Nota a Margine. La Lotteria degli Eurovilleggianti.

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note1Ci risiamo: la questua elettorale è già in pieno svolgimento. Questa volta tocca agli eurovilleggianti: portaborse, trombati alle precedenti politiche, nani, ballerine, maliziose ninfette, spensierati e astutissimi giullari. Avanti c’è posto. Oddio, posti numerati, s’intende. La vacanza a Strasburgo e a Bruxelles bisogna essersela meritata. E, a dire il vero, ognuno se l’è guadagnata, a modo suo. Non mancano casi eclatanti.

Il più emblematico è quello di Cofferati, che non si è ripresentato candidato sindaco a Bologna perché – così ha detto – troppo preso dalle sopraggiunte (un po’ tardivamente, a dire il vero)  incombenze di neo-papà. In effetti fare il sindaco e il babbo a tempo pieno era difficile. Fare l’europarlamentare a Strasburgo invece no: vuoi mettere? Ventimila Euro al mese fra ninnoli e nannoli, una capatina ogni tanto in vacanza all’estero, giusto il tempo di una briochina e un caffè lungo, due chiacchiere con i colleghi, un paio d’ore o giù di lì a far finta di occuparsi delle sorti del mondo, senza dimenticarsi di ritirare lo stipendio, e via. Si torna a casa ad occuparsi di cose serie: pannolini, pappine, ruttini, cacchine e via di seguito.

Chissà se tornerà in villeggiatura a Strasburgo anche la signora Zanicchi. Se non tornasse sarebbe una perdita gravissima per la politica europea: due interventi durante il suo mandato, uno dei quali sui cani da compagnia. Magari troverà il tempo anche per cantare la canzoncina di Sanremo: fra i parlamentari qualcuno potrebbe prenderla in parola e accontentarla lì per lì, en passant fra una seduta e l’altra, senz’amore e coram populo.

Qualcuno la vacanza a Strasburgo se l’è guadagnata incatenandosi a Roma di fronte alla sede d’un giornale. Chissà cosa s’inventerà a Bruxelles. Chissà che effetto farebbe vedere Dominici che s’imbavaglia davanti alla sede di Le Monde. Gli suggeriamo, tuttavia, di non esagerare: in Francia troverebbe meno attenzione che in Italia. Da quelle parti la commedia dell’arte è una cosa seria e non tollerano sceneggiate e commediole improvvisate.

Nel campionario dei partecipanti alla Lotteria degli Eurovilleggianti non manca proprio niente. C’è un po’ di tutto e ce n’è per tutti i gusti: dalla scienziata atea al neobattezzato, dal veterocomunista al neofascista, dal progressista illuminato al conservatore sfegatato. Ognuno distante dal proprio vicino anni luce sotto il profilo ideologico, e tutti insieme appassionatamente uniti in corsa per vincere un premio della Lotteria, investiti anzi consacrati dai Segretari Vassalli dei Partiti di questa strana, infelicissima, Repubblica Feudale fondata non sul lavoro bensì su un micidiale insieme di grossi, spaventosi, orripilanti e disgustosi equivoci.

Insomma, fra un po’ saremo invitati a rimandare in vacanza gli eurovilleggianti di turno. Verrebbe voglia, invece, di rimandare al mittente il certificato elettorale. Un’alternativa interessante, più redditizia ed infinitamente meno cara, sarebbe quella di inviare a Strasburgo un po’ di rappresentanti a provvigione, a fare i lobbisti. Qualcosa, almeno, farebbero. Potremmo anche chiedere di rappresentare gli interessi degli italiani ai tedeschi, ai francesi, agli inglesi o anche ai greci e, perché no?, ai rumeni: farebbero certamente qualcosa di meglio dei vicefaraoncini nostrani. Agli austriaci non conviene chiederglielo. Ogni volta che han provato ad emancipare l’Italia ne sono usciti con le ossa rotte.

Insomma, tutte le soluzioni sarebbero buone. Tutte tranne quella di queste elezioni inutili, dannose e soprattutto noiosissime.

Ma su, via! Dobbiamo essere positivi e propositivi: finiamola una buona volta di prendercela con i politici. Ormai è come sparare sulla crocerossa o, peggio ancora, tentar d’ammazzare un uomo morto.

