Nota a margine. Finché c’è guerra…

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note1Il Grande Rabbinato d’Israele, è notizia che arriva fresca fresca, ha annullato un incontro con esponenti della Chiesa cattolica, previsto in marzo.
La decisione -ha precisato il direttore generale Oded Wiener- è stata presa dopo il reintegro nella Chiesa dei vescovi  lefebvriani e di mons. Williamson che ha messo in dubbio la Shoah.
Orbene, il Gran Rabbinato d’Israele ha ritenuto cosa buona e giusta far così.

Ne prendiamo atto con rispetto, ovviamente. E aggiungo che non è neanche il caso di farla troppo lunga. Loro son fatti così. E va anche bene: in tempi remoti quando qualcosa gli pareva un po’ troppo storta avevano l’abitudine di far crocifiggere, così come noi -per par condicio- avevam preso in tempi meno antichi il vezzo d’accender fuocherelli -non proprio allegri- nelle piazze, o di accorciar d’una ventina di centimetri la statura dei dissidenti (lasciando i piedi al loro posto). Questi tempi, se Dio vuole, appartengono ad un passato di cui nessuno dovrebbe andar fiero.
E dovremmo anche ricordarcene bene per il futuro.
Ma oggi che dovrebbe fare la nostra Santa Madre Chiesa Cattolica nei confronti dei rappresentanti di altre religioni i cui esponenti sparano a tutto spiano accuse e calunnie d’ogni genere alternandole a scempiaggini, amenità, frizzi lazzi e cachinni con i quali si divertono a mettere in ridicolo noi tutti e i nostri simboli? Dovrebbe, forse, sbattere la porta in faccia a tutti quelli che ci trattano come fu trattato Nostro Signore alla colonna?
No, io dico che fa bene la Chiesa, la nostra Santa Madre Chiesa ad avere pazienza, a continuare a cercare sempre il dialogo e a invitare tutti gli uomini e donne di buona volontà -a qualsiasi credo indirizzino la loro Fede (che resta sempre un dono grandissimo di Dio)- a incontrarsi nella fraternità e a coltivare la pace.

Speriamo di poter consegnare alle pagine della storia passata non solo le imbecillità di qualche vescovo sul quale lo Spirito Santo più che soffiare sembra aver starnutito,  ma anche quei gesti d’incomprensibile incomprensione, che hanno il solo scopo evidente e chiarissimo d’accontentare -o di non scontentar troppo- gli istinti polemici dei più integralisti, alimentando così quell’intolleranza che garantisce la persistenza di divisioni e conflitti dai quali, è poco ma è sicuro, qualcuno ci guadagna, magari anche solo raccattando i resti di quel che, a causa di quegli stessi conflitti, le persone di pace perdono.

A questo proposito non sfugge a nessuno come il perpetuarsi del conflitto fra israeliani e palestinesi non trovi più alcuna giustificazione se non nella volontà di entrambi i protagonisti del conflitto stesso, che tremano alla sola idea che, una volta raggiunto un accordo che rispetti la volontà di pace delle persone perbene che ci sono, e sono la maggioranza di israeliani e palestinesi, perdano il controllo di quella leva di autentico potere che, finché il conflitto persiste, garantisce loro un ruolo di protagonisti sulla scena della politica internazionale.
E’ l’ora di cantargleielo chiaro in faccia a questi signori della guerra che assomigliano tanto a quei “ladri di Pisa”, che di giorno litigavano e facevano a cazzotti, mentre di notte, quando nessuno li vedeva, si spartivano il bottino delle loro comuni malefatte.
Siamo, cristiani è vero, ma non siamo cretini.  Ormai è chiaro a tutti il gioco e sarebbe anche l’ora che qualcuno cominciasse a parlare chiaro, magari in slung americano con accento dell’Illinois.

