Nota a margine. Ciuccìno le portava fresche…

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note1Nella vita non ci sono garanzie e in economia è lo stesso.

Con questa frase lapidaria, ispirata ad una filosofia, per così dire, “spicciola”, il presidente Obama ha sintetizzato il suo pensiero, la sua visione del mondo, il suo modo di pensare l’essenza e l’esistenza delle cose di questa vita al termine della riunione dei leaders del cosiddetto “G20” a Londra.

In altre parole il messaggio è il seguente: arrangiatevi come meglio potete. O anche: si salvi chi può.

Corollario partenopeo adatto a commentare con altrettanta lapidarietà la quintessenza della weltanshauung a stelle e strisce: “chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato. Scurdammoce ‘o passato, simm’e Napule, paisà!”.

Alla fine della riunione, alla quale ha fatto da cornice una Londra strapazzata da bande di ragazzacci non sempre giovanissimi infuriati contro tutto e contro tutti, persino alla serenissima Queen sono saltati i nervi quando con voce alta e possente alle sue regali spalle s’è levato il grido in slang anglomeneghino con il quale il nostro beneamato presidente della repubblica italiana fondata sul lavoro (?) ha cercato di calamitare su di sé -speriamo senza biasimevoli intenti- l’attenzione di quel giovanotto che aveva definito coram populo “giovane, bello e anche abbronzato”. E’ proprio vero: nella vita non ci sono garanzie.

Ma, a parte questo affettuoso accostamento (che, mi consentano i fans del cavaliere, va inteso come omaggio, come pura “carineria” -per dirla con le parole stesse del pluripresidente- e nient’altro), l’espressione di Obama rischia di sembrare -sempre con tutto il rispetto- più comica che saggia.

Al mio paese, quando ero piccolo (parlo dell’inizio della seconda metà del secolo scorso, tranquilli), la mattina presto girava un venditore di uova che tutti chiamavano, chissà come mai, “Ciuccìno”. Orbene, quando morì, qualcuno, forse per onorarne la memoria, ebbe l’idea di coniare un motto che divenne ben presto proverbiale; quando qualcuno annunziava una cosa risaputa veniva ironicamente apostrofato con queste parole: “Ciuccìno le portava fresche…” accostando in tal modo la figura del latore della nuova a quella del venditore ambulante che aveva l’abitudine di gabellar per freschissime le uova di qualche giorno.

Meno male che Obama non vende uova fresche, perché in tal caso i suoi clienti, fidandosi di lui, rischierebbero di brutto.

Noi, che non siamo clienti di nessuno e che siamo arrivati ad un punto della nostra esistenza a partire dal quale ogni cambiamento non promette nulla di buono, possiamo solo augurare al giovane presidente americano di scoprire qualche nuova verità da annunciare urbi et orbi, e al nostro non più giovanissimo premier di non lasciarsi più sedurre dal fascino del pensiero filosofico dei presidenti degli Stati Uniti.

Visto che sembra godere d’un’aspettativa di vita di centovent’anni, come ha detto una sua giovane ministressa (o si dice ministra? Bah fa lo stesso, l’importante è capirsi) rischia di apparire un po’ malfermo nella sua identità culturale. Solo pochi mesi fa era, infatti, un fervido estimatore di Bush. Di qui ai prossimi cinquant’anni chissà quante volte potrebbe esser costretto a mutar bandiera…

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