Tre nuovi “soldati di Cristo” a Maccastorna.

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Mons. Virginio Fogliazza durante la premiazione.
Mons. Virginio Fogliazza durante la premiazione.

Tre nuovi “soldati di Cristo” a Maccastorna.
Di Alessandro Grecchi

Maccastorna, 31 Maggio 2009

La solenne festa di Pentecoste é stata celebrata a Maccastorna con la presentazione dei tre cresimandi del borgo: i giovani sono Christian Cofferati, Fabio Morlacchi e Denis Vacaro.

Alla presenza di tutti i parrocchiani, Mons. Virginio Fogliazza ha celebrato la messa di Pentecoste, puntualizzando la comune, santa, unzione che abbiamo ricevuto noi laici e i sacerdoti.

“Pur nella diversità di ministero – sottolinea Mons. Fogliazza – siamo tutti stati unti per servire il Signore, io come cresimato e come sacerdote, quasi 55 anni fa, …. e tutti voi come cresimati nella società odierna….”

Alla fine della messa i tre ragazzi sono stati premiati con un diploma e un’icona.

Denis, Fabio e Christian
Denis, Fabio e Christian

Christian e Fabio riceveranno la S. Cresima da Mons. Giuseppe Merisi, invece Denis andrà a Sa’bao’ani, in Romania, per riceverla dal suo Vescovo e festeggiare con la famiglia e tutti i suoi parenti questo momento solenne.

Dopo la messa è stato offerto, nei locali della parrocchia, un rinfresco per dare il benvenuto nella comunità di Maccastorna ai tre nuovi “soldati di Cristo”.

A.G.

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11 pensieri riguardo “Tre nuovi “soldati di Cristo” a Maccastorna.

    Archim. Mons. Virginio Fogliazza ha detto:
    1 giugno 2009 alle 10:09 am

    —– Original Message —–
    From: Leonia (email)

    To: Mons. Virginio FOGLIAZZA
    Sent: Monday, June 01, 2009 12:28
    Subject: Re: Maccastorna

    –Rev.mo mons. Virginio,
    ho partecipato con la mia amica di Cremona alla bellissima festa di ieri a Maccastorna.
    E’ la prima volta che vedo-giustamente-abbinata la Pentecoste con la memoria della nostra S. Cresima.
    E’ fondamentale oggi, anche senza aderire al movimento del Rinnovamento dello Spirito, che la Pastorale ricordi e faccia rivivere ai cristiani il sacramento fondante la nostra esperienza cristiana che è appunto la S. Cresima.
    Leggo nella relazione, troppo sintetica, il riferimento un po’ anacronistico al vecchio Catechismo di S. Pio X per cui la Cresima ci fa “soldati di Cristo””. Troppo limitato il riferimento. Oggi -come Lei ha ricordato- c’è bisogno della presenza di cristiani, testimoni con la loro vita della fede che professano. E ricordare la Cresima, sacramento che ci ha consacrati con il S. Crisma non può non darci una spinta.
    Grazie, Monsignore per la freschezza della Sua pastorale.

    Leonia
    ——————–

    Gentile Signora,
    Grazie per le Sue gentili espressioni.
    Noi preti siamo solo uno strumento, spesso molto inadeguato al servizio della S. Chiesa.
    Non posso tacerLe che il ruolo di “soldato di Cristo” ha anch’esso il suo fascino.

    don Virginio

    Alessandro OPSCG ha detto:
    1 giugno 2009 alle 8:22 pm

    É quantomeno curioso essere definiti “troppo giovani” non più di 15 giorni fa (“Lei è molto giovane e non può certo ricordare, ma … fino al 1962…”) e “anacronistici” reazionari nel messaggio di ieri.
    Tutto questo é un po’ contraddittorio, dovuto forse al fatto che chi ha scritto non mi conosce a pieno.
    Torno a ripetere che sono pronto a qualsiasi tipo di dialogo, ma, ora, consiglio vivamente chi ha scritto questi giudizi sul mio conto di conoscermi meglio prima di tranciare qualsiasi altra staffilata “…. ai limiti dell’insulto”.
    Se qualcuno vuole confrontarsi, anche in modo acceso con il sottoscritto, chiedo di essere rintracciato tramite Monsignor Priore, e non di inviare a lui messaggi che riguardano me.
    La cosa, visto che si è ripetuta, ora mi ha offeso.
    Per togliere ogni dubbio, la mia mail é alessandro@reimomo.it

      Alessandro OPSCG ha detto:
      2 giugno 2009 alle 1:20 am

      É ovvio che il “più meglio” alle settima riga é dovuto alle mia anziane, ossute dita che di cui l’artrite si prende gioco quando batto sulla tastiera!!!

