La donna, tabernacolo del Mondo.

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"Fabiola" di Jean Jacques Henner
"Fabiola" di Jean Jacques Henner

La donna, tabernacolo del Mondo.

Di Alessandro Grecchi

Fin dai tempi remoti la donna è stata considerata come un gioiello prezioso.
San Paolo, nella Lettera agli Efesini (5, 22-25) parlava della fedeltà reciproca in una coppia, per il buon andamento della famiglia: “Donne, siate sottomesse ai vostri mariti, come al Signore…. Mariti, amate le vostre donne, come Cristo ha amato la Chiesa e si è offerto per essa”.
Tutto questo sembrerebbe un’imposizione, ma credo che qualsiasi donna darebbe la vita in cambio di un amore forte e duraturo.
Nel Medioevo, forse ad opera di una ristretta cerchia di nobili malpensanti, la donna è stata demonizzata e tutto ciò che riportava al suo pensiero era considerato ricettacolo di impurità. Non vi fu errore più grosso di questo, poiché… chi governava la casa? Chi accudiva i figli quando i mariti partivano per le guerre o per le Crociate? Chi custodiva gelosamente le ricchezze domestiche?
Veniamo ai giorni nostri, analizzando due società diverse dalla nostra occidentale, ma molto vicine a noi, dato l’abbattimento delle frontiere e la conseguente trasmigrazione dei popoli.
La donna, nel mondo musulmano, sembra poco presa in considerazione, ma all’interno della casa spesso non porta l’hijab, ed è sempre lei ad amministrare le ricchezze.
Nel mondo orientale, vediamo la donna fare sempre dei riverenti inchini. Certamente al marito, ma soprattutto agli ospiti e alle persone importanti che visitano la sua casa.
Nel periodo fra le due Guerre Mondiali la donna era considerata simbolo di fertilità, perché dava nuovi soldati, certamente, ma anche perché i bambini che “arrivavano” allietavano continuamente il focolare domestico e allungavano la vita ai nonni.
Questi miei brevi pensieri vogliono richiamare l’ attenzione sul fatto che tutto riconduce alla donna: la famiglia, la società, le amicizie, valori forse un po’ dimenticati da una trentina d’anni ai giorni nostri.
La donna ha avuto sempre un ruolo importantissimo ieri e oggi, e lo avrà sicuramente anche domani, e a ragione può essere considerata tabernacolo del mondo!.

Alessandro Grecchi OPSCG

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2 pensieri riguardo “La donna, tabernacolo del Mondo.

    Mirian Vieira ha detto:
    7 marzo 2009 alle 3:31 am

    La donna come ha scritto Grecchi ha avuto oggi e sempre un ruolo importantissimo come l’uomo. La donna non deve essere sottomissa ad un uomo nel senso di schiavitù però andare al fianco dell’uomo per si completare ambedue. Io penso che tanto l’uomo come la donna sono tabernacolo del mondo, perché ambedue sono immagine e somiglianza di Dio. Complimenti Grecchi per la redazione di questo argomento. Auguri a tutte le donne e anche alle donne che abitano in ogni uomo.
    Mirian Vieira/ Santa Maria/RS/Brasile

    Archim. Mons. Virginio Fogliazza ha detto:
    7 marzo 2009 alle 12:38 pm

    L’8 marzo significa non soltanto ricordare l’impegno profuso nel passato per superare la discriminazione della donna, ma significa saper immaginare quali benefici ci attendono quando la donna sarà pienamente valorizzata in tutti gli ambiti della società.

    La Sacra Scrittura, nel racconto della Genesi, ci presenta l’uomo e la donna come due modi di essere persona, due espressioni di una comune umanità. La donna è immagine di Dio nè più nè meno dell’uomo ed entrambi sono chiamati all’identificazione con Gesù, perfetto Dio e perfetto uomo.
    Con questa premessa si comprende la malvagità della violenza sulla donna. Violenza che si esercita anche quando si commercia col corpo della donna, considerandolo come uno strumento e non come persona. Oppure quando si considera la maternità incompatibile con la carriera professionale.

    Nel racconto della Genesi risalta un secondo elemento: la diversità. In famiglia per esempio il padre e la madre svolgono ruoli distinti, entrambi necessari, ma non scambiabili. La responsabilità è la stessa ma differisce il modo di esercitarla.
    In tutto il contesto sociale, se la donna si omologa all’uomo o l’uomo alla donna, si produce un disorientamento per entrambi ed entrano in crisi le loro relazioni.

    Nella lettera alle donne Giovanni Paolo II considera indispensabile l’apporto della donna per l’«elaborazione di una cultura capace di conciliare ragione e sentimento», e per l’«edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità». Il genio femminile, con la sua attitudine innata di conoscere, comprendere e curare l’altro, estende il suo influsso alla famiglia e all’intera società. La virtù della carità, che Benedetto XVI ha considerato al centro del suo Pontificato, porta a valorizzare le differenze , a sottolineare l’eguaglianza e invita alla collaborazione. La Chiesa tutta promuove il rispetto reciproco, l’apertura alla diversità e al servizio mutuo.

    Quando scopriamo che l’importante è la persona, le discriminazioni di qualsiasi genere perdono consistenza. La fede cristiana ha in sé il fermento per un cambiamento culturale se le donne e gli uomini sanno incarnarla nella loro vita quotidiana.

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