Nota a margine. Signor Cancelliere, ci faccia il piacere…

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note1Riporto, fresco fresco, dall’agenzia Reuters:

CITTA’ DEL VATICANO/BERLINO (Reuters) – La posizione del Papa sull’Olocausto “non potrebbe essere più chiara”. E’ la risposta della Santa Sede alla cancelliere tedesco Angela Merkel, che oggi ha invitato Benedetto XVI a sgomberare il campo da ogni possibile dubbio sulla posizione del Vaticano rispetto allo sterminio degli ebrei.
“Credo che sia una questione fondamentale se – per una decisione del Vaticano – emerge l’impressione che l’Olocausto possa essere negato”, ha detto oggi Merkel commentando la decisione del Papa di riabilitare un vescovo che nega la realtà storica dell’Olocausto, nonostante gli avvertimenti dei leader ebraici che il passo potrebbe danneggiare le relazioni tra cattolici ed ebrei e fomentare l’antisemitismo.
La cancelliere ha spiegato che il Pontefice e il Vaticano devono dire “molto chiaramente che non può esserci negazione (dell’Olocausto) e che ci devono essere relazioni positive con l’ebraismo”.
In risposta alle parole di Merkel, il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi ha detto in una nota che la posizione di Papa Ratzinger “non potrebbe essere più chiara”.
Il mese scorso Benedetto XVI ha emesso un decreto che ha annullato la scomunica di quattro vescovi lefebvriani espulsi dalla Chiesa cattolica nel 1988 perché ordinati senza autorizzazione del Vaticano. Tra loro anche il britannico Richard Williamson, che ha ripetutamente negato la portata dello sterminio degli ebrei in Europa.

Orbene, la Gentile Signora Angela Merkel, Cancelliere della Repubblica Tedesca “invita” il Papa a far chiarezza. In pratica si è sobbarcata il compito di far da megafono alle trombe di quella componente ebraica che pretende di insegnare al Papa come si fa a fare il Papa, trovando da ridire sul fatto che è stata revocata la scomunica a qualcuno, come se il revocare una scomunica corrispondesse al conferimento di un’onorificenza o di un premio speciale. Bisognerebbe che qualche anima buona spiegasse ai signori del Gran Rabbinato d’Israele, e alla Gentilissima Signora Merkel, Cancelliere della Repubblica Tedesca, che le cose non stanno esattamente così. Ma bisognerebbe anche che quei signori e la Gentile Signora Merkel si lasciassero istruire convenientemente sull’argomento, il che appare, francamente, poco verosimile che possa accadere.
Sic stantibus rebus, non ci resta altro da fare che osservare che anche oggi,  quando si tratta d’ebraismo e di papato,  così come nel secolo scorso, in Germania spuntano idee che appaiono  -per così dire-  un po’ troppo originali dalle quali rischian di prender vita esperienze che potremmo definire non proprio esaltanti.
Ecco perché chiediamo -con tutto il rispetto s’intende- alla Gentile Signora Angela Merkel, che ci faccia il piacere di risparmiare le sue lezioncine a Benedetto XVI, il quale -possiamo rassicurare tranquillamente la Gentile Signora- sa molto bene quello che fa. Sin da ragazzo Joseph Ratzinger ha dovuto fare i conti con gli effetti della pazzia furiosa di un Cancelliere che pretendeva, anche lui, di insegnare al Papa di allora come si fa a fare il Papa: oggi, a ottanta anni e passa, non ha bisogno che un altro Cancelliere Tedesco gli dia lezioni su come si deve comportare con i nostri fratelli ebrei. Per cui, Signor Cancelliere, ci faccia il piacere di pensare, piuttosto, a ben governare il Suo paese che, come il resto dei paesi europei, sembra non godere di un momento particolarmente favorevole.
Il Santo Padre, glielo assicuriamo, sa cosa fare, e se i componenti del Grande Rabbinato han qualcosa da ridire sul suo operato ciò significa che: o non han capito nulla di quel che è successo o che fan finta di non capire. Ma lei, Signor Cancelliere, anziché far da megafono a questi fraintesi che puzzan di mercimonio politico  da lontano, avrebbe fatto più bella figura a restar fuori da questa inutile e squallida querelle che appare fin troppo chiaramente pretestuosa e finalizzata ad una propaganda che, francamente,   se è pur vero che serve -forse- a qualcuno, non fa -di sicuro- onore a nessuno.

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4 pensieri riguardo “Nota a margine. Signor Cancelliere, ci faccia il piacere…

    marta ha detto:
    4 febbraio 2009 alle 7:09 pm

    http://www.oecumene.radiovaticana.org/IT1/Articolo.asp?c=263690
    Questo è il link che dovrebbe mettere a tacere tutti.
    E pongo l’attenzione di tutti i cristiani sul “CUSTODE DELL’UNITA’ DELLA CHIESA” … cosa che a guardare il polverone di questi giorni, non mi pare sia così ovvia.

