Nota a Margine. Dies Irae, the day after: il morto giace…

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note1Ho scritto per il mio giornale questo articolo. Si riferisce alla realtà locale di Prato, in Toscana, ma ritengo che -mutatis mutandis- possa ben riflettere anche altre situazioni.

Tanto tuonò che piovve, dice il proverbio. Ed è piovuto a dirotto, con tuoni fulmini, saette e pure la grandine. Lasciamo l’analisi del voto agli esperti, e accontentiamoci di guardare le cose così come ci si parano davanti agli occhi. Le cose, nude e crude, stanno lì, a dimostrare impietosamente il fallimento totale, la débâcle assoluta di un modo di intendere e di vivere la politica.

A sentir loro, i signori dei partiti, hanno vinto tutti, chi per un verso, chi per un altro. Bisogna tuttavia riconoscere che anche il loro ragionamento ha un fondamento di verità: hanno vinto tutti per la stessa ragione per la quale, alla fine di ogni lotteria, il ministero delle finanze vince sempre: a chiunque vadano i premi, la metà del bottino raccolto, che tutto insieme supera di gran lunga il primo premio, resta nelle sue casse.

Ma insomma, qualcuno che ha perso ci sarà pure, no? Certo che c’è: ha perso l’Europa ed hanno perso le nostre città, le nostre province, le nostre regioni, insomma abbiamo perso noi e han vinto loro.

Eh si, duole ammetterlo, ma in questa democrazia malata di feudalesimo, se ti azzardi a dare il voto a qualcuno e questo qualcuno poi vince le elezioni, costui non è semplicemente un eletto; è un consacrato, un unto del Signore, un baciato dalla sorte, e vita natural durante sente di avere il diritto sacro e santissimo di mantenersi ben saldo in questo status. Dio glielo ha dato e guai a chi glielo tocca.

Lo abbiamo visto anche questa volta: gli interessi della città, della popolazione, la crisi dell’area tessile, i problemi dell’immigrazione non sono stati i protagonisti della campagna elettorale. Han fatto semplicemente da sfondo, da visual background. Protagonisti sono stati loro, i partiti.

La politica per la politica come l’ars gratia artis.

Se i problemi della gente fossero stati davvero oggetto d’interesse per i partiti allora non sarebbe certo sfuggita a nessuno dei contendenti l’opportunità, unica e preziosissima, di riunire le tematiche europee a quelle locali in un contesto come quello dell’area tessile pratese la cui crisi può essere presa in gestione seriamente solo integrando gli interventi locali con quelli comunitari.

Per fare questo occorreva farsi sentire presso le segreterie dei partiti. Lo abbiamo scritto ripetutamente su questo stesso giornale (www.pratoblog.it), invitando i candidati a prendere in seria considerazione questo aspetto. Ma a Prato, evidentemente, non c’è stato nessuno in grado di farsi sentire per convincere la segreteria del proprio partito a scegliere almeno un candidato al parlamento di Strasburgo in grado di occuparsi di questa situazione. Oppure non gliene è fregato un fico secco.

E allora? E allora torneremo ad avere, chiunque vinca la lotteria di questo ballottaggio, una Provincia ed un Comune amministrati da politici per i quali l’interesse primario è la poltica stessa. In forza di questa autoreferenzialità, se la città muore poco male. Per loro si tratterà di organizzare un bel funerale. Se il morto (città e provincia) giace, i politici si dan pace.

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2 pensieri riguardo “Nota a Margine. Dies Irae, the day after: il morto giace…

    Alessandro OPSCG ha detto:
    10 giugno 2009 alle 11:36 am

    USQUE TANDEM CATILINA…

    Che dire? Sono da tempo finiti i tempi in cui, al Liceo, ci insegnavano che l’uomo é ζῷον πολιτικόν, zòn politikòn, che con una libera interpretazione potremmo tradurre animale che lavora per la città.
    La Politica, come il Sindacato, come la Pubblica Amministrazione sono oramai diventati delle professioni vere e proprie, quindi chi ci lavora pensa (forse in buona fede) per sé, e solamente per sé, come farebbe qualsiasi altro lavoratore dipendente.
    Qello che questi signori si dimenticano é che i loro datori di lavoro siamo noi, con le nostre imposte, coi nostri “bollini annuali”.
    Se facessero un piccolo sforzo, ma arrivati a questo punto dubito che lo facciano, riuscirebbero, come cittadini, a capire che anche loro sono datori di lavoro della Politica, e quindi di loro stessi. Solo in questo modo capiranno di svolgere una missione per la comunità, e non un lavoro per sé stessi.
    Dubito che giungano a questo passaggio “difficilissimo” per il loro cervello, troppo piccolo e impegnato in altre, impostantissime copse!!!

    […] Nota a Margine. Dies Irae, the day after: il morto giace…. Ho scritto per il mio giornale questo articolo. Si riferisce alla realtà locale di Prato, in Toscana, ma ritengo che -mutatis mutandis- possa ben riflettere anche altre situazioni. Tanto tuonò che piovve, dice il proverbio. Ed è piovuto a dirotto, con tuoni fulmini, saette e pure la grandine. blog: Amici di Don Virginio | leggi l'articolo […]

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