Meditate gente, meditate…

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On. Mirko Tremaglia
On. Mirko Tremaglia

Apprendo solo adesso di questo comunicato stampa dell’8 luglio 2009.

Mi sembra che contenga molte affermazioni sulle quali conviene riflettere, e questo a prescindere da ogni considerazione di parte politica.
Il fatto che non sia stato sufficientemente pubblicizzato la dice lunga sul pluralismo di opinioni che dovrebbe animare ogni sana democrazia.
Viviamo in un periodo di estrema confusione. La politica ha deluso fortemente e occorre, ora più di sempre, cercare l’uomo. Al di là delle bandiere e dei vessilli, troppo spesso ostentati per motivi di comodo, sono le idee -e la volontà di portarle avanti- le cose che contano.

Dalla lettura di questo documento ho appreso una cosa: spesso là dove meno te lo aspetti arriva un segnale importante. Saperlo cogliere, senza pregiudizi e senza opporre barriere ideologiche  è da persone intelligenti.

Oggi è stato inventato il “reato di immigrazione clandestina” che vuole colpire emigranti che non hanno commesso alcun reato specifico contro la legge e che non hanno offeso alcun diritto altrui.

Come parlamentare ed a nome del CTIM – Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, reagisco con estremo vigore per impugnare questa decisione che suona offesa a quanti nel mondo sono costretti a vivere ed operare al di fuori dei loro Paesi di origine.

Scendiamo in campo per difendere i diritti di chi è costretto a lasciare il proprio Paese di origine per ragioni di sopravvivenza sua e della propria famiglia. Reagiamo ai maltrattamenti ed alla privazione dei diritti di ciascun emigrante che rispetta in ogni parte del mondo i diritti altrui e quelli della convivenza.

Per questi motivi di fondo abbiamo considerato sacrosanto il nostro impegno in difesa dei lavoratori italiani emigrati all’estero e ci impegniamo oggi per fare revocare questa “distorsione legislativa” che ha “inventato” una norma assurda che vuol colpire milioni di persone che lavorano o vogliono lavorare in Italia.

Quando ero Ministro per gli Italiani nel Mondo, quale mio primo atto ufficiale, sono stato a rendere omaggio agli Italiani emigrati in Belgio morti a Marcinelle in Belgio l’8 agosto 1956, 136 lavoratori periti nella miniera di Bois du Cazier, ed ho presentato come Ministro per gli Italiani nel Mondo una direttiva, divenuta decreto, ove si considera la rilevanza sociale della riscoperta dei valori storici e culturali che hanno accompagnato il processo di emigrazione di massa dall’Italia, in particolare per il riconoscimento e la valorizzazione del lavoro e del sacrificio dei connazionali emigrati.

Questa diviene la premessa di un discorso di fondo che ci impegna, così come abbiamo fatto per gli Italiani, a difendere le ragioni di quanti si sono trovati in Italia per tutelare e difendere le ragioni della loro esistenza.

Da allora, con la data dell’8 agosto è stata emanata questa direttiva:

1. La giornata dell’8 agosto di ogni anno è designata “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”. In tale data, le Amministrazioni pubbliche assumono e sostengono, nell’ambito delle rispettive competenze, iniziative volte a celebrare il ricordo del sacrificio dei lavoratori italiani nel mondo, al fine di favorire l’informazione e la valorizzazione del contributo sociale, culturale ed economico recato con il proprio impegno dai lavoratori italiani operanti all’estero.

2. Tali iniziative potranno essere avviate anche precedentemente all’8 agosto.

Questo significa che gli Italiani emigrati nel mondo, che hanno subito persecuzioni ingiuste, vengono da allora esaltati ovunque.

Questo appartiene alla Storia. E’ una realtà che significa aver preso atto nel mondo di una eccezionale realtà che chiamiamo “Sistema Italia”, avendo individuato nella verità l’esistenza di un mondo di Italiani emigrati all’estero, che abbiamo così in sintesi registrato:

· stampa e stazioni televisive (si parla di circa 390 testate giornalistiche);

· enti patronati;

· 93 Istituti di Cultura;

· circa 3,5 milioni di cittadini Italiani all’estero;

· 60 milioni di cittadini di origine italiana nel mondo;

· 72 Camere di Commercio italiane all’estero;

· 48 ospedali italiani nel mondo, che hanno fatto un patto di alleanza con gli ospedali in Italia;

· 1.000 Scienziati e Ricercatori italiani all’estero censiti;

· la Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo: circa 100.000 imprenditori a disposizione dell’Italia;

· 61.800 Ristoratori italiani, un fatturato annuo di più di 27 miliardi di Euro ed 1 miliardo di clienti ogni anno;

· una apposita convenzione con la RAI per aprire una grande finestra economica e culturale sull’Altra Italia mediante la trasmissione nel nostro Paese di programmi sulle Comunità italiane all’estero;

· la Carta dei Servizi Turistici per gli Italiani del Mondo: una grande opportunità che consentirà ai nostri connazionali all’estero, che visitano l’Italia, di usufruire di sconti su aerei, ferrovie, alberghi e musei;

· 123 Ambasciate e 116 Consolati;

· 500 Comitati della “Dante Alighieri”;

e fatto di eccezionale valore:

· 395 Parlamentari di origine italiana all’estero, che svolgono la loro attività politica in ogni parte del mondo.

