La Meditazione

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tiberiade_lago_gesu_in_mediFATTI DI VANGELO E RI-FATTI DAL VANGELO

Guerra di Gaza, settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani, preghiera-contestazione pubblica dei mussulmani davanti a luighi di culto, riconoscimento ad Anima Universale, insediamento di Obama alla Casa Bianca …. ecc. ecc.
Fatti di vita, fatti che hanno dentro il seme della guerra o il seme della distruzione di una pace che esiste e resiste, fatti di gente che crede con la vita di tutti i giorni e per questo sono – a volte – emarginati, fatti di un potere che – forse – si inchina al “potere di Dio”.
Fatti, che sono “accadimenti” e “fatti” che significa “essere fatti in ogni cellula” di Vangelo.
La domanda, guardando le letture che la liturgia propone per domenica, è stata immediata: “Ma che ci pigliano con quanto stiamo vivendo? Che c’entrano con la nostra vita?”. E’ mia convinzione che la Parola di Dio riesce a parlare nell’oggi di ognuno, nell’oggi della Chiesa e nell’oggi dell’umanità e riesce a farlo in un colpo solo: stessa cosa, ma applicata a tre “mondi/realtà” diversi (apparentemente)
Da qui, il mio atteggiamento è sempre quello di mettermi tra la folla contemporanea di Gesù. Folla che non sapeva niente di teologia, folla che sapeva bene di non essere “illuminata dalla sapienza”, folla schiacciata da mille “perchè” e da milioni di “non ce la facciamo più”.
Folla di gente normale, con vita normale, con problemi normali … folle che non si potevano permettere il lusso di “disquisire intellettualmente” su Dio e di Dio … folle che avevano fame di speranza, tanta fame che stavano morendo … folle che capivano uno sola cosa: c’era Uno che li stava difendendo e proteggendo.
Questo bastava alle folle, nient’altro! Giusto o sbagliato che sia, c’era in giro una richiesta di aiuto e d’amore.
Ed è bastato stare lì in mezzo alla folla di “nessuno per il mondo”, ma “figli amatissimi per Dio” che mi è parso di intravvedere una strada, un percorso – insolito, a dire il vero – un’indicazione (certamente personale) di come leggere tutta la Parola di Dio in una sequenza – anche questa – insolita,
Mi è parso di intravvedere un triplice movimento con una sequenza ovvia e ben precisa.
La perplessità e lo stupore mi sono compagne in questi momenti e – onestamente – ha dell’incredibile per bellezza, altezza e tenerezza. Ma si sà: “nulla è impossibile a Dio”!!!

* “Seguimi/VENITE DIETRO DIETRO A ME”: (Vangelo) detto in modo particolare ad uno che era lontano “anni luce” dal sentirsi “sapiente”
* “Lascia”: (San Paolo) con un’aria (sbagliata) di “non ti curare della vita”, ma con l’intenzione (giusta) di un “curati dell’essenziale della vita”
* “Vai”: (Giona) ma dove? A dire di “pentirsi e credere”! A chi? A coloro che si curavano troppo di sé stessi e del proprio “stare bene”! Credere e pentirsi in che cosa? Al Vangelo che, nel significato della parola, significa “Buona notizia!” e “buona notizia” per tutti gli umani immersi nella vita quotidiana significa – ANDANDO DIETRO A GESU’ – vedere come Lui faceva intendere alla gente questa “buona notizia”.