In un vecchio film, intitolato con un’illuminate affermazione:  ‘Finché c’è guerra c’è speranza’ l’indimenticabile Alberto Sordi, che interpretava la parte di Pietro Chiocca, rappresentante d’una ditta che smerciava armi, si rivolgeva alla sua agiata ma un po’ troppo schizzinosa famigliola con queste parole:
“Perché vedete… le guerre non le fanno solo i fabbricanti d’armi e i commessi viaggiatori che le vendono. Ma anche le persone come voi, le famiglie come la vostra che vogliono vogliono vogliono e non si accontentano mai! Le ville, le macchine, le moto, le feste, il cavallo, gli anellini, i braccialetti, le pellicce e tutti i c…i che ve se fregano!!!”

Ai signori Rabbini del Gran Rabbinato d’Israele e a tutti quelli che s’indignano per le affermazioni becere e idiote d’un vescovo riammesso alla comunione (e alle bacchettate sulle dita) della Chiesa Cattolica, lasciamo in devoto omaggio questa citazione dell’Albertone nazionale pregandoli vivamente di farsi promotori della sua diffusione tradotta in arabo ed in ebraico.
Con tutto il rispetto, s’intende. Ma sarebbe una gran bella prova di volontà sincera di pace e farebbero miglior figura di quella che stan facendo stando dietro alle stupidaggini d’un monsignore un po’ rintontito. A lui c’è chi ci pensa, stiano pur tranquillii.
Loro invece farebbero un gran favore a tutti se impiegassero più proficuamente il loro tempo ad occuparsi di ben altre faccende.
Come quella di cui sopra, per esempio, e tanto per cominciare.

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2 pensieri riguardo “Nota a margine. Finché c’è guerra…

    Archim. Mons. Virginio Fogliazza ha detto:
    29 gennaio 2009 alle 11:32 pm

    Vorrei dire al Gran Rabbino che il Santo Padre con un gesto di paterna misericordia ha tolto solo la scomunica ai quattro Vescovi, auspicando che questi facciano i dovuti passi verso la piena comunione con la Chiesa Cattolica,

    Anche tra la Chiesa Cattolica e l’Ortodossia sono state tolte le scomuniche, questo non ha significato che la piena comunione con la Chiesa Cattolica e il Successore di Pietro sia stata attuata.

    Quindi il cammino di comunione deve essere compiuto dai quattro Vescovi, realizzando le chiare condizioni poste dalla Santa Sede.

    Mercoledì il S.Padre Benedetto XVi ha ribadito la posizione della s.Chiesa circa l’Olocausto.
    Non è sufficiente per il Gran Rabbinato?
    Si vogliono continuare le polemiche?
    Non è nello stile della Santa Sede cadere in queste trappole.

    marta ha detto:
    30 gennaio 2009 alle 9:59 pm

    Sono della stessa idea di Calibano!
    E’ in corso credo un tentativo di “presa della Chiesa” da parte dei lefebvriani e d parte degli ebrei.
    E, come il povero Giuda insegna, il tradimento più pericoloso è quello che viene dall’interno e non dall’esterno.
    Fuori ci sono “gli assassini” di Dio (della Chiesa) ma non possono entrare se qualcuno dall’interno non apre la porta.
    E allora cercano di entrare (anche gli ebrei a modo loro) per aprire la porta al pericolo!
    Il Papa li ha anticipati con il perdono “PRIMA” che compiano il misfatto, il Papa ha spezzato la voce di chi diceva “che la Chiesa non perdona”, il Papa ha detto in modo chiaro agli ebrei “siamo con voi, siamo aperti al dialogo, ma ci lasciamo convincere solo da Gesù Cristo”.
    Una contromossa che ha spiazzato tutti, difatti si è scatenato il finimondo portando in piazza fatti accaduti tempo fa, sfoderando – all’improvviso – preti lefebvriani dentro il nostro clero come il prete di Treviso.
    Ma il Papa ha ribadito a tutti che questo perdono è un affare di Chiesa, che il problema è la Chiesa, solo quello.
    Ciao e grazie

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