E in questa realtà democratica, conquistata con il lavoro, noi abbiamo operato e abbiamo dato con la legge n. 459 del 27 dicembre 2001 la cittadinanza italiana a più di 3 milioni di emigrati. Abbiamo per loro anche cambiato due volte la Costituzione ed a questi Italiani abbiamo dato il diritto di votare alle elezioni politiche italiane.

Questo è il punto di partenza di una realtà che nessuno può disconoscere: è la contrapposizione al “reato (inventato) di immigrazione clandestina” che deve essere cancellato. Tolta la “immigrazione clandestina” occorre dare immediatamente spazio attraverso due rimedi: quello della “regolarizzazione” e quello della sanatoria, provvedimenti evidentemente che debbono avere impostazione e carattere amministrativi.

Come esempio di questa nuova realtà, che noi indichiamo, vi è la regolarizzazione di oltre 700 mila emigrati nel nostro Paese, già avvenuta su richiesta dell’On. Gianfranco Fini.

Gli Italiani emigrati nel mondo sono riusciti a superare ogni persecuzione.

E’ inconcepibile che si possa “inventare”, proprio qui in Italia, una persecuzione che i nostri hanno giustamente respinto all’estero, fatta contro di loro.

Siamo quindi moralmente, oltre che politicamente, impegnati a salvaguardare gli stessi diritti che i nostri emigrati hanno ottenuto con tanti sacrifici.

Invito a fare questa battaglia di democrazia innanzitutto i miei Colleghi parlamentari, in particolare i Deputati e Senatori italiani eletti all’estero, nonché la Presidenza ed i componenti del CGIE e dei Comites.

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2 pensieri riguardo “Meditate gente, meditate…

    Marie-Ange ha detto:
    14 agosto 2009 alle 6:52 pm

    Vorrei ringraziare l’On. Mirko Tremaglia per questa bellissima riflessione.
    Purtroppo questa è la realtà in cui vivono gli immigrati irregolari. è veramente una confusione, gli immigrati fuggono dalla poverta ed alcuni scappano da una vita crudele. Come si dice dalla padella alla brace.

    don Virginio ha detto:
    18 agosto 2009 alle 6:34 am

    I senzatetto italiani e stranieri si riparano sotto la tangenziale, tra letti di fortuna, cumuli di rifiuti e latrine a cielo aperto
    Lungo il fiume la città dei “fantasmi”
    Viaggio tra i poveri che sopravvivono sulle sponde dell’Adda

    Leggo, stamattina, sul quotidiano “Il Cittadino” questo articolo:
    “Materassi a terra, qualche coperta e come tetto un cavalcavia. È la terribile condizione di un gruppo di persone che vive a due passi dal fiume, nelle vicinanze del ponte sull’Adda della tangenziale di Lodi. Tra i piloni e le rampe per raggiungere la carreggiata è stato allestito un dormitorio di fortuna, con giacigli e tende che sono state piantate in zone riparate. Nascosto nel verde, l’accampamento si nota soltanto da vicino ed è frequentato da italiani e stranieri senza fissa dimora. Durante il giorno i suoi abitanti si fermano alla mensa dei poveri in città, per un pasto caldo e con il calar del sole si ritirano lì, sotto la tangenziale, per riposare. Alcuni di loro raccontano di aver perso il lavoro e di non riuscire ad arrivare più alla fine del mese. Qualcuno sostiene invece di essere riuscito a mantenere un’occupazione, ma a causa di difficoltà economiche è finito sulla strada…”

    Questo in Lombardia !
    Mi domando, ma ci sono ancora le Caritas diocesane e parrocchiali?
    Non sarà possibile una autentica risposta evangelica a questa barbara situazione.
    Non sarà possibile fare il censimento delle case parrocchiali chiuse per la mancanza del sacerdote residente.
    Sarà possibile fare un censimento degli asili infantili chiusi?
    Mi rendo conto che aprire le porte, oggi, occorre avere edifici a norma.
    Ma la carità pastorale sa affrontare ogni difficoltà.
    Ma è normale che la nuova evangelizzazione non sappia usare il linguaggio capibile e credibile a tutti, che è quello della carità?
    Come si può “spezzare il Pane” alla domenica e non spezzare poi il nostro pane con questa povera umanità?
    E’ troppo facile criticare la “Bossi Fini” o l’ultimo decreto sicurezza del buon Maroni, troppi sono gli spunti che offrono per le nostre distanze.
    Ma operativamente può la cominità cristiana fare di più?
    Certamente SI.

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