Nota a margine. Letterina al sottosegretario di stato.

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note1Caro Onorevole, di fronte alle parole che Lei ha pronunciato entrando nel merito della morte di un giovane tossicodipendente -sulla quale sembra che Lei dimentichi che la magistratura ha avviato un’inchesta per omicidio- ci sarebbero molte cose da dire. Lei, Onorevole, esprimendosi in questo modo, ha insultato il dolore e la sofferenza continua di migliaia di persone, padri madri e familiari di giovani caduti nella trappola delle droghe che, in Italia come nel resto del mondo, patiscono le conseguenze di una situazione della quale solo un folle potrebbe pensare che siano loro i responsabili. Lei, Onorevole Giovanardi, indicando nella droga, nell’anoressia e nell’epilessia le cause remote della morte di quel giovane, ha forse tentato di escludere, o minimizare, le cause prossime della sua morte?

Già che c’era perché non ci ha messo anche il peccato originale di Adamo ed Eva? Fra tutte quelle che Lei ha indicato sarebbe stata l’unica giusta.

Lei, Onorevole Giovanardi, si è comportato peggio di coloro che dovessero risultare responsabili, se mai verrà fatta piena luce su qesta pagina non certo esaltante, della morte di quel giovane. Lei, Onorevole Giovanardi, parlando in questo modo si è comportato come il peggiore avvocaticchio di periferia, cercando di distogliere l’attenzione dal fatto per girare intorno ad antefatti che, veri o presunti che fossero, hanno a che fare con la morte di quel giovane come la cattiveria umana con gli omicidi del mostro di Firenze. C’entra, si, ma dal punto di vista della giustizia (che è quello sul quale si deve rispondere da parte dello stato), esattamente come il cavolo a merenda.

Non si fa così, signor Onorevole Carlo Giovanardi. Lei occupa una poltrona, quella di sottosegratrio di Stato, che non è quella di un avvocaticchio qualsiasi difensore di qualche delinquente che cerca di sottrarre alla giustizia il proprio cliente con le solite squallide manfrine. Lei dovrebbe rammentarsi, Onorevole Carlo Giovanardi, che la Repubblica Italiana è una cosa seria, e non la bancarella di mercato sulla quale si espongono cianfrusaglie a basso prezzo per accontentare il cattivo gusto di qualcuno.

Le chiediamo dunque, caro Onorevole, di smetterla con le stupidaggini e di dedicare le sue energie, se proprio non ha nulla di meglio da fare, occupandosi della droga che circola nelle aule di Montecitorio e di Palazzo Madama. Oltretutto i suoi colleghi non rischiano di finire in galera massacrati di botte come quel giovane e lasciati crepare come cani. Non rischierebbe, pertanto, di pronunciare cose senza senso e oltraggiose come quelle che la mancata buona occasione, da parte sua, di starsene zitto ha fatto sì che uscissero dalla sua bocca.

Faccia un favore a se stesso e alla Repubblica Italiana, Onorevole Giovanardi: si dimetta e vada a casa, a farsi spiegare da qualcuno la differenza che c’è fra il bene e il male. Lei è cattolico, Onorevole Giovanardi. Si rivolga al Suo Parroco. Vedrà che saprà illuminarla su questa, come su molte altre cose.

La saluto con tutta la stima che Lei merita,

Calibano.

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