Nota a margine. Noi, i cattolici dalle belle ciglia.

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note1Da un bel pezzo, ormai, in Italia si parla dei cattolici con sempre maggior distacco da parte di intellettuali a libro paga, direttori di giornali, politici, politicanti e via discorrendo. Tutti questi signori, e spesso gentili signore, quando parlano di noi lo fanno riferendosi come ad  una componente secondaria, marginale, un po’ demodé. Assomigliano un po’ a quei padroni di casa che, imbarazzati dalla permanenza in famiglia d’una vecchia zia, o del nonno un po’ fuori di testa, quasi si scusano con gli ospiti per questa disdicevole ma inevitabile situazione che li vede costretti a sopportarne la presenza come a dire “che volete farci… ci sono anche loro e bisogna pure aver pazienza ed essere tolleranti…”.

Tutto questo sino a quando arrivano le elezioni. Allora cambia un po’ tutto. I cattolici diventano importanti, e il loro contributo prezioso. Se si dovesse star dietro a tutte le lusinghe che arrivano in quei giorni ci si potrebbe anche illudere che si conti davvero qualcosa nel Gotha dei Faraoni ai quali rinnoviamo periodicamente il vitalizio (e che vitalizio…) con il voto.

Ma di recente c’è una novità. Non so se ve ne siete accorti anche voi: da un po’ di tempo i nostri eurovilleggianti, inquilini dei vari palazzi, utenti delle seicentotrentamila e passa auto blu (quasi dieci volte più di quelle dei loro colleghi statunitensi), stanno facendo a gara, da destra a manca, nel dichiararsi veri paladini della religione, autentici difensori della chiesa, genuini rappresentanti delle radici cristiane e così via. Non era mai successo.

Cosa sta mai succedendo? Han forse paura che i cattolici si siano leggermente stufati di esser presi per i fondelli da chi li lusinga davanti per servirli poi didietro? Sarà forse venuto loro il dubbio che potrebbero dar vita ad una nuova formazione politica che abbia, come primo obiettivo, quello di mettersi a far pulizia prima di tutto nei palazzi per restituire un po’ di dignità e credibilità a tutte quelle istituzioni che sono state ridotte ad agenzie di sviluppo di affari di pochi e incuranti del bene comune? Potrebbe essere, chissà…

Per ora siamo sempre qui, al nostro posto, “di fazione sul calvario”, come diceva don Mazzolari. Per il resto, staremo a vedere.

Al contrario della signora dalle belle ciglia, della quale si dice che tutti la vogliono e nessuno la piglia, noi cattolici nessuno ci vuole ma tutti ci pigliano, o meglio ci han preso e vorrebbero continuare a prenderci, e han paura di non poterci prender più. Per che cosa non lo scrivo perché don Virginio non me lo perdonerebbe né ora né mai. Lascio, dunque, a voi la conclusione che, nel segreto e nel silenzio più discreto della vostra immaginazione, potrà essere formulata in tutta libertà.

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