L’ho già detto, sono cosciente che è un movimento insolito con una sequenza ancora più insolita, ma calza perfettamente con la nostra vita di oggi che lascia – troppo spesso – sgomenti.
Diciamocelo francamente: Gesù ha parlato alle folle in modo molto “pratico”, ha posto parabole molto realistiche, ha fatto “sentire” sulla pelle il calore del raggio di Sole di Dio. Ha parlato anche del Padre, ha rivelato cose “impensabili ed inedite” di un Dio non troppo ben intepretato: la folla ha ri-conosciuto subito Dio (magari riducendolo un po’); i grandi … beh! … “si sono stracciate le vesti” …
Come cristiani dobbiamo “andare” (e chi riesce a stare fermo?) e andare a riportare la speranza “logica” (perchè quella “incontrollabile” dell’anima resiste a tutto), ma dobbiamo “andare” dopo aver “visto, sentito e conosciuto Gesù nel suo essere perfettamente e coerentemente UOMO”, dobbiamo andare lasciando perdere ogni “possessione di verità” e del proprio “angolo di perfezione e di tranquillità”, dobbiamo andare lasciando dietro di noi qualsiasi cosa ci tenga legati al “proprio e subito” (San Paolo), dobbiamo andare anche a rischio di vedere gente che si converte ad un Dio impensabile (che “botta” sul nostro latente desiderio di “Dio-giustiziere che fa pagare tutto a tutti .. “gli altri”, ovviamente), dobbiamo spingerci nel mondo ben sapendo che il “mondo” spesso è troppo “lontano” per noi ed è irraggiungibile fisicamente, ma abbiamo la preghiera – l’obsoleta preghiera – che fa da “ponte” sicuro.
Ecco, tutto si allinea negli “uomini di buona volontà”, quegli uomini di qualsiasi credo o fede che si chinano su tutto e su tutti, che soffrono per tutti e per tutto.
Un bel percorso che tutti possono capire, tutti possono fare, tutti posso essere “fatti di Vangelo” ad iniziare proprio dell’essere pace nel nostro piccolo, di non aggredire per avere ragione nel nostro piccolo, di non giudicare nel nostro piccolo, di essere “ponti” nel nostro piccolo … perchè siamo coscienti che è da un “Piccolo” che è venuta fuori la CHIESA UNIVERSALE CHE TUTTO E TUTTI UNISCE, un “Piccolo” che finirà – apparentemente – male ma che sarà “esplosione di Luce e di Verità”.
Spesso si accusa di “ridurre” Dio, di rimpicciolirLo nel nostro “essere uomini”, di racchiuderLo in spazi angusti. Potrebbe essere vero, ma temo che sia quello che Dio Padre ha sempre desiderato considerando che si è “rimpicciolito, racchiuso, delimitato” in un Uomo, primizia di una stirpe e di un popolo immenso.
Gesti semplici per far intendere GESTI DIVINI … che ci sono, davvero ci sono.
Gesti che ri-fanno, ri-generano uomini … appunto, UOMINI FATTI DI VANGELO. E mi viene in mente il nuovo film di Muccino “Sette anime” … parla più o meno della stessa cosa, credo.
Adesso, dopo aver percorso queste strade insolite, possiamo rileggere i fatti quotidiani in modo diverso: senza azzardare cause, consigli, precisazioni, giudizi e ad altro.
Ognuno può riguardare la quotidianità propria e del mondo in modo diverso, ma di certo con un cuore e pensiero diverso da prima. Un cuore e un pensiero di uomini e donne di “buona volontà” dove il termine “buona” significa esclusivamente “buona” e nient’altro.
Condivido volentieri questi miei pensieri con tutti, ma è certezza che ci saranno tanti modi di “essere di buona volontà” … Essere … “Essere”, prima di “fare” perchè, solo così il gesto più banale, piccolo, quotidiano diventerà eccezionale … Tanto eccezionale che riuscirà a spezzare ogni tipo di violenza più o meno dichiarata, tanto eccezionale da …”sentirci a Natale anche se siamo in un … Tempo Ordinario”.
Buona domenica a tutti … e mi perdoni il Magistero della Chiesa che mi sovrasta da ogni parte … ma le mie sono orecchie di popolo, che sentono come popolo senza alcuna pretesa, ma solo con la bellezza di sentire il calore dell’Amore di Dio che passa attraverso il calore umano. Per ora mi basta questo.

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