Per questo vorremmo proporre una soluzione reale, concreta ed efficace per avviare a soluzione le problematiche, complesse e articolate, che affliggono da sempre la politica italiana: mandiamo le suore in Parlamento. Affidiamo il governo del paese ad una compagine monacale: gli Interni alle Francescane, gli Esteri alle Benedettine, l’Economia alle Carmelitane (scalze, s’intende), l’Educazione alle Domenicane e il Welfare alle suore di Madre Teresa di Calcutta. La difesa starebbe a pennello alle Orsoline. Per gli altri dicasteri non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Certo, ci sarebbe da aspettarsi un po’ di confusione nella diplomazia, qualche pasticcio nella forma e un po’ d’imbarazzo generale durante i vertici del G8 e in certe manifestazioni ufficiali nelle quali è prevista la partecipazione del nostro Governo.

Ma su una cosa – nuovissima e inimmaginabile oggi – potremmo star sicuri: nessun ministro di siffatto Governo andrebbe a dormire, dopo compieta ed esame di coscienza, lasciando nella… melma fino agli occhi il popolo italiano.

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6 pensieri riguardo “Nota a Margine. La Lotteria degli Eurovilleggianti.

    Alessandro OPSCG ha detto:
    26 maggio 2009 alle 5:32 pm

    Sono sconcertato. Quando ero ancora “politicamente giovane”, ci divertivamo, fra studenti universitari a stuzzicarci chiedendo: “Per quale lista voterai? Chi ti da più fiducia?”. E la risposta era una sola, rispettosa per ognuno di noi.
    Adesso bisogna chiedersi solamente: “”Per quale lista non voterai?”
    E la risposta é lunga, lunghissima….. ai posteri l’ardua sentenza !!!

    Carlo Francou ha detto:
    27 maggio 2009 alle 12:14 am

    Il quadro è davvero inquietante. In Europa ci sono milioni di disperati che non arrivano alla fine del mese e questi signori fanno i “pendolari di lusso”. Speriamo perlomeno che qualcuno degli eletti si batta per tenere vive le “radici cristiane” che invece Bruxelles ha volontariamente preferito dimenticare (e non è solo una questione di parole…).
    Complimenti a Calibano per la penna tagliente!

    Archim. Mons. Virginio Fogliazza ha detto:
    27 maggio 2009 alle 8:31 pm

    La riflessione arguta di Giacomo sulle prossime elezioni vorrei fosse meditata da tutti coloro che dicono che il loro ruolo in politica è all’insegna del “bene comune”….

    Questi troverebbero spunti provvidenziali per un concreto esame di coscienza.

    Come in ogni settore della vita anche in quello della politica c’è tanta necessità di rinnovamento e non solo quello generazionale.

    Quanto sarebbe opportuno che i Cattolici fossero presenti, uniti e portatori di grandi valori, ma sopratutto convinti che solo nello spirito di servizio e nella capacità di leggere i bisogni della gente si realizzano le soluzioni migliori del bene comune.

    Luca Giampiero ha detto:
    28 maggio 2009 alle 5:10 pm

    BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA COI CAGNACCI DELLA POLITICA!
    É ora di tornare a fare politica col cuore…e con “buona fede”!!

    marta ha detto:
    28 maggio 2009 alle 5:20 pm

    La politica è un’alta forma di carità e di verità.
    Ed è il luogo dove ogni egocentrismo dovrebbe morire perchè tutto si volge al bene comune.

    Troppa gente urla allo scandalo, si lamenta ed insulta … se altrettanta gente si impegnasse seriamente per il bene comune tutto cambierebbe.

    …. E non è necessario arrivare alla politica mondiale, è già sufficiente quella della propria citta … ma c’è un pericolo sempre in agguato “il piacere del potere raggiunto” ed anche “l’invidia del potere raggiunto dall’altro”.

    La rabbia va incanalata in azione di bene … o almeno credo … ma questa è una cosa che inizia dal grado di rispetto che una persona ha per ogni altra persona.

    Dario ha detto:
    31 maggio 2009 alle 12:30 am

    Condivido la proposta finale! In effetti la politica e’ caduta molto in basso.
    Dario

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