Nota a margine: chi pratica lo zoppo…

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note1Milano sembra una città africana”. Con queste parole il Presidente del Consiglio dei Ministri della nostra Repubblica ha inteso esternare tutta la sua indignazione per il degrado di Milano. Comprendiamo le sue ragioni: le immagini di villa Certosa dove candidae puellae sfilano, per il piacere dei suoi occhi, come mamma le ha fatte sui bordi delle piscine immerse in un parco di sessanta ettari di verde affacciati sul mare, lo hanno ormai emancipato ad una percezione visiva che mal sopporta l’inestetica apparenza della gente comune, quella che si muove nelle vie delle noste città mostrandosi com’è, senza ricorrere al restyling del chirurgo o alle sapienti mani del massaggiatore dei centri fitness più di moda.

Comprendiamo le sue ragioni, è vero, ma ci dispiace di non poterle assecondare in nessun modo.

Prima di tutto perché il Presidente del Consiglio dei Ministri della repubblica Italiana fondata sul lavoro, quando parla non dovrebbe mai dimenticare gli obblighi del suo status. Quello stesso status al quale mostra di sapersi richamare, e senza tanti complimenti ogni volta che gli pare e piace, come quando si porta in Sardegna cantanti e ballerine utilizzando l’aereo di stato e nel caso del cosiddetto “lodo Alfano”, che gli garantisce, proprio grazie al suo status, intoccabilità assoluta dal punto di vista giudiziario.

E poi perché quel termine “africana”, usato in modo evidentemente dispregiativo, è un’offesa a tutti gli abitanti di un continente sul quale, in un passato non ancora remoto, già si è abbattuta a sufficienza la furia devastatrice della civilissima Europa.

Se proprio si deve dire il vero, una genuina nota di “africanità” l’abbiamo vista osservando proprio lui nella sua tenuta in Sardegna, mentre si muove come un autentico rais maghrebino che, imitando i sultani mediorientali, nel suo personalissimo ed esclusivo “jannat allah” si gode, circondato da vergini fanciulle, il paradiso su questa terra.

Altra nota di “africanità” possiamo trovarla infine, per esempio, nella sua tendenza a debordare un po’ quando si lascia andare a dichiarazioni trionfalistiche, accompagnate da quelle espressioni di autocompiacimento tipiche di Gheddafi l’africano per eccellenza, ridicolizzato perciò tante volte sulla stampa internazionale.  Che il nostro non abbia a pensare che sia stato proprio quel comportamento a garantire al rais quarant’anni di potere incontrastato? Forse gli ha fatto male frenquentarlo troppo.

Chi pratica lo zoppo, lo dice anche il proverbio, impara a zoppicare.

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5 pensieri riguardo “Nota a margine: chi pratica lo zoppo…

    marta ha detto:
    5 giugno 2009 alle 4:28 pm

    Non posso fare altro che concordare in pieno e … giù le mani dalla mia Milano e giù le mani dall’amata Africa culla del genere umano (fatto ormai quasi certo) e così indegnamente strumentalizzata, disprezzata ecc. ecc.

    Arch. Mons. Virginio Fogliazza ha detto:
    6 giugno 2009 alle 3:12 pm

    Come cittadino non di serie B, qualche volta, alla sera molto tardi, mi sono attardato davanti a trasmissioni televisive di ordine politico.

    In “casa mia” mi hanno sempre frenato nel mio bisogno innato di “lavorare” per il Regno, dicendomi che l’attivismo non è mai una virtu’!

    Credo che anche la “politica del fare ” può non essere una virtù, quando non parte da persone motivate da grandi valori umani.
    Quanta poltiglia !
    Che amarezza !
    Ma…devo dire anche : “quanta incapacità di volare alto ho riscontrato in campi avversari “, ho visto solo il rincorrere la poltiglia altrui…

    …allora mi viene in mente quello che Lui ci ripete: “guarda la trave che solca il tuo occhio” …

    Rimane, però, l’amarezza… “quale sarà l’avvenire del nostro Paese?”
    Quale scuola di vita incontrano le nuove generazioni?

