Il dubbio.

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Da La Stampa 9 Settembre 2009

Tarantini: “Diciotto feste organizzate per Berlusconi”
L’imprenditore barese ammette di aver finanziato la cena elettorale Pd e conferma le accuse all’assessore democratico Frisullo GUIDO RUOTOLO INVIATO A BARI

«Prostituzione e cocaina sono gli ingredienti per ottenere successo nella società». Lo dice senza infingimenti Gianpi Tarantini, l’imprenditore barese della malasanità, al pm Pino Scelsi che lo interroga. Cinque incontri dal 27 al 31 luglio, per non finire in carcere anche lui, come accadrà pochi giorni dopo al suo amico del cuore e socio Max Verdoscia, per il filone cocaina. E con il pm Scelsi, Gianpi ha parlato di escort e di «ragazze-immagine», delle diciotto serate organizzate per il Presidente Silvio Berlusconi. (Continua a leggere su La Stampa online)

Di fronte alle parole di questo signore sorge un dubbio: la “società” della quale parla è la nostra società oppure no? E se è vero che è la nostra società, allora com’è possibile essersi ridotti in questo stato? Attenzione: qui non è questione di essere “moralisti” o meno (se vuoi far fuori un avversario, di questi tempi, basta dargli del “moralista”), qui ci si sta giocando tutto, compreso l’avvenire dei nostri figli e dei nostri nipoti. Che speranze possono avere, a quali progetti di vita possono dedicare le loro energie, in che modo possono pensare di organizzare la loro esistenza all’interno di una società che premia con il successo chi fornisce prostituzione e cocaina? Se ha ragione quel signore -e i fatti che affiorano da questa inchiesta sembrano dargli ragione- allora per chiunque abbia a cuore la sorte dei propri figli, e soprattutto per noi cristiani, diventa importante considerare l’ipotesi di un profondo, totale e completo rinnovamento di questa società.

Se fino a ieri la limitatezza dei mezzi di comunicazione sociale, il filtro di una censura preventiva, e non ultimo un residuo di buon senso nelle classi sociali cosiddette “alte”, potevano rappresentare un argine al dilagare di certe piaghe, tenendo in tal modo -più o meno- al riparo la grande massa della società da quei vizi che sono sempre stati lo status symbol dei ricchi epuloni di ogni tempo, oggi non è più così. Media sempre più potenti, sui quali i censori non riescono a metter le mani addosso, sbattono in prima pagina, dei ricchi epuloni di oggi, non più e non solo le “pubbliche virtù” ma anche -e soprattutto- i “vizi privati”. E’ un bene o un male?

Certamente è un male quando non dicono la verità. Quando invece la dicono sorge qualche dubbio. Ma in questo caso, nel dubbio, non c’è alcuna libertà: o si rifonda la nostra società affidandone la guida a gente che dia serie e concrete garanzie di tenerci al riparo da questa immondizia o questa immondizia ci seppellirà.

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