    Giacomo ha risposto:
    4 febbraio 2009 alle 8:27 pm

    Cara Marta, contro la sordità di chi non vuol sentire e la cecità di chi non vuol vedere non basterebbe un link neanche con la verità in persona.
    Qui non si tratta di ‘non sapere’.
    Qui si tratta della chiara, inequivocabile e sin troppo sfacciata volontà di colpire.
    Cui prodest? Certamente a chiunque possa trarre vantaggio da un indebolimento di quell’autorità morale che viene riconosciuta al Papa in ogni parte del mondo e da ogni confessione religiosa seria. Cosa, questa, che non viene riconosciuta a nessun governante del pianeta.
    Vorrei osservare, infine una cosa: la Signora Angela Merkel non mi par che abbia mai fatto nulla per nascondere la sua fredda indifferenza nei confronti della religione, in particolare per la religione cattolica, e il fatto che Benedetto XVI sia un suo connazionale potrebbe rubarle non poca popolarità in casa.
    Della serie a pensar male si fa peccato ma il più delle volte ci s’indovina

    marta ha detto:
    4 febbraio 2009 alle 10:16 pm

    E’ vero Giacomo, purtroppo è vero quello che dici, ma era fin troppo evidente la manovra di tanti per depistare lo sguardo e per ottenere vantaggi propri.
    Quello che mi ha lasciato basita è il vedere che anche il popolo cattolico si è lasciato abbindolare e si è scagliato contro il Papa (anch’io in un primo momento): gli uni per difendere il CVII e gli altri per riproporre il contrario (quelli a cui non è andata giù il CVII) e tutti e due stracciandosi le vesti per una questione “marginale” – dato l’epoca dell’intervento di Williamnson a tal proposito – appunto gli Ebrei.
    Quello che deve aver ferito il Papa è stato il constatare che la Chiesa non è unita e, soprattutto, non è unita al Vangelo che parla di “perdono, perdono e ancora perdono”.
    Sai, ho chiesto preghiere particolari per il Papa: e mi è stato risposto che già si pregava a sufficienza nelle nostre Messe; ho chiesto consolazione per il Papa: e mi è stato risposto che le sofferenze sono altre; ho chiesto difesa per il Papa: e mi è stato risposto che si difende da solo.
    Ho visto cattolici contro cattolici che si sbranavano a parole, ho visto – e devo dire finalmente – una maschera che è caduta e per il quale chiedo a tutti di pregare per l’Unità della Chiesa e l’unità degli uomini.
    Per dirla in termini un po’ obsoleti (perchè non si parla più di certe cose) direi che il male ha cercato di colpire il cuore della Chiesa, ha confuso, ha separato ed ha fatto danni che si stanno però rivelando un bene, perchè adesso sappiamo di cosa siamo capaci, perchè adeso sappiamo che se Dio gli pigliasse la voglia di ritornare in un uomo (impossibile, ma anche possibilissimo considerando che ogni cristiano è figlio di Dio che a volte fa e dice cose umanamente ‘poco furbe’), quell’uomo avrebbe in sorte la stessa sorte di Gesù Cristo: la Croce e l’infamia.
    Tutto era in qualche modo “marginale” in questa storia perchè tutto parlava di “conduzione umana della Chiesa” (che pure approvo) e ci siamo così distratti da non capire che il per-dono del Papa ha – ovviamente perchè succede sempre così – fatto reagire il contrario del buono e del bene, della Luce e della Fede e della Verità.
    Ora ho il sospetto che i cattolici desiderano tanto un Papa buono, ma temono fortemente un BUON PAPA! E Benedetto XVI lo è, lo è davvero e sta difendendo proprio il CVII voluto condotto e concluso da ben 4 Papi. Quindi chi colpisce il CVII non colpisce un solo Papa, ma tutta la Chiesa in ricerca della verità e del bene per tutti.
    Grazie Giacomo

    Archim. Mons. Virginio Fogliazza ha detto:
    5 febbraio 2009 alle 1:23 am

    All’entrata dell’Eremo ho un quadro con la foto dei miei Papi, Pio XI, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI .

    Sento come un coro di voci, gli amici di questo Focolare che all’unisono mi dicono:
    “Don Virginio, quanto tu sei vecchio !”.

    Avete ragione !
    Ma devo con altrettanta voce dire a tutti: “quanto il Signore ama la sua Chiesa per i Papi che ci ha donato e che l’hanno guidato nei variegati e difficili momenti della storia dell’umanità.”

    Non attardiamoci mai a dare molto peso al vociferare, che spesso s’innalza prepotente dalle “strade” di questo villaggio globale …E’ capitato dopo la conferenza in Germania di Benedetto XVI: si riempirono tutte le piazze dei paesi islamici in maniera furibonda, tanto che non si capiva più dove era finito l’Islam moderato (se questo davvero esiste).
    Ma era capitato tanto tempo prima, nell’ampio cortile del Pretorio in Gerusalemme…
    Benedetto XVI, come i suoi predecessori, non è in cerca di unanimismo. Sente che nell’umanità di oggi, preda di relativismo e di qualunquismo, occorre portare con coraggio e chiarezza l’annuncio genuino del Vangelo.
    In questo annuncio ha uno spazio fondamentale la paternità misericordiosa del Dio.

    Non vorrei essere al posto dei suoi più vicini collaboratori, i quali devono essere sempre precisi e tempestivi nel compilare le relazioni che, quotidianamente, il Papa ha bisogno di avere sul suo tavolo di lavoro per le sue decisioni pastorali.

    Ti siamo tanto vicini, anziano Papa Benedetto, e lo Spirito Santo che ha guidato la scelta dei Cardinali per il tuo servizio petrino -sono certo- ogni giorno illumina la tua mente e allarga, nell’amore, il tuo cuore.
    Noi cristiani e anche tutta l’umanità ha bisogno di Te, “dolce Cristo in terra”.

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