    Alessandro OPSCG ha detto:
    1 giugno 2009 alle 8:24 pm

    P.S.: Chokran ila Abouna Virginio men al kelmet jamilet !!!

    marta ha detto:
    1 giugno 2009 alle 8:52 pm

    Mi intrometto un pochino giusto per dire che effettivamente l’immagine dei “soldati di Cristo” potrebbe essere un po’ fuorviante.

    E lo è se prendiamo l’immagine comune del “soldato” e del rigore che lo caratterizza … ma l’essere “soldati” significa anche quel “Mi ami tu?” detto a Pietro da Gesù. Significa porsi al totale servizio di Dio e del prossimo in una specie di espropriazione di sé.

    Insomma, se proprio soldati dobbiamo essere, molto probabilmente saremo i “CASCHI BLU” di Dio … soldati senza armi … o meglio armati solo dal “servire con amore e dedizione” …

    Quindi … tutti i ruoli collimano.

    Scusate l’intromissione.

    don Virginio ha detto:
    2 giugno 2009 alle 7:46 am

    Marta è “signora di saggezza”: mi garba (i toscani dicono così!!) la sua originale interpretazione di “soldato di Cristo”.

    Omnia cooperantur in bonum !
    Molto bene.

    Nel diaologo e nel confronto le opinioni diverse non devono mai offendere, ma sono sempre motivo di vicendevole arricchimento !

      Alessandro OPSCG ha detto:
      2 giugno 2009 alle 11:25 am

      Anch’io sono d’accordo con l’idea di ukhtouna Marta (della notra sorella Marta).
      Ha proprio centrato nel segno.
      Grazie!

    marta ha detto:
    2 giugno 2009 alle 12:11 pm

    Oh no, don Virginio, non è saggezza è solo la mia vita dove nella durezza è quello che ho capito.
    Di una stessa cosa, immagine, dono o virtù ci sono sempre 2 modi di viverla: 1 buona ed 1 cattiva.

    Per intenderci tutto è come il raggio laser: può tagliare e dividere, ma può anche unire e saldare in modo eccezionale.

    Tutti i doni dello Spirito Santo possono diventare armi distruttive se usati come propri ed è per questo che il dono supremo dello Spirito Santo è quello di “saper comunicare” e “saper ascoltare” per unire, sempre unire. La sequenza dello Spirito Santo che preferisco è questo che dice, prega ed invita … anche quando il male imperversa e sembra stra-potente e pure dentro la Chiesa.

    Grazie per le parole … ma è solo vita.

    E … per Alessandro:
    le ferite sull’amor proprio fanno un male cane, ma fanno anche bene perchè si diventa testimoni di Dio e non di sé stessi … e devo dire lei che ne è uscito bene ponendosi in prima persona ed in prima linea.

    Grazie anche a lei

    Giovanni Grecchi ha detto:
    2 giugno 2009 alle 4:58 pm

    Ho ricevuto il sacramento della Cresima nel 2001 preparato, oltre che dal Catechismo dei miei Gesuiti del Leone XIII di Milano, dallo zio Cav. Alessandro.
    Sono orgoglioso di essere diventato un soldato di Cristo con un Caporale di tutto rispetto!

    don Virginio ha detto:
    3 giugno 2009 alle 11:06 am

    Al di là della battuttina finale, sono lieto -come pastore- di apprendere che anche oggi ci sono giovani orgogliosi di essere soldati di Cristo.

    C’è addirittura un Ordine religioso chiamato Legionari di Cristo .

    Prego il Signore che sappiano, ogni giorno, vincere la santa battaglia contro il male, che è dentro e fuori di noi.

    don Virginio

    Redazione ha risposto:
    3 giugno 2009 alle 1:47 pm

    Un sincero grazie a tutti gli intervenuti in questa discussione. Direi, a questo punto, di chiuderla augurando ai cresimandi un cammino cistiano nella gioia e a tutti un buon proseguimento della settimana.

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