sono parole che vengono stampate direttamente nel cuore con molta semplicità e molta simpatia.
    Ho fatto un “giro” nel tuo blog e mi è molto piaciuto il tuo ultimo post.
    Mi piacerebbe tanto (e questo voi di Anima Universale lo fate davvero bene a quanto ho capito) che trattassimo tutti con le stesse cure e premure con cui si trattano i bambini.
    A Gaza ci sono “bambini” sotto le bombe fisiche, ovunque ci sono “bambini” sotto le stesse “bombe” che però non sono armi fisiche: ma sempre “bambini” che soccombono sotto i colpi di una qualsiasi guerra sia essa fisica che ideologica.
    Prendiamoci cura di tutti e nel modo in cui sappiamo meglio fare e ci ritroveremo davvero tutti fratelli, tutti in comunione, tutti riuniti sotto un unico Dio.
    Ciao. Marta

    matoskah ha detto:
    24 gennaio 2009 alle 10:41 am

    Conosco anche io Roberto Casarin da molti anni e nel leggere tutte le cose scirtte in questo articolo ho avuto proprio un brivido di gioia.

    Vorrei ringraziare mons. Fogliazza, Calibano e tutte quelle persone che hanno fatto della propria vita un impegno costante e tempestivo per il prossimo!

    Grazie di cuore

    Silvana ha detto:
    24 gennaio 2009 alle 4:40 pm

    Che dire! Grazie “Calibano” grazie Marta e Don Virginio per esserci e per darci altro coraggio nel proseguire questo nostro difficilissimo cammino per noi e per tutte le Anime Universali del mondo! Roberto Casarin ogni domenica che Dio mette sulla terra ci chiede di pregare insieme a Lui per il bene di tutta l’Umanità. Lui ci insegna l’Unione, nonostante gli attacchi che subiamo continuamente in famiglia e fra la gente, gente che ci guarda come un sorrisino o come fossimo degli appestati ogni volta che nominiamo Anima Universale oppure il nostro Maestro. Possibile che non pensano che il bene non può avere una collocazione? Se l’amore è Dio, e Dio è di tutti, non può aver deciso di stare da questa o da quell’altra parte, e non ci può essere uno spirito accettato o no dal nostro Perfetto ed Amorevole Padre Celeste che tutti ama senza fare distinzioni. Eppure anche se siamo pronti a dare e ad amare il prossimo che consideriamo davvero fratelli e sorelle seguendo gli insegnamenti del Cristo e lo amiamo sopra ogni cosa con un amore immenso, che ci è indispensabile come l’acqua pura di sorgente che ci dà vita e ci disseta, come Luce che ci nutre. Anche se amiamo e rispettiamo in ogni essere che incontriamo il Cristo che è nell’uomo, come sempre ci ricorda il Maestro Roberto, perchè mai veniamo emarginati e considerati alla stregua di una setta? Io so che se noi preghiamo, Cristo è con noi, e noi siamo Chiesa. Il Padre ci ascolterà!

    “….. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono Io in mezzo a loro”.Mt. 18,19

    Ma su questa terra che resta fra le mani di chi prega e le unisce per chiedere un’elemosina di verità…

    scusatemi per lo sfogo, e ancora grazie di vero cuore!
    Silvana

    Roberto Belluco ha detto:
    24 gennaio 2009 alle 6:15 pm

    Sono un ramirico e la mia chiesa è Anima Universale. In questo momento, usando il nome della mia chiesa, ho tracciato un confine che non esiste e tutto nella visione dell’amore cristico. La similitudine che amo usare è quella della nave a remi. Si decide una partenza, la rotta e l’arrivo. Si deve remare insieme, altrimenti si perde tempo, si sposta la rotta… Queste collaborazioni testimoniano la realtà di persone che vedono oltre. E vedono solo l’amore.
    Davvero grazie!!!

    marta ha detto:
    24 gennaio 2009 alle 8:58 pm

    Ma che bel fine settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani!
    Stiamo con le mani nelle mani ed il cuore nel cuore di Dio … in una preghiera liturgica questa sera ho sentito una frase di una bellezza incredibile:
    “Non possiamo comunicare niente all’uomo se prima non comunichiamo con Dio nel Figlio”
    … più o meno era così!
    Domani possiamo pregare tutti insieme? Io lo farò!
    ciao e grazie a voi!
    Roberto, bella l’immagine della barca e dei remi … mettiamoci allora le braccia con tutta la forza che possono avere!

