Africa immenso “polmone” spirituale per l’umanità

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citta-del-vaticanoCITTA’ DEL VATICANO, 4 Ottobre 2009 (VIS).

Alle 9:30 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Concelebrazione dell’Eucaristia con 239 Padri Sinodali e 55 Presbiteri collaboratori, in occasione dell’Apertura della II Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi che si aprirà nell’Aula del Sinodo in Vaticano e si concluderà il 25 ottobre del 2009.

Nell’omelia il Santo Padre ha commentato tre aspetti della odierna liturgia della Parola che “si rivela particolarmente adatta ad accompagnare l’apertura dell’Assemblea sinodale dedicata all’Africa. Il primo, (…) il primato di Dio, Creatore e Signore. Il secondo: il matrimonio. Il terzo: i bambini”.

“Sul primo aspetto l’Africa è depositaria di un tesoro inestimabile per il mondo intero: il suo profondo senso di Dio” – ha detto il Papa – “Quando si parla di tesori dell’Africa, il pensiero va subito alle risorse di cui è ricco il suo territorio e che purtroppo sono diventate e talora continuano ad essere motivo di sfruttamento, di conflitti e di corruzione. Invece la Parola di Dio ci fa guardare a un altro patrimonio: quello spirituale e culturale, di cui l’umanità ha bisogno ancor più che delle materie prime”.

“L’Africa rappresenta un immenso ‘polmone’ spirituale” – ha sottolineato il Papa – “per un’umanità che appare in crisi di fede e di speranza. Ma anche questo ‘polmone’ può ammalarsi. E al momento almeno due pericolose patologie lo stanno intaccando: anzitutto, una malattia già diffusa nel mondo occidentale, cioè il materialismo pratico, combinato con il pensiero relativista e nichilista”.

“Rimane tuttavia indiscutibile” – ha proseguito il Pontefice che il cosiddetto ‘primo’ mondo talora ha esportato e sta esportando tossici rifiuti spirituali, che contagiano le popolazioni di altri continenti, tra cui in particolare quelle africane. In questo senso il colonialismo, finito sul piano politico, non è mai del tutto terminato”.

“Ma, proprio in questa stessa prospettiva” – ha detto ancora il Papa – “va segnalato un secondo ‘virus’ che potrebbe colpire anche l’Africa, cioè il fondamentalismo religioso, mischiato con interessi politici ed economici. Gruppi che si rifanno a diverse appartenenze religiose si stanno diffondendo nel continente africano; lo fanno nel nome di Dio, ma secondo una logica opposta a quella divina, cioè insegnando e praticando non l’amore e il rispetto della libertà, ma l’intolleranza e la violenza”.

“Riguardo al tema del matrimonio, (…) così come la Bibbia ce lo presenta, non esiste al di fuori della relazione con Dio. La vita coniugale tra l’uomo e la donna, e quindi della famiglia che ne deriva, è inscritta nella comunione con Dio e, alla luce del Nuovo Testamento, diventa icona dell’Amore trinitario e sacramento dell’unione di Cristo con la Chiesa. Nella misura in cui custodisce e sviluppa la sua fede, l’Africa potrà trovare risorse immense da donare a vantaggio della famiglia fondata sul matrimonio”.

“Nella scena di Gesù che accoglie i bambini” – ha spiegato il Santo Padre – “opponendosi con sdegno agli stessi discepoli che volevano allontanarli, vediamo l’immagine della Chiesa che in Africa, e in ogni altra parte della terra, manifesta la propria maternità soprattutto nei confronti dei più piccoli, anche quando non sono ancora nati”.

“Rimane naturalmente valido ed attuale” – ha aggiunto il Pontefice – “il compito primario dell’evangelizzazione, anzi di una nuova evangelizzazione che tenga conto dei rapidi mutamenti sociali di questa nostra epoca e del fenomeno della globalizzazione mondiale”.

La seconda Assemblea sinodale, che ha per tema: ‘La Chiesa in Africa a servizio ella riconciliazione, della giustizia e della pace’. “Voi siete il sale della terra… voi siete la luce del mondo” (Mt 5,13.14)” “è momento propizio per ripensare l’attività pastorale e rinnovare lo slancio di evangelizzazione. Per diventare luce del mondo e sale della terra occorre puntare sempre più alla ‘misura alta’ della vita cristiana, cioè alla santità”.

“Possa la Chiesa in Africa” – ha auspicato Papa – “essere sempre una famiglia di autentici discepoli di Cristo, dove la differenza fra etnie diventi motivo e stimolo per un reciproco arricchimento umano e spirituale”.

“La riconciliazione, dono di Dio che gli uomini devono implorare ed accogliere, è fondamento stabile su cui costruire la pace, condizione indispensabile per l’autentico progresso degli uomini e della società, secondo il progetto di giustizia voluto da Dio”.

“A tutti domando” – ha concluso il Santo Padre – “di pregare perché il Signore renda fruttuosa questa seconda Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi”, che ha inizio domani.

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