Una lettera da lontano…

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Riceviamo, e pubblichiamo volentieri, la bellissima lettera che Ionut, un amico di Don Virginio, ci ha inviato. E’ da testimonianze come la sua che noi tutti, che ci siamo stretti a Don Virginio per dirgli quanto sia importante per noi sapere che lui c’è, e che è (super)attivo come e, se possibile, anche più di prima.

Sono molto felice di poter salutare anch’io l’apertura di questo sito.
Ho avuto l’onore d’incontrare monsignor Virginio nel ’98, all’inizio del mio arrivo in Italia.
Si… ho dimenticato di presentarmi:mi chiamo Ionut (Gianni in italiano) e sono romeno.
Sono tante le nomine, i titoli, i diplomi che parlano della vita molto attiva del monsignore.
Io vorrei dire due parole di quello che lui ha fatto per me e per tutti coloro che per molti anni ha ospitato nella sua casa. Sicuramente non ha ricevuto alcun diploma per tutto questo ma sono certo di due cose.
La prima cosa che lui ha realizzato è l’impronta che ha lasciato, ha messo nel cuore di ciascuno di noi. Io ho imparato da lui cosa vuol dire l’umiltà e soprattutto il mettere la propria vita al servizio del Signore. Il modo in cui lui si è preso cura di noi, facendo si che a nessuno di noi mancasse il cibo, un lavoro che poteva garantirci la dignità, il cibo spirituale, l’affetto della famiglia lontana… a me ha sempre ricordato Gesù che, pur essendo Figlio di Dio, si è messo a servire i discepoli.

Vorrei tanto dire al monsignore che, dopo tutti questi anni da quando sono ritornato nel mio paese, quasi ogni sera mi ricordo dell’ora della preghiera, quando si andava in chiesa. Probabilmente, le cose che nella vita si fanno con tutto il cuore rimangono, durano e lasciano qualcosa di bello che il tempo non potrà mai cancellare.

La seconda cosa che monsignore realizzerà, e che ha molta più importanza di qualunque cosa, è sentire la voce del Signore che gli dirà: “Vieni servo fedele e ricevi quello che ho preparato per te, perchè hai fatto quello che ti ho dato da fare!”
E’ quello il riconoscimento più alto, l’onore più grande. L’uomo, nella sua umile ignoranza, può dimenticare, o vedere le opere di un altro uomo in modo sbagliato, ma Il Signore sa guardare dentro, nel posto più profondo del cuore. Le opere che Dio fa, attraverso una persona che mette la sua vita alla Sua disposizione, superano ogni nostro pensiero.
Forse sono migliaia le persone che non stanno scritte nella storia dell’Umanità e non sono mai ricordate, ma i loro nomi sono scritti con caratteri d’oro nel cuore di Dio.
Carissimo Monsignore, le auguro di andare avanti, di non fermarsi mai nel fare le opere che Il Signore le mette nel cuore di fare. La cosa più bella è che nel servizio del Signore, Lui non manda mai nessuno in pensione.
Anche nell’Eternità, quelli che hanno servito Lui continuerano a “lavorare” lodando il Suo Nome per sempre. Se leggerà questa mia lettera, le chiedo, con tutto il mio cuore, di fare ancora una cosa per me: ho tanto bisogno che Lei preghi per me. Vorrei che la volontà di Dio sia fatta anche nella mia vita e che il Signore possa fare in me veramente la Sua volontà.
Un grandissimo saluto a tutti coloro che scrivono e leggono questo sito, complimenti per il vostro bellissimo pensiero, e a monsignor Virginio: “Grazie di cuore!!!”
Gianni.

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