    Ho paura che il “bullismo” è solo l’inizio di un futuro che si presenta molto nero.

    Ma qui Qualcuno mi suggerisce dentro al cuore: “dove è finito l’uomo di speranza che è sempre stato vivo in te?”

    Rispondo: dammi una mano!

    Questa settimana è forse stata troppo pesante…

    marta ha detto:
    6 giugno 2009 alle 5:49 pm

    Anche la mia settimana è stata pesante, don Virginio! Veramente è da un un po’ settimane che va vanti così … però una cosa va detta comunque.

    Come persone della speranza, come persone che sanno guardare oltre, vediamo sì tutta la poltiglia e il “dubitare” è ovvio, logico ed immediato, ma è anche ovvio, logico e immediato ad un Qualcuno che, in mezzo a questa poltiglia, si è posto al di sopra e con la sua persona (in quanto uomo perfetto) ha parlato tanto, ma ha fatto di più!!!!

    Il vero fare, il vero attivismo, quello che porta frutto agli altri (e a chi lo fa spesso porta alla croce … ahimé) nasce da un “essere” e da questo “essere” si arriva all'”ESSERCI” … una specie di “orazione ed azione” (senza mai invertire l’ordine).

    Se ci lasciamo prendere dallo scoramento e guardiamo solo all’imminente (ed è facilissimo questo perchè ora è davvero troppo per tutto) entriamo nello stesso gioco e diventa solo recriminazione, pettegolezzo e rincorrere gli errori e/o vizi altrui (come d’altra parte è stata campagna elettorale di questi giorni) … insomma un farsio belli alle spalle altrui … Cosa che identifica che NON CI SONO persone a cui interessa il bene comune, ma interessa solo il loro bene.

    Ma ci sono persone come lei che nascosto in una parrocchia fa in modo che “nascano e crescano” persone nuove che non guardano a sé stesse, ma al prossimo; che non guardano al proprio tornaconto, ma che sono capaci di contrastare proponendo e sono capaci di farlo da soli senza schiere di “simpatizzanti”.

    Ne abbiamo avuto di uomini così … quindi ci è lecito sperare che ce ne saranno ancora … e lei è in una posizione che questi uomini li può aiutare ad avere il coraggio di esporsi.

    Che non venga mai meno la sua speranza e perseveranza nella speranza!!!

    Buona domenica nella Trinità!

    don Virginio ha detto:
    6 giugno 2009 alle 10:15 pm

    Grazie, Marta !
    Un’altra Marta, un giorno molto lontano, ha richiamato Lui perchè non era presente quando il su’ fratello era alla fine.
    Vede, è importante che Lui ci sia sempre e qualche volta ci dia anche qualche segno della sua presenza …siamo creature e Lui lo sa.
    Grazie di cuore !

    Oggi ho celebrato in tre Comunità diverse.
    Domani in altre tre.
    E’ vero, trovo sempre tanti cercatori di Dio.

    Alessandro OPSCG ha detto:
    7 giugno 2009 alle 11:03 am

    MILANO AFRICANA? EVVIVA !!!

    Se Milano sembra una città Africana è solo un segno di ricchezza. Mi spiace solo che non sembri ancora una città sudamericana, indiana, russa….
    Il nostro Presidente del Consiglio non si é ancora abituato al fatto che un muro caduto vent’anni fa è stato il simbolo dell’inizio della trasmigrazione dei popoli.
    Altra cosa è la sicurezza, l’ordine sociale, e il rispetto delle regole.
    Dobbiamo, prima, confrontarci, parlare, mettere in pratica le nostre esperienze con quelle degli altri.
    Poi, come il sottoscritto, non diremo: “Milano é meglio di Parigi, … però sta imparando a diventare cosmopolita…”

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