    Osvaldo Ristuccia ha detto:
    25 gennaio 2009 alle 1:29 am

    Un Patriarca della Chiesa cattolica d’Oriente che indica la solidarietà e la carità come mezzi efficaci per avvicinare e riunire i cuori, superando anche le appartenenze confessionali, è certamente un Pastore che merita profondo rispetto ed ammirazione da chiunque si renda conto che il nostro mondo ha bisogno di pace e fratellanza, anziché di ulteriori divisioni.
    Esprimo con fervore la mia gratitudine a Sua Beatitudine Gregorios III per questo Suo grande e prezioso insegnamento.
    Ringrazio anche Mons.Fogliazza, Calibano e Marta, perché le loro illuminanti parole irradiano appieno la luce del Concilio Vaticano II, che esorta l’umanità intera a ricercare e riconoscere quei valori comuni che esistono nei cuori di tutte le persone di buona volontà, e costituiscono a mio avviso l’unica possibile base per costruire una convivenza pacifica tra i popoli e le religioni.
    Grazie quindi a chi costruisce ponti e non steccati!
    A Silvana mi sento di dire di vivere più serena. La fede in Cristo ci dà la forza di non abbatterci in questi tempi difficili, dove chi crede in Dio viene facilmente disprezzato da quanti vorrebbero relegare la fede nel museo delle superstizioni del passato.
    Credere in Gesù Cristo, oggi come duemila anni fa, è una sfida impegnativa che richiede coraggio e forza d’animo; è una strada sempre in salita che deve fare i conti con l’incomprensione, le umiliazioni, persino con l’emarginazione.
    Gesù lo disse chiaramente: “Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre;”.
    Cristo voleva forse dividere le persone che si amano? Certo che no! Lui è venuto per dividere il bene dal male, per tracciare un solco tra chi sceglie di vivere con rettitudine e chi invece scende ad ogni compromesso pur di “santificare” e soddisfare il proprio egoismo.
    Chi abbraccia Cristo non avrà mai vita facile. È vero, a volte si può avere l’impressione di essere considerati come degli “appestati”. Nulla di nuovo sotto il sole. In Atti 24:5 possiamo leggere le accuse rivolte a S.Paolo dai suoi concittadini: “Abbiamo scoperto che quest’uomo è una peste, fomenta continue rivolte tra tutti i Giudei che sono nel mondo ed è capo della setta dei Nazareni. Ha perfino tentato di profanare il tempio e noi l’abbiamo arrestato”.
    Coraggio dunque! Da buoni seguaci di Cristo continuiamo a credere nell’amore e nel perdono.

    Accolgo volentieri l’invito di Marta. Sì, preghiamo insieme per l’Unità dei cristiani e per la fratellanza tra tutte le genti di buona volontà.

    Pace a voi fratelli e sorelle in Cristo Risorto

    Osvaldo Ristuccia
    Presidente – Anima Universale

    cristina ha detto:
    27 gennaio 2009 alle 3:03 pm

    Buon giorno , sono una ramifica. Leggo questo post e ne colgo l’ importanza, nella sua riflessione.
    E’ bello sentire parole dette col cuore . Forse io non sono capace di citare , parole del vangelo e nemmeno sarei all’ altezza di parlare di diritto canonico, ma penso che forse la differenza non sta nel sapere piu’ cose o dove ci si reca per recitare la propria preghiera,( fosse anche nella solitudine del proprio cuore) ma bensì in chi ama Dio, o in chi non Lo ama. Giustamente R.Osvado dice, chi crede in Dio viene facilmente disprezzato . Chi ama veramente Dio , non può non amare gli altri , non amare la giustizia, e non arrivare ad amare anche chi è diverso. Forse il problema si pone quando, non lo si ama e non si crede Questo succede sia che io sia Ramirica sia che io sia Cattolica o altro. Ci saranno sempre persone che sapranno leggere oltre le parole e sapranno mettere in pratica gli insegnamenti di Cristo e ci saranno sempre persone, che saranno appagate comunque , anche per il solo senso appartenenza ad una religione. Saranno però le prime, le persone che sapranno andare oltre le parole , che si metteranno in discussione perché cercano la verità per se e per gli altri , che sapranno amare Dio , anche in chi fa un cammino diverso, ed io non posso non credere che chi ama veramente , nel cammino della vita, non potrà non riconoscersi.
    Ringrazio col cuore
    Cristina

    virginia ha detto:
    28 gennaio 2009 alle 8:15 pm

    Il mio cuore è gonfio di gioia nel leggere queste parole di fratellanza e di amore. Sono riconoscente al Patriarca della Chiesa cattolica d’Oriente, a Mons. Fogliazza, a Calibano e a Marta per ciò che è stato detto. Conosco Roberto Casarin da 25 anni e l’ amore per Dio e per gli uomini che ci ha dimostrato e insegnato da sempre è compreso e concretizzato. Mi unisco all’invito di pregare insieme,sarà una gioia. grazie ancora virginia

    Davide ha detto:
    27 marzo 2009 alle 6:33 pm

    La verita è una sola, Dio è uno solo e certo non si riconosce in un credo piuttosto che un altro, si può essere credenti o non credenti, ma se vogliamo essere onesti, anche il mondo laico può esprimere i valori di servizio al prossimo vedi Gino Strada di Emergenzy, o il perseguimento della giustizia come Falcone e Borsellino, e vi scrive uno che abita in sicilia e sa cos’è la mafia, si può credere in Gesu Cristo ed io ci credo, ma piu che credere nella sua figura storica e divina, penso sia importante credere nell’ideale cristico, quello che rappresenta cioè l’amore per il prossimo e la giustizia, e anche se c è qualcuno che dice di non credere ma persegue questi valori, non lo sa ma sta seguendo gli insegnamenti del Cristo ed è questo ciò che importa davvero a Dio, le diatribe teologiche lasciano il tempo che trovano.

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