Nota a margine. Speriamo che sia femmina…

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Si può, siamo liberi come l’aria, si può
si può, siamo noi che facciam la storia, si può
libertà, libertà, libertà, libertà obbligatoria. (Giorgio Gaber)

Che cosa avrà voluto dimostrare il Colonnello Gheddafi questa volta, tirando fuori dal cilindro un coniglio che nessuno si aspettava? Forse avrà voluto sbalordire il suo amico del cuore con una gara al rialzo invitando non una dozzina, ma ben duecento (per volta, e per tre volte di seguito) figliuole bene in carne e bene educate nella sua ambasciata per una serata all’insegna dei gusti e dei valori personali dell’ospite?

Confidando nel senso dell’humor del Cavaliere il mitico Raïs ha, probabilmente, puntato sull’effetto grandeur per sottolineare la differenza qualitativa delle motivazioni, degli interessi culturali in base ai quali le duecento avvenenti pulzelle sono state invitate a veglia: mentre la civiltà cristiana decadente e dissoluta, rappresentata al meglio delle sue possibilità dal Cavaliere, vede nella donna l’eterno oggetto del desiderio, la luminosa e virtuosa civiltà islamica ne promuove la personalità esaltandone i valori spirituali.

E così il fantastico Re dei Re di tutta l’Africa ha intrettenuto le figlie d’Italia, nel cuore della Roma capitale del cattolicesimo, catechizzandole per diversi quarti d’ora sulle meraviglie del Corano e insegnando loro che Gesù Cristo non fu mai ucciso dai romani e che al posto suo fu crocifisso un altro. Ogni fanciulla ha ricevuto, per la sua partecipazione alla serata del – diciamo così – Contropalazzo Grazioli una copia del corano, una del “libro verde” del colonnello e, infine, settantacinque Euro al netto della ritenuta d’acconto.

Gheddafi sa che ha potuto farlo liberamente e senza correre il rischio che il RaÏs del Belpaese possa fargli concorrenza in una sua eventuale prossima serata a Tripoli. Primo perché il Cavaliere di tutti i Cavalieri, quando invita le fanciulle a casa sua non ha l’abitudine di farlo per recitare insieme il rosario, secondo perché se solo si azzardasse a ipotizzare anche lontanamente di adottare un comportamento simile a quello del suo bizzarro collega rischierebbe di tornare in Italia sulla sedia a rotelle.

Ma da noi -vivaddio!- è tutto diverso. Da noi, come diceva Gaber in un suo memorabile pezzo, si può: da noi la libertà è obbligatoria. Ora poi, che abbiamo ormai alle spalle la crisi -stando almeno a quel che ci sentiamo ripetere da diversi mesi- ci sentiamo davvero più liberi che mai.
Eh già. Ce l’abbiamo proprio alle spalle. Però, caspiterina, viene qualche sospetto: averla alle spalle ha i suoi lati inquietanti. Considerati, infatti, gli aspetti della crisi, che non sono poi così innocui, e la tendenza che ha, una volta che ce l’hai addosso, a giocare scherzi non proprio innocenti… Beh, avercela incollata alle spalle, vale a dire al fondoschiena, per così tanto tempo, non è che prometta grandi cose.

O no?.

Bah… Speriamo, almeno, che sia femmina.

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Un pensiero riguardo “Nota a margine. Speriamo che sia femmina…

    antonio dmt ha detto:
    18 novembre 2009 alle 9:13 pm

    le domande fatte nell’articolo sono più che doverose, ma io aggiungerei: dove si trovava l’intero governo quando gheddafi compiva queste azioni in piena roma? perchè nessuno ha aperto bocca? bossi che se la prende tanto con i migranti, perchè non attacca anche gheddafi per l’uso che fa di quelle ragazze?
    ma io mi chiedo anche: chi mai potrebbe vendere la propria dignità per 60 euro e trascorrere alcune ore ad ascoltare stupidaggini ed eresie? quelle 200 belle ragazze potevano impiegare ben diversamente il loro tempo; ad esempio facendo volontariato per la città, leggere un buon libro, studiare, stare con chi ne ha bisogno. di certo non avrebbero guadagnato 60 euro, ma almeno avrebbero rivitalizzato la loro anima e il loro spirito civile.
    bella l’interpretazione della concorrenza tra gheddafi e berlusconi su chi ne invita di più…purtroppo è una brutta cosa che succeda questa cosa in italia.

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