La Meditazione

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tiberiade_lago_gesu_in_mediChe vuoi da noi?
Per meditare ci vuole silenzio, per meditare sarebbe bello fare come don Tonino Bello che scriveva in chiesa davanti al Santissimo, per meditare è necessario per un po’ far tacere il mondo, perchè Dio parla ad ognuno di noi quando il mondo tace.
C’è troppo chiasso in giro, un chiasso disordinato che urla ora una cosa ed ora un’altra; c’è troppo rumore nato da un gesto silenzioso, nato da un “La Chiesa vi perdona”. Nei secondi dopo questo perdono c’è stato un silenzio immenso, come un trattenere il respiro del mondo che rimasto allibito e confuso da una simile cosa.

Ma poi tutto è esploso in un fragore assurdo e falso perchè era necessario “spegnere la bellezza del perdono”, ma nello “spegnere la bellezza” è successo che si è qualificata la tenebra, il buio, il divisore. Quel perdono papale e della Chiesa ha fatto cadere le maschere “dei potenti”, ha indicato dove stava l’errore, ha identificato il male. Il rischio è, e sarà, la divisione all’interno della Chiesa, ma si può rischiare perchè quegli “uomini di buona volontà” saranno sempre pronti a tenere tutto insieme. Sono loro i destinatari della Luce di Natale, sono loro che stanno facendo un buon Natale pieno di luce in giorni normali pieni di ordinarietà con guizzi – come questo perdono – di eccezionalità.
Con queste sensazioni mi immagino di essere davanti al Santissimo (o almeno ci provo … chissà che funzioni anche con me come ha sempre funzionato a meraviglia con don Tonino Bello) e …. ho sorriso, anzi no, ho proprio riso leggendo il Vangelo di domenica. Lo sospettavo, ma ora ne ho la certezza: Dio è anche comico, un gran comico. Un Vangelo dedicato all’occasione, con tanto di dedica nella prima lettura che parla del “profeta di Dio”, con segnalazioni di “stato” di questo profeta di Dio fornite da San Paolo con la sua raccomandazione a “non gettarvi nel laccio”. Letture perfette con un tempismo e tempestività impressionante oltre che comica. Una bella secchiata di divina acqua gelata che “chiude la bocca” agli urlatori confusionari che vogliono a tutti i costi attirare l’attenzione, perchè la bellezza di Dio è contagiosa: vuoi mai che tutti si mettano a perdonare! Sapete che pasticcio! Come si fa dopo a fare guerra? Come si fa a generare odio? Come si fa a generare scandalo? Come sarà possibile, poi, ad impossessarsi della libertà altrui, impossessarsi del pensiero dell’altro?
Generano un scoppio di risate liberatorie queste parole che riporto tratte dal Vangelo di domenica:

“Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui”

“Che vuoi da noi? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!”
Verrebbe da dire: “poveri diavoli!” Ma è quello che stiamo assistendo noi in questi giorni … difatti allo stesso modo “l’errore” strazia, grida forte (accidenti se grida!) ed esce e … si rivela da solo, si rovina da solo.
Bello questo Gesù che non stermina gli spiriti impuri, ma li riduce al silenzio e impone di “uscire” allo scoperto. Poteva sterminarli, poteva eliminarli prima ancora che parlassero, invece no! Perchè se non avessero parlato, se non si fossero fatti vedere nessuno avrebbe saputo DOVE ERA IL PERICOLO, DOVE ERA L’ERRORE, DOVE ERA IL PECCATO!
E anche questo abbiamo visto in “Pietro 2009” … Abbiamo visto il Vangelo incarnarsi davanti ai nostri occhi, ma non ce ne siamo accorti.
C’è stato un perdono che assomigliava tanto al perdono di Gesù in croce e tutto si è agitato, anche i cristiani, anch’io (perchè ho davvero paura si ritorni indietro). C’è stato un abbraccio a priori per quanto e quanti sicuramente faranno coloro che sono nell’errore; c’è stato – giocando con le parole – un perdono “su per giù” inteso come Dio che parla agli uomini come ha fatto Gesù dall’alto della croce, e c’è stata una risposta “giù per sù” inteso come rivelazione di intenti, di veri intenti.
Potrei andare avanti all’infinito a descrivere quanto siano vere queste parole del Vangelo oggi, potrei andare avanti a scrivere per ore la bellezza incredibile del perdono cristiano e potrei scrivere pagine e pagine sul fatto che – straordinariamente – i primi ad accorgersi di Dio sono proprio i contrari di Dio, potrei … ma interrompo qui perchè tutti domenica si soffermino su queste parole e si convincano che l’unica cosa che dobbiamo fare – anche in mezzo a dubbi e timori – è stare uniti nella Chiesa, stare uniti al Papa ed uscire per il mondo. Ci hanno tentato in tutti i modi di spaccare la Chiesa, ma non ci sono mai riusciti, neppure con Gesù ci sono riusciti anche se si pensava di sì! Ma non ci sono riusciti perchè Gesù, la Chiesa, il Papa, uniti, perfettamente uniti, puntano gli occhi, le orecchie, il pensiero ed il cuore a Dio. Noi tutti siamo Chiesa, con noi è il Papa, con il mondo è la Chiesa: bene puntiamo gli occhi e tutto il nostro essere a Dio e nessuno riuscirà a distrarci.
Il perdono di Dio, il perdono cristiano fa sempre questo effetto: lascia storditi, dubbiosi, increduli, timorosi. Il perdono di Dio, il perdono cristiano è inammissibile umanamente, è sconcertante, è poco “intelligente”, si presta a tante dietrologie … ma è “solo” perdono di Dio dentro la Chiesa, nient’altro.
Il perdono di Dio che passa anche attraverso un “taci ed esci” genera sempre un “ma che vuoi da noi? Ci vuoi rovinare?”
Buona domenica di luce nel e del perdono di Dio … e preghiamo tutti insieme per il Papa che di lacrime in questi giorni ne avrà versate tante.

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